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Ucraina: pace o condizionatore?

11 Aprile 2022 | Autore:
Ucraina: pace o condizionatore?

L’indagine: sette italiani su dieci sono disposti a spegnere l’aria condizionata. Ma rinunciare ai condizionatori servirà davvero?

In occasione della conferenza stampa di presentazione del Documento di economia e finanza (Def), mercoledì 6 aprile, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha commentato la guerra in Ucraina e un possibile embargo europeo sulle importazioni di gas russo.

Alla domanda posta da Draghi «Pace o condizionatore acceso?», il 73% degli italiani in possesso di un condizionatore ha dichiarato di essere disposto a spegnerlo per tutta l’estate se questo potrà aiutare il Paese a raggiungere l’indipendenza dal gas russo. Questo è il primo dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.

Più di 21 milioni di cittadini sono disposti a rinunciare al condizionatore, mentre 8 milioni hanno affermato di non voler fare questo genere di sacrificio. Il 50% di chi ha dichiarato di essere contrario sostiene che «la scelta di staccarsi dal gas russo non dovrebbe gravare sulle famiglie», mentre il 46% lo ritiene inutile.

Più in generale, l’indagine ha messo in evidenza che, qualora il Governo lo richiedesse, il 56% dei rispondenti sarebbe disposto a ridurre l’uso di energia elettrica e gas in casa per aiutare l’Italia a raggiungere l’indipendenza energetica dalla Russia. I più inclini a fare sacrifici, forse perché hanno già vissuto anni di austerity, sono risultati essere gli over 65 (60%) e i 55-64enni (62%); curiosamente, però, anche i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni (59%), forse perché più attenti alle tematiche ambientali.

Qualcosa di concreto, in realtà, gli italiani sembrano averlo già fatto: 8 rispondenti su 10 hanno dichiarato che, da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, hanno cercato di consumare meno energia elettrica e gas, non fosse altro (67% dei rispondenti) per risparmiare sulle bollette.

Spegnere i condizionatori serve davvero?

Il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, ospite della trasmissione Mattino Cinque, ha sottolineato che la semplificazione fatta dal presidente Draghi tra pace e condizionatori è «inaccettabile».

«Alle imprese ceramiche, le vetrerie, le acciaierie, le aziende agricole non basta spegnere i condizionatori, avranno inevitabilmente un incremento insostenibile dei prezzi per poter continuare a produrre e molte di queste non riusciranno a pagare le bollette. L’inflazione che sfiora il 6% erode i risparmi delle famiglie e ad oggi non è previsto nessun aiuto concreto da parte del Governo. Da settembre Fratelli d’Italia chiede e propone provvedimenti concreti per calmierare gli aumenti energetici, abbiamo proposto anche di rivedere il Pnrr e di riprendere le estrazioni di gas in Italia ma finora nulla è stato fatto», conclude Bignami sul programma andato in onda su canale 5.



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