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Fotocopia testamento con firma in originale: è valida?

17 Aprile 2022
Fotocopia testamento con firma in originale: è valida?

Si può dare valore a una fotocopia di un testamento firmata a mani e in originale: ecco come.

Un nostro lettore ha rinvenuto, in casa della nonna venuta a mancare diversi mesi fa, la fotocopia di un testamento con firma in originale a penna. Spillato a tale foglio ve ne era un altro, quest’ultimo però non fotocopiato ma datato e firmato in originale, in cui la defunta afferma di confermare quanto scritto in quella fotocopia. Il lettore ci chiede innanzitutto se la fotocopia del testamento con firma in originale è valida. In secondo luogo, si domanda come fare a stabilire se, dopo tale testamento, la nonna ne ha fatto uno successivo, in possesso magari di altro parente, con il quale ha tolto valore a quello precedente.

Ecco cosa prevede la legge in proposito.

Testamento: come deve essere?

Il testamento può essere:

  • olografo, ossia scritto a mano dal testatore, da questi firmato, datato e custodito;
  • pubblico, ossia redatto dal notaio, su indicazione del cliente, e poi da questi firmato; la sua custodia è affidata al notaio stesso;
  • segreto, ossia redatto dal testatore, ma poi consegnato al notaio che lo custodisce.

Il testamento olografo deve essere scritto integralmente di pugno dal testatore. Non può essere redatto quindi al computer e poi stampato, non può essere recitato dinanzi a una telecamera e poi trasformato in un file video (anche se munito di marca temporale), non può neanche essere costituito da un documento elettronico con firma digitale (ad esempio un file word o pdf o p7m).

Insomma, per il testamento olografo occorre ancora la vecchia carta e penna.

Copie del testamento olografo: come si fanno?

È possibile fare anche più di una copia del testamento olografo, in modo da evitarne la dispersione. Tuttavia, ciascuna copia dovrà essere, in realtà, un originale. In buona sostanza, il testatore dovrà riscrivere il testamento, datarlo e firmarlo tante volte per quante copie vuol distribuire o nascondere. Non può quindi ricorrere alla fotocopiatrice per duplicare il testamento.

Fotocopia del testamento con firma in originale: è valida?

Come anticipato, affinché sia valido, l’intero testamento olografo deve essere scritto di pugno dal testatore. Non basta che la firma sia in originale. Quindi, non è valida la scheda testamentaria riprodotta su una fotocopia e poi firmata in originale a mano dal testatore. Così come non è valida del resto la stampa di un file elettronico (fatto al computer) e poi firmata a mano.

Quindi, nel caso del nostro lettore, non è valido né il testamento in fotocopia con la firma originale, né il secondo documento che, seppur richiama il primo, si riporta a un documento che, come anticipato, di per sé non è valido.

Con la conseguenza che il testamento olografo in fotocopia è come se non esistesse e, pertanto, l’eredità si dovrà dividere secondo le regole previste dalla legge in assenza delle ultime volontà del defunto.

Quando il testamento in fotocopia è valido

Una sentenza della Cassazione [1] sembra però lasciare aperta una porta alla possibilità di conferire validità a un testamento in fotocopia: quando tale fotocopia viene “autenticata” dal notaio. Come scritto dalla Suprema Corte, «Quando in un giudizio debba essere provata l’esistenza e la validità di un testamento olografo, del quale sia stata prodotta una fotocopia non autentica, la cui conformità all’originale sia stata tempestivamente contestata, la parte interessata ha l’onere di produrre l’originale del documento, non potendo la copia essere oggetto né di verificazione né di querela di falso».

Ragionando quindi all’inverso si deve ritenere che la fotocopia con l’autentica notarile acquista validità di originale e quindi il testamento è valido.

Come stabilire qual è l’ultimo testamento?

Veniamo ora all’ultima domanda del lettore: ammesso (e non concesso) che il testamento in mano all’erede fosse autentico e valido, come fare a stabilire che questo sia effettivamente l’ultimo e non sostituito da uno successivo? Come noto, la modifica di un testamento non richiede necessariamente la distruzione di quello precedente, potendo avvenire anche con la redazione di un nuovo documento (leggi Revoca testamento olografo: come si fa?).

In realtà, l’onere di dimostrare che il testamento è l’ultimo non spetta a chi lo ha ritrovato, il quale deve solo consegnare il documento al notaio affinché provveda alla pubblicazione. Semmai qualcun altro erede dovesse essere in possesso di un testamento successivo dovrà “tirarlo fuori dal cassetto”, diversamente il primo varrà come unica fonte per la divisione del patrimonio del defunto.


note

[1] Cass. sent. n. 6918/2019.


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