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Tutte le agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio

12 Aprile 2022 | Autore:
Tutte le agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio

I bonus per ristrutturare o per arredare casa, con detrazioni dal 50% al 110% a seconda dei lavori e dei periodi in cui vengono fatti. Ecco la guida.

Mettere a posto la propria casa non è mai stato così conveniente. Lo Stato contribuisce al risanamento degli edifici attraverso numerosi bonus e detrazioni fiscali che aiutano il contribuente a sostenere le spese di una ristrutturazione o dei lavori per ottenere una maggiore efficienza energetica nel proprio immobile. Di seguito passeremo in rassegna con una guida sintetica e aggiornata tutte le agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio attualmente esistenti.

Ovviamente, non sono tutte rose e fiori ma ci sono anche le spine che, soprattutto nel caso del superbonus 110%, si chiamano cessione del credito d’imposta e sconto in fattura. Se quando questa maxi-agevolazione è nata c’era il sospetto che qualcuno potesse fare il furbo vantando dei crediti inesistenti, tale sospetto è diventato nel tempo una certezza: la frode ha raggiunto nell’arco di un paio di anni diversi miliardi di euro. Ecco perché c’è stato non un dietrofront totale ma una revisione delle alternative alla classica detrazione in dichiarazione dei redditi: cessione e sconto sono ancora possibili ma con procedure più complicate e costi maggiori rispetto allo schema di partenza.

Vediamo, comunque, tutte le agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio.

Recupero edilizio: bonus al 50%

La più antica e utilizzata agevolazione per il recupero del patrimonio edilizio è il bonus ristrutturazioni con la detrazione al 50%. Ma ci sono altri interventi che possono godere della stessa percentuale di sconto fiscale.

Gli interventi agevolati sono:

  • manutenzioni straordinarie, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali e sulle loro pertinenze;
  • manutenzioni ordinarie su parti comuni di edificio residenziale, anche di un unico proprietario;
  • ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • prevenzione di atti illeciti di terzi;
  • misure antisismiche e opere per la messa in sicurezza statica su tutto il territorio nazionale;
  • lavori per il contenimento dell’inquinamento acustico;
  • cablatura di edifici;
  • bonifica dall’amianto;
  • riduzione degli infortuni domestici;
  • opere per ottenere un risparmio energetico «non qualificato», compreso il fotovoltaico;
  • acquisto di abitazioni in edifici completamente ristrutturati ma solo sul 25% del prezzo di vendita;
  • sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione.

La detrazione del 50% è fruibile per gli interventi sopra citati fino al 31 dicembre 2024, con un limite di spesa di 96.000 euro da recuperare in dieci quote annuali di pari importo.

Dal 1° gennaio 2025, il beneficio scenderà al 36% ed il limite di spesa verrà dimezzato a 48.000 euro, da recuperare sempre in dieci quote annue di pari importo.

Recupero edilizio: sismabonus fino all’85%

C’è poi un’ampia gamma di bonus per il recupero edilizio che va dal 50% all’85% di detrazione fiscale e che riguarda il sismabonus ordinario per le abitazioni e per gli edifici collocati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Il beneficio base al 50% deve essere calcolato su un importo massimo di 96.000 euro annuo per ogni unità immobiliare, da recuperare in cinque quote annuali di pari importo.

Se, invece, i lavori consentono la riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e vengono effettuati sulle parti comuni di un edificio condominiale, la detrazione arriva al 70% o all’85% a seconda dei casi.

Le agevolazioni sono fruibili fino al 31 dicembre 2024.

Recupero edilizio: bonus facciate al 60%

Quello che fu il bonus facciate al 90% e che rischiò di sparire per mancanza di fondi è stato trasformato in una detrazione fiscale del 60%.

Gli interventi agevolati sono il recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B, inclusa la sola pulitura o tinteggiatura esterna.

Servono gli stessi adempimenti dell’ecobonus ordinario nel caso in cui:

  • l’intervento influisca nell’edificio dal punto di vista termico;
  • i lavori interessino più del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

L’agevolazione è valida fino al 31 dicembre 2022. Lo sconto fiscale del 60% si può recuperare in dieci quote annuali di pari importo.

Recupero edilizio: bonus barriere architettoniche

Nelle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio rientra anche la detrazione fiscale del 75% per i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche.

Gli interventi agevolati sono i lavori direttamente finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti.

La detrazione è fruibile sulle spese sostenute tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2022 e si può recuperare in cinque quote annuali di pari importo.

Recupero edilizio: l’ecobonus ordinario

Nell’ottica di agevolare il recupero del patrimonio edilizio con un occhio di riguardo al risparmio energetico e alla tutela dell’ambiente, sono previsti dei bonus dal 50% all’85%.

