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Francia: vincerà Macron o Le Pen? Ecco cosa dicono i sondaggi

11 Aprile 2022
Francia: vincerà Macron o Le Pen? Ecco cosa dicono i sondaggi

In Francia si gioca il destino dell’Europa: al ballottaggio è in vantaggio Macron, ma il secondo turno è ancora tutto da giocare. Ecco cosa dicono i sondaggi. 

In Francia, probabilmente, nelle prossime due settimane, si gioca il destino dell’Europa. Le Pen è infatti additata come l’antieuropeista per eccellenza. «Una vittoria dell’estrema destra francese in questa situazione sarebbe uno shock geopolitico molto più grande della decisione del Regno Unito nel 2016 di lasciare l’Unione europea». Così Edward Luce, associate editor del Financial Times, commenta le elezioni all’Eliseo.

Una vittoria porterebbe a un’alleanza fra democrazie illiberali e a una spinta contro le sanzioni alla Russia.

Intanto al primo turno, Emmanuel Macron ha fatto il pieno di voti, il 4% in più rispetto a quando fu eletto nel 2017, ed ha tenuto a distanza lo spauracchio Marine Le Pen.

Ma siamo ancora al primo turno e tutto può tornare in discussione fra 15 giorni, quando i due si sfideranno al ballottaggio.

«Con Le Pen vincono gli amici di Putin e i nemici dell’Europa. Al ballottaggio si uniscano tutte le forze democratiche a sostegno di Macron. Ma il presidente uscente ascolti il messaggio di disagio sociale espresso nell’ampio consenso a Melenchon». Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo.

Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions oggi dopo la chiusura delle urne, per il secondo turno delle presidenziali in Francia Emmanuel Macron raccoglie il 54% delle intenzioni di voto, a fronte del 46% della leader del Rassemblement National Marine Le Pen. Lo riferisce FranceInfo. 

Il duello al secondo turno, quindi, secondo questa rilevazione si preannuncia più serrato rispetto al 2017, quando Macron aveva vinto con il 66,1% dei voti, contro il 33,9% di Le Pen.

«Meglio del previsto ma teniamo le dita incrociate per il secondo turno!». Così su Twitter Carlo Calenda commentando l’esito del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia.

«Nei prossimi 15 giorni, non risparmiamo alcuno sforzo, perché nulla è già fatto. Siamo umili, determinati. Convinciamo tutti e tutte per il 24 aprile. Possiamo scegliere una nuova era, per la Francia e per l’Europa. Il 24 aprile, possiamo fare la scelta della speranza, scegliere la Francia e l’Europa, insieme. Viva la Repubblica e viva la Francia». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, chiudendo a Parigi il discorso ai suoi sostenitori dopo i risultati del primo turno, che lo proiettano al ballottaggio contro la leader del Rassemblement National Marine Le Pen.

«Voglio una Francia che si inscriva in un’Europa forte, che continui a stringere alleanze con le grandi democrazie per difendersi, non una Francia che esce dall’Europa e che non ha per alleati altri se non l’internazionale dei populisti e degli xenofobi». Lo sottolinea il presidente francese Emmanuel Macron, parlando a Parigi ai suoi sostenitori dopo i risultati del primo turno delle presidenziali.

«Non dobbiamo illuderci: nulla è deciso e il dibattito che avremo nei prossimi 15 giorni sarà decisivo per il nostro Paese e per l’Europa», prosegue il presidente francese.

«A tutti coloro che si sono astenuti o hanno votato alle estreme – continua – o perché sono in collera davanti alle diseguaglianze che persistono, al disordine ecologico, all’insicurezza e alla difficoltà di vivere degnamente anche quando lavorano duramente, o perché si sentono insufficientemente rappresentati o ascoltati, voglio convincerli nei prossimi giorni che il nostro progetto risponde meglio di quello dell’estrema destra alle loro paure e alla sfida del tempo».

Francia: Letta, ‘con populisti all’Eliseo Europa va in frantumi’

“Il primo turno francese è incoraggiante, dimostra che nello scontro tra sovranisti ed europeisti a partire in vantaggio è chi crede in un’Europa più unita e forte, non chi punta a sfasciarla”. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta in un’intervista alla “Repubblica”. Secondo Letta si “continua a sottovalutare” il rischio rappresentato dal populismo “perché si è pensato che fosse sufficiente la sconfitta di Trump o l’evidente follia della guerra di Putin per fiaccare i partiti di destra che li hanno sempre sostenuti”.

“Si è creduto, sbagliando, che il conflitto tra nazionalismo e integrazione europea – ha continuato – si potesse risolvere a favore di quest’ultima. Purtroppo s’è visto che così non è. Bisogna presidiare le inquietudini dell’elettorato per evitare che l’ansia per il futuro, il lavoro, la precarietà, il ridotto potere d’acquisto delle famiglie accentui la radicalizzazione. Per questo l’Europa deve accelerare per dare risposte forti e unitarie. Se non arrivassero, si farebbe il gioco dei vari Le Pen e Orban.

“Nel passato si è concesso troppo a chi vuol sfasciare l’Europa, senza capire che non essere in grado di costruire un’Unione efficace perché bloccata dai veti finisce per favorire proprio coloro che puntano a indebolirla.Penso alle politiche migratorie o alla Difesa comune. Perciò serve al più presto una riforma dei Trattati affinché le decisioni vengano prese non più all’unanimità ma a maggioranza, altrimenti gli Orban di turno l’avranno sempre vinta”, ha concluso il segretario Pd.



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