Tassa sulle successioni: il Governo vuole raddoppiarla

17 Settembre 2014
Tassa sulle successioni: il Governo vuole raddoppiarla

Modifiche all’imposta sulle eredità: cambieranno esenzioni e aliquote.

La prossima legge di stabilità – quella del 2015 – potrebbe rivedere l’imposta di successione. L’obiettivo è raddoppiarne il gettito da 500milioni a un miliardo l’anno.

In particolare, nel mirino del Governo ci sarebbe soprattutto il meccanismo ora in vigore di aliquote e franchigie, ritenute queste ultime tra le più alte d’Europa.

In pratica, si vuole aumentare dal 4 al 5% l’aliquota per gli eredi in linea retta e di due punti percentuali, dal 6 all’8%, per gli altri parenti e affini. Gli estranei potrebbero vedersi elevare l’aliquota dall’attuale 8 al 10%.

Sul fronte delle franchigie l’attuale soglia del milione di euro, introdotta nel 2006 dal governo Prodi dopo che Berlusconi l’aveva abolita, potrebbe essere ridotta tra i 200mila e i 300mila euro per i parenti in linea retta. Per fratelli e sorelle la riduzione ipotizzata porterebbe la franchigia dagli attuali 100mila a 30mila o 50mila euro.

Cosa prevede l’attuale legge

Attualmente l’imposta di successione è dovuta sulla base di quattro aliquote che variano a seconda del grado di parentela degli eredi e da un paio di franchigie, ovvero di specifiche soglie di esenzione entro le quali l’imposta non è dovuta. Il coniuge e i parenti in linea retta (figli, genitori e, in generale, ascendenti e discendenti) oggi pagano il 4% per la parte del valore dell’eredità che supera il milione di euro. Per i fratelli e le sorelle l’aliquota sale al 6% mentre la franchigia si abbatte a 100mila euro. Gli altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado pagano anche loro il 6% ma non beneficiano di alcuna soglia di esenzione. L’aliquota sale poi all’8% per gli estranei ovvero per i beni devoluti ad altri soggetti. In caso, poi, di un beneficiario portatore di handicap grave la franchigia applicabile sale a 1,5 milioni di euro.

I problemi dell’attuale regime

Ma la franchigia, particolarmente elevata (1 milione di euro per i parenti in linea retta), combinata alla possibilità di determinare il valore degli immobili ereditati su base catastale hanno di fatto limitato l’imposta di successione al 5,8% degli eredi in linea retta. Oltre il 94% dei contribuenti che rientra tra parenti, affini ed estranei è tassato al 6 o all’8% senza godere di alcuna soglia di esenzione. E questi soggetti concorrono per almeno il 70% al gettito dell’imposta di successione che attualmente si attesta a poco più di 500 milioni di euro.


Il meccanismo in vigore

PARENTI STRETTI

Coniuge e parenti in linea retta

Per i beni devoluti a favore del coniuge o dei parenti in linea retta (figli o genitori), nel calcolo dell’imposta di successione, si paga il 4 per cento sul valore complessivo netto del bene durevole eccedente, per ciascun beneficiario, il milione di euro

L’ALIQUOTA: 4%

 

 

ALTRI PARENTI

Fratelli e sorelle o altri parenti fino al quarto grado

Sui beni a favore di fratelli e sorelle, sul valore netto eccedente, per ciascuno beneficiario, i 100mila euro si paga il 6%. Stessa aliquota per gli altri parenti fino al 4° grado e gli affini in linea retta (come i suoceri) , nonché gli affini in linea collaterale fino al 3° grado (come i cognati)

L’ALIQUOTA: 6%

 

 

ALTRI SOGGETTI

Per chi non è parente aliquota più alta

Per tutti gli altri soggetti che ricevono una eredità, si paga una aliquota più alta (l’8%) rispetto a quanto versato da parenti stretti o altri parenti. Tuttavia, se il beneficiario è portatore di handicap grave la soglia entro cui non è applicabile l’imposta sale a 1,5 milioni

L’ALIQUOTA: 8%

note

Autore immagine: 123rf com


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