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Cosa fare se i tuoi ti cacciano di casa?

12 Aprile 2022
Cosa fare se i tuoi ti cacciano di casa?

Mantenimento genitori: il figlio ha diritto a rimanere a casa del padre e della madre fino a quando non è indipendente. Ma non può restare se non vuole lavorare.

Spesso, ci si chiede se i genitori possono mandare via di casa un figlio. La questione va valutata caso per caso poiché non esiste una risposta valida per tutte le famiglie. Ma quand’anche padre e madre costringano il figlio a fare le valige per vivere altrove, cosa potrebbe fare questi per tutelare i propri diritti? In altri termini, cosa fare se i tuoi ti cacciano di casa? Per rispondere a tale quesito bisogna innanzitutto comprendere se e quando i genitori possano esercitare tale potere. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

I genitori possono cacciare di casa un figlio?

I genitori hanno, per legge, l’obbligo di mantenere il figlio. Mantenere significa non solo dargli da mangiare ed un tetto sotto cui vivere, ma anche assisterlo in tutte le sue necessità relative allo studio, allo sport, alla normale vita di relazione.

L’obbligo di mantenimento è rapportato alle disponibilità economiche dei genitori: per cui, tanto più questi sono benestanti, tanto maggiore dovrà essere l’agio in cui il figlio dovrà vivere. In pratica, al ragazzo va garantito “lo stesso tenore di vita” dei genitori”.

Questo significa che i genitori, fino a quando sono tenuti a mantenere il figlio, non possono neanche cacciarlo di casa. Ma, come vedremo a breve, quest’obbligo non dura in eterno.

Fino a quando i genitori devono mantenere un figlio?

I genitori sono obbligati, per legge, a mantenere il figlio sempre se minorenne e, una volta maggiorenne, fino a quando non è autonomo da un punto di vista economico o comunque non è in grado di trovarsi un lavoro. Cosa significa nella sostanza? Che il figlio, per essere mantenuto, deve studiare con profitto o, se non vuole studiare, cercare un lavoro.

Il figlio che non vuole né formarsi, né darsi da fare per rendersi autonomo non ha alcun diritto ad essere mantenuto.

Pertanto, non va mantenuto il figlio che, pur iscritto all’università, non dà esami o non li supera; il figlio che, laureato o meno, non cerca un lavoro.

Secondo la Cassazione, seppure la Costituzione tutela le inclinazioni naturali del giovane, ogni figlio non può perseguire a tutti i costi sogni irrealizzabili: deve sapersi accontentare fino ad accettare qualsiasi offerta di lavoro se le proprie ambizioni non sono perseguibili in tempi ragionevoli. C’è quindi un’età in cui il figlio deve prendere ciò che trova, almeno per staccarsi dal padre e dalla madre.

Più avanza l’età, più si può presumere che lo stato di disoccupazione del giovane dipenda da sua inerzia nel cercare un’occupazione. E questa età, in cui definitivamente cessa ogni legame con i genitori, è variabile a seconda del percorso di studi intrapreso. Può essere 20/25 anni per chi non ha voluto intraprendere gli studi universitari o 30/35 anni per chi, con un titolo accademico, si è buttato in una libera professione. Una volta acquistato però il titolo, il giovane deve trovare una propria clientela: il fatto di avere pochi clienti non è sufficiente per rivendicare il mantenimento dai genitori. Conta infatti la sua potenzialità espressa dalla professionalità acquisita.

Che fare se i genitori ti cacciano di casa?

Abbiamo quindi visto che, finché il giovane studia – e, seppur con difficoltà, prosegue il percorso intrapreso – oppure dà dimostrazione di cercare un’occupazione e non riuscirci, i genitori non possono sbatterlo fuori di casa. Né possono farlo se questi ha solo un’occupazione saltuaria, irregolare o in nero (si pensi a un lavoratore stagionale).

I genitori possono però mandare fuori di casa il figlio che ha trovato un lavoro e perciò sia autonomo o che non voglia lavorare o che rifiuti le occasioni di lavoro: contro la decisione del padre e della madre di mettere alla porta il figlio questi non può opporsi.

Inoltre, una volta raggiunta l’indipendenza economica, il figlio non può più ritornare a bussare alla porta dei genitori, neanche se, per qualsiasi ragione, dovesse perdere tale indipendenza (ad esempio a seguito di un licenziamento).

Se, invece, i genitori ti cacciano di casa in assenza dei presupposti appena visti – perché sei ancora troppo giovane e non ti è stata data l’occasione per cercare un’occupazione o hai avuto troppo poco tempo per farlo – allora puoi agire contro di loro dinanzi al giudice chiedendo che questi ti riaccolgano all’interno della loro abitazione.

Non puoi però chiedere che ti paghino un affitto. La legge infatti attribuisce ai genitori il diritto di scegliere se mantenere il figlio in natura (ossia ospitandolo in casa propria) oppure in denaro (pagandogli, se maggiorenne, l’affitto e tutte le spese necessarie ai suoi bisogni).



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