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Quanto guadagna un giudice popolare

14 Aprile 2022
Quanto guadagna un giudice popolare

L’indennità, il rimborso spese e il trattamento retributivo del datore di lavoro spettante a chi fa parte, in qualità di giudice popolare, del collegio della Corte d’Assise.

Per essere nominato giudice popolare bisogna iscriversi in apposite liste composte e tenute dal Comune. Compiuto questo passaggio bisogna attendere di essere chiamati dalla Corte d’Assise. La chiamata avviene tramite estrazione a sorte e, una volta sorteggiati, non ci si può più sottrarre dall’incarico. Ma, posto tale impegno, che diventa un vero e proprio obbligo giuridico, perché c’è chi si iscrive a tali elenchi? Evidentemente, per una questione economica: per ricevere la “paga”. Al pari di come avviene coi seggi elettorali. Di qui la domanda scontata: quanto guadagna un giudice popolare? Lo scopriremo in questo breve articolo.

Quanto prende di indennità un giudice popolare?

Il giudice popolare riceve, più che una retribuzione, una indennità, una sorta di rimborso spese, che gli viene pagata dallo Stato. Si tratta di 25,82 euro per ogni giorno di effettivo esercizio della funzione.

Se però il giudice popolare è un lavoratore senza diritto alla retribuzione nel periodo in cui esercita tali funzioni, l’indennità è così aumentata:

  • prime 50 udienze: 51,65 euro al giorno;
  • udienze tra la 51ma e la 100ma: 56,81 euro al giorno;
  • ulteriori udienze che si rendessero necessarie: 61,97 euro al giorno.

Al giudice popolare spettano le spese di viaggio?

Se le udienze nella Corte d’Assise o nella Corte d’Assise d’Appello si tengono fuori del Comune di residenza, al giudice popolare vengono pagate anche le spese di viaggio e l’indennità di trasferta nella misura stabilite per i magistrati di tribunale e per i consiglieri di corte di appello, secondo le norme che disciplinano la missione dei dipendenti statali.

Sull’indennità dei giudici popolari si pagano le tasse?

Le indennità percepite dai giudici popolari sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Pertanto, sono soggette a trattenuta alla fonte.

Durante le funzioni di giudice popolare si riceve anche lo stipendio?

Se il contratto collettivo non regolamenta questa tipologia di assenza, e il lavoratore ha optato per un congedo non retribuito di durata equivalente a quella del procedimento al quale è stato chiamato a collaborare, il datore non deve corrispondere alcuna retribuzione atteso che il lavoratore riceve già l’indennità da parte dello Stato.

Se, invece, il rapporto prosegue normalmente e il lavoratore gode solo di alcune ore di permesso per adempiere alle sue funzioni, il datore deve pagare la retribuzione per le sole ore effettivamente lavorate, essendo altre coperte dall’indennità statale. Se infine il contratto collettivo prevede che il datore sia obbligato a pagare la retribuzione in misura intera, può senz’altro detrarre gli importi delle indennità effettivamente percepite dal lavoratore per la sua attività di giudice popolare.

La retribuzione eventualmente corrisposta dal datore durante l’assenza (per contratto o per libera scelta) rappresenta reddito di lavoro dipendente e quindi va assoggettata alle consuete ritenute fiscali. Il lavoratore matura il diritto anche alle detrazioni d’imposta per redditi di lavoro dipendente.



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