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Entro quanto tempo arriva una multa?

12 Aprile 2022
Entro quanto tempo arriva una multa?

Multa fuori termine: come fare ricorso contro il verbale notificato tardi. 

La multa è annullabile se non arriva a casa entro 90 giorni. Questa affermazione, assoluta e certa nella sua sinteticità, è tuttavia soggetta a una serie di condizioni che ne limitano l’applicazione. È quindi bene sapere entro quanto tempo arriva una multa a casa, come si calcolano i giorni e cosa succede se l’automobilista non paga, nonostante il ritardo nell’invio del verbale. 

Come sapere se si è stati multati?

Una delle domande che spesso si pongono gli automobilisti quando passano davanti a un autovelox o a un semaforo rosso è «come sapere se si è stati multati». Non tanto per agire con qualche vigile amico per chiedere di annullare il verbale quanto, più che altro, per non trovarsi poi a dover fronteggiare, sul più bello, una spesa imprevista che potrebbe far saltare il bilancio familiare. Ebbene, fin quando un atto amministrativo non viene definitivamente emesso – e ciò, per le multe, coincide appunto con la redazione del verbale e la sua successiva notifica – non c’è modo di esercitare il diritto di accesso agli atti. Pertanto, l’unico modo di sapere se si è stati multati è attendere che scadano i termini per la consegna della contravvenzione a casa del conducente. Ed è qui che ritorna la domanda di partenza: entro quanto tempo arriva una multa? Ecco la risposta.

Quando la multa è fuori termine

La multa deve essere notificata entro 90 giorni da quando è stata commessa l’infrazione. La violazione di tale regola implica l’annullabilità del verbale. Ciò significa che il verbale deve essere contestato dinanzi al giudice o al Prefetto poiché, in assenza di impugnazione, esso diventa valido: il vizio cioè si “sana” e non sarà più possibile, neanche al momento di ricevimento della cartella esattoriale, far valere tale tipo di contestazione. 

Questo significa che l’automobilista che riceva una multa fuori termine non può limitarsi a non pagare ma deve impugnarla. 

A fine del calcolo dei 90 giorni, però, è determinante stabilire il momento iniziale e quello finale a partire dal quale, rispettivamente, inizia a decorrere il termine e si considera rispettato. Risponderemo a tali domande nei successivi paragrafi. 

Da quando inizia a decorrere il termine di 90 giorni?

Il momento che si prende in considerazione per far partire il calcolo del termine dei 90 giorni è quello in cui il conducente ha violato il Codice della strada, non quello – successivo – in cui il verbale viene redatto presso l’ufficio della polizia.

Tanto per fare un esempio, se un’infrazione viene commessa il 1° marzo e sul verbale viene riportata la dicitura «infrazione commessa il 1° marzo e constatata presso gli uffici della polizia il giorno 15 marzo», i 90 giorni decorrono non già da quest’ultima data ma dalla prima. 

Tale circostanza ha generato spesso un ampio contenzioso poiché molte amministrazioni pretendevano – specie in caso di multe autovelox – di far partire i termini da quando l’amministrazione (ad esempio la polizia municipale) visionava le foto. Sul punto sono infine intervenute le Sezioni Unite della Cassazione a dirimere ogni dubbio: i 90 giorni partono da quando è stata commessa l’infrazione e non da quando è stata poi verbalizzata.

Quando si considera rispettato il termine di 90 giorni?

Dopo aver analizzato il momento iniziale a partire dal quale si calcola il termine per la notifica della multa, analizziamo ora quello finale. A torto, si crede spesso che la multa debba essere consegnata all’automobilista entro il 90° giorno dalla commissione dell’illecito. Non è così. Il termine si considera rispettato, da parte degli agenti accertatori, se questi spediscono la raccomandata entro 90 giorni. Ciò che conta quindi non è il giorno di ricevimento del verbale ma quello di spedizione, ossia quello in cui la busta viene portata dalla polizia all’ufficio postale (sia esso Poste Italiane o un servizio di poste private, essendo entrambi validi per la notifica).

Quindi, eventuali ritardi nella consegna del plico non ricadono sull’amministrazione.

Tuttavia, ai fini del calcolo dei termini per il ricorso contro la multa – che come vedremo a breve va presentato entro 30 giorni al giudice di pace o entro 60 al Prefetto – si prende a riferimento il momento di effettivo ricevimento del verbale.

Per esempio, una multa per un’infrazione commessa il 1° marzo, se viene spedita il 29 maggio (quindi entro i 90 giorni dall’illecito) e poi consegnata materialmente all’automobilista il 7 giugno (quindi oltre i 90 giorni dall’illecito), è valida. Tuttavia, il termine di 30 giorni per il ricorso al giudice di pace inizia a decorrere dal 7 giugno e non dal 29 maggio.

Nel calcolo del termine vanno conteggiati i sabati e le domeniche, nonché i giorni festivi. 

La multa deve sempre arrivare a casa?

Attenzione a non cadere in errore: la multa per un’infrazione che sia stata contestata nell’immediatezza dall’agente, il quale abbia bloccato l’automobilista mentre era al volante e gli abbia consegnato poi il verbale non deve poi essere notificata anche a casa: già la stessa consegna si considera una valida notifica.

L’automobilista però è libero di non accettare la consegna del verbale e di non firmarlo. Pertanto, in tal caso, la multa gli sarà spedita a casa, con conseguente aggravio di spese postali. Ma è anche vero che, optando per tale soluzione, si può sperare che la notifica venga effettuata con ritardo, in modo da sperare in un motivo in più di ricorso.

Multa consegnata a casa fuori termine: che succede?

Abbiamo detto che la multa notificata fuori termine di 90 giorni si considera tardiva e, quindi, annullabile. Il conducente deve alternativamente presentare ricorso:

  • entro 60 giorni al Prefetto;
  • oppure entro 30 giorni al giudice di Pace.

Il ricorso al Prefetto è gratuito. Se il ricorso viene inoltrato direttamente al Prefetto, questo deve fornire risposta entro 210 giorni: in caso di ritardo o di mancato riscontro, il ricorso si considera accolto. Se invece il ricorso viene inoltrato al Prefetto per il tramite dell’organo accertatore (ad esempio viene spedito alla polizia municipale), la risposta deve essere fornita entro 180 giorni; anche in questo caso, l’eventuale silenzio si considera accoglimento del ricorso.

Il ricorso al giudice di pace non è gratuito, richiedendosi il pagamento del contributo unificato. 

Quando si tratta di motivi di ricorso così plateali è consigliabile il ricorso al prefetto. Su tale aspetto leggi l’articolo Ricorso multa: prefetto o giudice di pace?

Pagamento con lo sconto del 30%

Chi paga entro 5 giorni dal ricevimento della multa può usufruire dello sconto del 30% però rinuncia a fare ricorso. Il pagamento infatti implica accettazione dell’infrazione, anche quando questo avviene dopo i cinque giorni. 

Altri termini da rispettare per le multe

Tra la data del ricevimento della multa e quello della spedizione della cartella di pagamento non possono decorrere più di 5 anni: dopodiché, il debito si estingue per prescrizione.

Tra la data di iscrizione a ruolo della multa e quella della notifica della cartella non devono decorrere più di due anni: dopodiché, il debito si estingue per decadenza.

Tra la data di notifica della cartella di pagamento e il successivo atto di fermo auto o di pignoramento non possono decorrere più di 5 anni: anche in questo caso, infatti, il debito si prescrive allo scadere del quinquennio.



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