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Sì alle dichiarazioni scritte di terzi rese agli avvocati dentro il processo

18 Settembre 2014
Sì alle dichiarazioni scritte di terzi rese agli avvocati dentro il processo

Riforma della giustizia: testimonianza scritta e compensazione delle spese con limiti.

Il decreto legge appena entrato in vigore, sulla riforma della giustizia, consente l’accesso, dentro il processo, di “dichiarazioni scritte” rese da terzi agli avvocati fuori dal giudizio e, quindi, non davanti al magistrato.

In verità, il nostro processo civile già conosceva la testimonianza scritta, non resa cioè dinanzi al giudice, ma con una dichiarazione scritta, comunicata di norma con lettera raccomandata [1], ma dipende dall’accordo delle parti ed è subordinata a precise cautele. Adesso la riforma [2] dà libero ingresso a dichiarazioni scritte rese da terzi (purché capaci di rendere testimonianza) al difensore della parte che le produrrà in giudizio, attestandone l’autenticità.

Scarse sono le prescrizioni disposte al difensore: basterà che provveda all’identificazione del dichiarante [3] (e quindi, è da supporre, anche a rilevare le eventuali ragioni d’incapacità ivi indicate) e ad avvertire il terzo che la dichiarazione può essere utilizzata in giudizio, in relazione alle conseguenze di false dichiarazioni, e che il giudice può disporre anche d’ufficio che sia chiamato a deporre come testimone.

Condanna alle spese: regola generale

Novità anche per quanto riguarda la condanna alle spese di giudizio (tasse e onorario dell’avvocato di controparte) in caso di sconfitta nella causa.

Già negli anni 2005-2006 erano stati posti freni alla discrezionalità del giudice di compensare le spese tra le parti (“ciascuno paga il proprio avvocato”) [4], possibilità concessa solo se vi è la cosiddetta “soccombenza reciproca” (entrambe le domande vengono parzialmente rigettate) o concorrono altre gravi e eccezionali ragioni  e, comunque, con una adeguata motivazione da parte del magistrato.

Oggi la norma è stata modificata dal decreto legge giustizia. In particolare, si è stabilito che se vi è soccombenza reciproca oppure nel caso di novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza, il giudice può compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti. Comunque queste ulteriori precisazioni si applicano ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto legge.


note

[1] Art. 257-bis cod. proc. civ.

[2] Art. 15 Dl 132/14, che introduce l’articolo 257-ter cod. proc. civ.

[3] Secondo quanto disposto dall’art. 252 cod. proc. civ.

[4] Co. 2 dell’articolo 92 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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