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Pausa di carriera: le cause più frequenti

11 Aprile 2022 | Autore:
Pausa di carriera: le cause più frequenti

Le ragioni legate all’interruzione temporanea dell’attività lavorativa.

Negli ultimi due anni, in risposta all’emergenza pandemica, il mondo del lavoro ha registrato notevoli cambiamenti. Molti lavoratori hanno continuato a svolgere la loro attività professionale da casa adattando la propria stanza in ufficio, altri sono stati costretti a ferie forzate, altri ancora sono stati messi in cassa integrazione e, infine, molti lavoratori hanno perso la propria posizione in azienda.

Numerosi dipendenti hanno vissuto il cosiddetto fenomeno della pausa di carriera. Si tratta di un’interruzione dell’attività lavorativa dovuta ad una scelta personale o del datore di lavoro. Condizione spesso vissuta con vergogna o rassegnazione che, talvolta, può rappresentare un’opportunità per migliorarsi.

Secondo l’ultima ricerca condotta da LinkedIn, oltre un quarto (27%) degli intervistati ha avuto una pausa di carriera (ad esempio a causa della perdita del lavoro, dell’abbandono del lavoro, del congedo parentale, di viaggi, per motivi di studio ecc.) per scelta, mentre quasi un quinto (18%) degli intervistati ha avuto una pausa, ma non per scelta. Infine, poco meno di 3 intervistati su 5 (57%) non hanno avuto mai una pausa nella loro carriera. Ma procediamo con ordine e analizziamo quali sono le cause più frequenti di una pausa di carriera.

Pausa di carriera: a che età?

Innanzitutto, partiamo dalla fascia d’età interessata dalla pausa di carriera. In genere, coloro che prendono, o affrontano, una pausa di carriera hanno un’età che si aggira intorno ai 30 anni. Precisamente: 29 anni per le donne e 31 per gli uomini.

Pausa di carriera: quali sono le cause più frequenti?

Le motivazioni più frequenti di una pausa di carriera sono:

  • la perdita del posto di lavoro;
  • la scelta di prendersi del tempo per ragionare sui prossimi passi da intraprendere;
  • la sindrome da burnout: si tratta dell’esaurimento causato dallo stress prolungato nell’ambiente lavorativo. A volte, la decisione di mettere in standby la propria carriera è legata alla salute mentale;
  • l’esigenza di acquisire nuove skill: tra le hard-skill acquisite durante la pausa di carriera, c’è la capacità di pensare in modo creativo (28% donne, 24% uomini). Pazienza, consapevolezza di sé, organizzazione, empatia e assertività sono tra le soft-skill che le persone sostengono di essere riuscite ad acquisire o rafforzare in questi periodi di pausa tra un lavoro e un altro;
  • l’intenzione di intraprendere un percorso di formazione.

Pause di carriera: vantaggi

Osservando il punto di vista degli hr manager, quando si parla di pause di carriera, tra le principali competenze acquisite a seguito di una pausa di carriera ci sono:

  • migliore gestione del budget (28%);
  • pensiero creativo (28%);
  • Time management (28%);
  • pazienza (25%).

Pausa di carriera nel curriculum

La pandemia ha portato a un cambio di tendenza tra gli HR manager che sono più aperti a dare una nuova opportunità a chi ha una pausa di carriera nel curriculum. La metà (50%) dei responsabili delle risorse umane consultati è più propensa ora rispetto a prima della pandemia ad assumere chi si è preso una pausa di carriera; in particolare, lo sono i responsabili delle risorse umane in aziende con più di 500 dipendenti dove oltre 2 intervistati su 3 (68%) assumerebbero qualcuno che ha preso una pausa di carriera.

È, inoltre, importante descrivere e dare valore alla pausa di carriera nel proprio curriculum, e i professionisti non sempre riescono a farlo nel migliore dei modi. L’errore più grande che fanno i candidati quando si tratta di affrontare il tema della pausa di carriera durante il processo di assunzione è cercare di minimizzare la propria pausa piuttosto che evidenziarla come una risorsa.

Il 48% degli intervistati è preoccupato che per via delle pause di carriera il proprio curriculum possa diventare meno desiderabile agli occhi degli hr manager e dei recruiter. Il 25% ha dichiarato di non aver incluso i periodi di pausa nel proprio curriculum o nel profilo LinkedIn. Un altro dato rilevante è che il 60% delle donne sostiene che una pausa di carriera non dovrebbe essere percepita come penalizzante, mentre solo il 51% degli uomini dichiara lo stesso.

Qualsiasi break è ora da intendersi come un momento di consapevolezza, prezioso per capire come orientare la propria carriera, e per ripensare, soprattutto in momenti storici così delicati come quelli affrontati negli ultimi due anni, alla centralità della salute mentale nella vita di ogni professionista.



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