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Quanto costa una consulenza dal notaio?

16 Agosto 2022 | Autore:
Quanto costa una consulenza dal notaio?

Tariffe notarili: cosa sono? Il notaio deve fare un preventivo scritto? A quanto ammonta la parcella di un notaio?

Il notaio è un po’ come il medico: ci sono delle volte in cui non se ne può proprio fare a meno. È il caso, ad esempio, di chi voglia fare una donazione: per forza di cose dovrà recarsi dal notaio, in quanto per legge questo tipo di contratto va fatto mediante atto pubblico. Ma non solo: si pensi al rogito per l’acquisto di una casa oppure al testamento fatto da persona che non sa o che non può sottoscrivere il documento. Insomma: ci sono casi in cui non si scappa dal notaio. Con il presente articolo ci soffermeremo su un aspetto particolare: vedremo quanto costa una consulenza dal notaio.

Fin da subito va detta una cosa: non esistono tariffe notarili stabilite dalla legge. Ciò significa che ogni notaio è libero di chiedere l’onorario che ritiene maggiormente confacente al lavoro svolto. In genere, la parcella del notaio è proporzionata al valore dell’operazione giuridica. Ad esempio, se il notaio deve stipulare un rogito che ha ad oggetto la compravendita di una villa, il suo onorario sarà decisamente alto.

Per l’attività di semplice consulenza, invece, si tratta di importi sicuramente più ridotti anche se non necessariamente trascurabili: anche fornire un parere, infatti, rappresenta una prestazione professionale che va retribuita. Quanto costa una consulenza dal notaio? Scopriamolo insieme.

Esistono tariffe notarili?

Come anticipato in premessa, per determinare a priori quanto costa una consulenza dal notaio non possiamo avvalerci di tariffe notarili, cioè di criteri stabiliti dalla legge su cui parametrare il costo dell’attività professionale.

Le tariffe notarili sono state abrogate nel 2012; oggi, a regolare l’onorario del notaio è il libero mercato, nel senso che è il regime di concorrenza a suggerire ad ogni professionista quale sia il giusto compenso per la sua prestazione.

In sintesi: ogni notaio è libero di stabilire il proprio onorario e, pertanto, di chiedere quanto vuole al suo cliente. Ciò non significa, però, che sia assolutamente impossibile giungere a una determinazione preventiva del costo del notaio. Vediamo perché.

Notaio: deve fare il preventivo?

Il notaio è tenuto a preparare un preventivo, anche in forma scritta, nel caso in cui il cliente lo richieda.

Pertanto, chi va dal notaio può chiedere di conoscere anticipatamente (e gratuitamente) il costo della prestazione che intende ottenere. Lo stesso vale anche per la semplice consulenza, cioè per il parere chiesto in merito a una specifica situazione giuridica.

Vediamo ora più nel dettaglio quanto costa una consulenza dal notaio.

Consulenza del notaio: quanto costa?

Come più volte ricordato, il notaio può chiedere l’onorario che ritiene più consono alla prestazione che gli viene domandata. Tale parcella può (anzi, deve, in caso di richiesta) essere prospettata sin da subito al cliente, in modo che sappia a quali costi va incontro.

Mediamente, però, possiamo affermare che il costo di una consulenza notarile si aggiri tra i 100 e i 250 euro a seconda della complessità del caso che gli viene sottoposto. Infatti, una cosa è chiedere un parere su una situazione generica, che non necessita di ulteriori approfondimenti, altro invece è domandargli di prendere visione di documenti che servono per esprimere un’opinione più precisa.

Ad esempio, se un cliente porta al notaio una serie di atti da sottoporre al suo vaglio per comprendere la fattibilità o meno di una certa operazione giuridica (compravendita, donazione, ecc.), è chiaro che il notaio dovrà impiegare molto più tempo per approfondire la questione, con inevitabile aumento della parcella.

Non è da escludere che l’onorario del notaio lieviti ulteriormente in caso di una situazione particolarmente complessa: si pensi all’amministratore che porta tutte le scritture contabili al notaio al fine di verificare la possibilità di procedere a una fusione tra società.

Insomma: in linea di massima, possiamo affermare che la consulenza di un notaio ha un costo medio che si aggira tra i 100 e i 250 euro.

Consulenza notaio: quand’è gratis?

La consulenza del notaio è in genere gratuita quando è fatta in vista della redazione di un atto. In questo caso, infatti, non si tratta di consulenza vera e propria bensì di studio del materiale necessario per preparare l’atto richiesto dal cliente.

Ad esempio, le visure catastali e ipotecarie rientrano tra gli adempimenti che generalmente il notaio cura in vista di un contratto di compravendita, il calcolo dell’asse ereditario può essere un’operazione inclusa nella prestazione consistente nella redazione di una donazione; ecc.

Insomma: quando la consulenza è finalizzata alla stipula di un atto che curerà lo stesso notaio, in genere, tale attività è gratuita, restando incorporata nel pagamento della prestazione finale (cioè, la redazione dell’atto).

Parcella notaio: come si calcola?

Quando il notaio deve redigere un atto, allora calcolare la sua parcella diventa un po’ più semplice, in quanto questa è proporzionale al valore dell’atto stesso.

La regola generalmente seguita è la seguente: maggiore è il valore dell’immobile oggetto del contratto, minore è la percentuale che spetta al notaio a titolo di onorario.

Ad esempio, se l’immobile oggetto del rogito vale 200mila euro, l’onorario del notaio potrà essere pari a 4mila euro (il 2%); se l’immobile vale 15mila euro, la parcella potrebbe ammontare a 600 euro (il 4% del valore del bene).

Ma c’è dell’altro. Non va dimenticato che la parcella del notaio comprende sia gli onorari che le imposte che il pubblico ufficiale versa allo Stato per conto del cliente. Il notaio, in questi casi, funge da vero e proprio sostituto d’imposta.

Ad esempio, in caso di donazione le tasse variano a seconda del grado di parentela tra donatore e donatario e del valore del bene donato.

L’imposta di donazione è pari:

  • al 4% del valore catastale, se il donatario è il coniuge o un figlio o un nipote del donatario, con una franchigia di 1.000.000 di euro;
  • al 6% se il donatario è sorella o fratello del donante con una franchigia di 100.000 euro;
  • al 6%, ma senza franchigia, per i parenti fino al 4° grado;
  • all’8% se la donazione viene effettuata tra persone senza alcun grado di parentela.

Oltre a ciò vanno versate al notaio l’imposta ipotecaria pari al 2% del valore catastale e l’imposta catastale pari all’1% del medesimo valore.


Il costo di una consulenza notarile si aggira tra i 100 e i 250 euro a seconda della complessità del caso che gli viene sottoposto.


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