Gli interventi agevolati sono:

  • acquisto e posa in opera di impianti con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili: detrazione al 50%;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione: detrazione al 50%;
  • sostituzione di finestre comprensive di infissi: detrazione al 50%;
  • schermature solari: detrazione al 50%;
  • sostituzione del vecchio impianto con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia: detrazione al 65%;
  • sostituzione di scaldacqua tradizionali con modelli a pompa di calore: detrazione al 65%;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione di classe A+, sistemi di termoregolazione evoluti o con apparecchi ibridi: detrazione al 65%;
  • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione: detrazione al 65%;
  • installazione di pannelli (collettori) solari per la produzione di acqua calda sanitaria: detrazione al 65%;
  • pannelli isolanti o cappotti e coperture opache orizzontali (coperture e pavimenti): detrazione al 65%;
  • riqualificazione energetica globale di edifici: detrazione al 65%;
  • sostituzione di impianti esistenti con micro-cogeneratori: detrazione al 65%
  • dispositivi multimediali per il controllo da remoto per riscaldamento o climatizzazione: detrazione al 65%
  • riqualificazione energetica di parti comuni condominiali con interventi che interessano più del 25% dell’involucro dell’edificio: detrazione del 70%;
  • riqualificazione energetica di parti comuni condominiali per più del 25% della superficie disperdente lorda, con interventi che migliorano la qualità media: detrazione del 65%;
  • riqualificazione energetica di parti comuni condominiali, congiuntamente con misure antisismiche: detrazione dell’80% oppure dell’85% se si ottiene una riduzione del rischio di due classi.

Le detrazioni sono valide per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024. Il limite di spesa varia a seconda dell’intervento realizzato.

Recupero edilizio: il superbonus 110%

Ed ecco la regina delle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio: il superbonus 110%. Consente di ottenere la maxi-detrazione per diversi interventi.

Ci sono i cosiddetti lavori trainanti per il miglioramento energetico dell’edificio. Uno di questi interventi deve essere realizzato per poter fruire del superbonus. Si tratta di:

  • opere di isolamento termico in almeno il 25% della superficie disperdente lorda;
  • sostituzione dell’impianto termico esistente con una delle tecnologie indicate dalla normativa (caldaie a condensazione, pompe di calore, ecc.).

E poi ci sono gli interventi trainati, che rientrano nel superbonus solo se realizzati insieme ad almeno uno dei sopra citati. Sono:

  • tutti i lavori elencati precedentemente che rientrano nell’ecobonus ordinario:
  • installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • installazione di colonnine di ricarica elettrica;
  • abbattimento delle barriere architettoniche.

Capitolo a parte per i lavori di riduzione del rischio sismico. Sono considerati trainanti senza dover dimostrare la riduzione di classe di rischio su una spesa massima di 96.000 euro. A questi interventi si possono «agganciare»:

  • l’installazione di impianti fotovoltaici e di sistemi di accumulo;
  • l’abbattimento di barriere architettoniche.

Per quanto riguarda le scadenze, occorre rispettare termini diversi a seconda dei lavori e dei contesti in cui vengono effettuati. Nei condomini, negli edifici da due a quattro unità immobiliari appartenenti ad un unico proprietario o in comproprietà tra più persone fisiche e per quelli del Terzo settore:

  • agevolazione del 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023;
  • agevolazione del 70% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024;
  • agevolazione del 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025.

Nelle singole unità immobiliari o nelle unità funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo inserite in edifici plurifamiliari, il superbonus è valido per le spese sostenute:

  • entro il 30 giugno 2022;
  • oppure fino al 31 dicembre 2022 se alla data del 30 giugno 2022 è stato eseguito almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Negli edifici Iacp o istituti di case popolari assimilati, il superbonus è valido per le spese sostenute:

  • entro il 30 giugno 2023;
  • oppure fino al 31 dicembre 2023 se alla data del 30 giugno 2023 è stato eseguito almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Negli edifici di società e associazioni sportive dilettantistiche, il superbonus è valido per le spese sostenute sui soli locali adibiti a spogliatoi entro il 30 giugno 2022.

Recupero edilizio: i bonus collegati

Usufruire delle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio consente anche di ottenere dei benefici ad esso collegati. È il caso del bonus mobili, riservato a chi ha già iniziato a fare dei lavori di ristrutturazione. Si tratta di una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore:

  • alla classe A per i forni;
  • alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie;
  • alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

La detrazione del 50% è valida fino al 31 dicembre 2024 e si può recuperare in dieci quote annue di pari importo.



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