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Quale anno sta controllando l’Agenzia delle Entrate?

13 Aprile 2022
Quale anno sta controllando l’Agenzia delle Entrate?

Su quali tasse l’Agenzia delle Entrate non può più fare accertamenti?

Qualche anno fa, non hai pagato le tasse o hai omesso di fatturare qualche corrispettivo? Se da allora è passato molto tempo puoi dormire sereno: la legge infatti fissa dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali, scaduti i quali l’ufficio delle imposte non può più agire nei confronti degli evasori.

Ti chiederai a questo punto quale anno sta controllando l’Agenzia delle Entrate per capire cosa rischi e cosa invece si può dire ormai “sanato” dal tempo. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Quando l’Agenzia delle Entrate fa gli accertamenti sulle tasse?

La nostra Pubblica Amministrazione non brilla per efficienza e, al pari di alcuni studenti, si riduce quasi sempre all’ultimo minuto. Pertanto, quando c’è da fare i controlli sul mancato pagamento delle tasse, l’Agenzia delle Entrate si concentra su quelli in scadenza ossia sulle dichiarazioni dei redditi più remote, in modo da evitare la decadenza, avendo per le altre ancora tempo.

Ecco perché, per stabilire quale anno sta controllando l’Agenzia delle Entrate, c’è un solo modo per rispondere: l’ultimo anno, quello cioè che sta per andare in prescrizione.

Ed allora la domanda da porsi è un’altra: su quali tasse l’Agenzia delle Entrate non può più fare accertamenti? Ecco la risposta.

Entro quanto tempo gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate?

I termini per gli accertamenti fiscali sono diversi a seconda dell’illecito commesso dal contribuente e del tipo di imposta. Partiamo dalle imposte sui redditi (Irpef ad esempio) e Iva. 

Per chi non ha dichiarato alcuni redditi percepiti, si configura la cosiddetta dichiarazione infedele. In tal caso, l’avviso di accertamento va notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. 

Se si tratta di dichiarazione omessa, l’avviso di accertamento va notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione andava presentata.

Per i tributi locali, invece, la notifica degli avvisi di accertamento deve avvenire a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento è stato o avrebbe dovuto essere effettuato.

Sia l’Agenzia delle Entrate, sia la Guardia di Finanza ritengono che tutti i termini per la notifica degli atti impositivi di natura accertativa (accertamenti, avvisi di liquidazione, di recupero di crediti di imposta) siano prorogati, sino all’anno di imposta 2018, per 85 giorni. L’allungamento dei termini è stato dovuto alla pandemia Covid-19.

Applicando l’art. 67 comma 1 del DL 18/2020: «Sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori».

Così:

  • i termini per accertare l’omessa dichiarazione 2015 (UNICO 2016), non sono scaduti il 31 dicembre 2021 ma il 26 marzo 2022;
  • i termini per accertare l’anno 2012 (UNICO 2013) in presenza di violazioni penali non è scaduto il 31 dicembre 2021 ma il 26 marzo 2022.

Che succede se il termine scade sabato?

Se il giorno della scadenza cade di sabato viene da domandarsi se si verifica lo slittamento del termine al lunedì successivo.

La risposta deve essere negativa per la ragione seguente. 

Per i termini di decadenza non c’è nessuna norma secondo la quale quando la scadenza è di sabato, si verifica lo slittamento automatico del termine al primo giorno lavorativo successivo. Non c’è, in altre parole, una disposizione simile all’art. 155 cod.proc.civ. previsto invece per i termini processuali.

Opera l’art. 2963 del Codice civile, in ragione del rinvio di cui all’art. 66 del DPR 600/73, che recita: «Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo».

Lo slittamento, al massimo, si applica quando il termine ultimo per notificare l’atto cada di domenica o in un giorno festivo, ma non al sabato.



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