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Divorzi e separazioni senza avvocati e fuori dai tribunali

18 Settembre 2014
Divorzi e separazioni senza avvocati e fuori dai tribunali

Crisi familiare “fai da te” con la convenzione di negoziazione assistita: come cambia dopo la riforma della giustizia.

 

Cambia il processo della famiglia in crisi: se c’è accordo tra le parti non serve più passare per il tribunale, sempre che non ci siano figli minori o disabili. La riforma della giustizia [1] vuole evitare – nei casi previsti, che costituiscono circa il 20% del totale – la giurisdizione dello Stato, con tutte le spese e soprattutto le lungaggini conseguenti.

Il provvedimento prevede infatti che in tutti i casi di separazioni, divorzi o modifica delle condizioni nei quali ci sia un accordo diretto tra le parti il controllo e la supervisione sulla bontà dello stesso sia lasciata ai privati.

Le due vie individuate si differenziano solo per quanto di seguito:

1. in una procedura ci sarà l’intervento dell’avvocato di fiducia, quanto l’accordo di cessazione del matrimonio contenga “patti di trasferimento patrimoniali” (ossia spostamenti di denaro): iter, questo, operativo da subito.

2. In mancanza, invece, di patti che comportino un dare-avere economico, marito e moglie che vogliano sospendere o cessare la loro vita coniugale potranno – ma solo dopo l’entrata in vigore della legge di conversione – portare il loro accordo direttamente all’ufficiale di stato civile, che lo “tradurrà” in un atto scritto che farà sottoscrivere agli interessati “immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni”.

In entrambi i casi si realizzerà una forte riduzione di tempi, che dovrebbero ridursi a pochi giorni.

Dove dunque vi sia la necessità di regolare un “dare-avere“, per le separazioni personali consensuali, i divorzi congiunti e le “modifiche delle condizioni di separazione o di divorzio” che siano state concordate, si può già risparmiare tempo con la convenzione di negoziazione assistita formalizzata dagli avvocati, in modo da rendere formale e pubblico, con l’annotazione negli atti dello stato civile, l’accordo raggiunto.

L’atto, con la sottoscrizione apposta dall’avvocato, valida sia per la certificazione delle firme sia come attestato di non contrarietà dell’accordo alle norme imperative o di ordine pubblico, dovrà essere trasmesso entro il termine di dieci giorni all’ufficiale di stato civile del Comune nel quale il matrimonio fu iscritto o trascritto per il contestuale aggiornamento dei registri.

A garanzia della tempestività di trasmissione e della certezza delle attestazioni dei registri dello stato civile è stata prevista, in capo all’avvocato che viola il termine di dieci giorni una sanzione amministrativa pecuniaria da 5mila e 50mila euro. Il procedimento di controllo del rispetto dei tempi è delegato, ex lege, al Comune che deve effettuare l’annotazione dell’atto di negoziazione. Sempre a tutela dei coniugi che optino per la negoziazione assistita concordando patti di trasferimento patrimoniale, il decreto legge prevede come vero e proprio illecito deontologico l’eventuale impugnativa proposta da un avvocato a un “accordo” alla redazione del quale abbia partecipato.


note

[1] DL n. 132/2014.

Autore immagine: 123rf com


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