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Che fine fa il comodato alla morte del proprietario?

14 Aprile 2022
Che fine fa il comodato alla morte del proprietario?

La prosecuzione del contratto in capo agli eredi: quando è possibile restare nella casa ottenuta in prestito. 

Che fine fa il comodato alla morte del proprietario di casa? Ipotizziamo che il padre presti una casa al figlio maggiorenne perché questi, appena sposato, non ha ancora le risorse per pagare un affitto. Non passa molto tempo e il genitore muore, sicché la madre e la sorella vorrebbero che il figlio restituisse l’appartamento per poter sopperire, con questo, ai redditi venuti meno con il decesso dell’uomo. Possono farlo? Al quesito si risponde dando proprio una soluzione al problema dal quale siamo partiti: che fine fa il comodato alla morte del proprietario, ossia del comodante? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cos’è il comodato?

Il comodato è ciò che volgarmente viene definito «il prestito di un oggetto», oggetto che può essere un bene mobile (come un cellulare, un computer, un libro, un’auto) o immobile (una casa, un terreno). Il Codice civile lo definisce come quel contratto grazie al quale una parte (il comodante) consegna all’altra (il comodatario) un bene mobile o immobile, affinché costui se ne possa servire per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituirlo. 

Cosa vuol dire che il comodato è un contratto naturalmente a titolo gratuito?

Lo schema del comodato disegnato dal Codice civile non prevede il pagamento di un corrispettivo pur a fronte dell’uso del bene. Le parti possono prevedere degli oneri (il cosiddetto comodato modale), come ad esempio l’obbligo di ristrutturazione del bene o di provvedere alle spese condominiali, ma non possono concordare un pagamento vero e proprio. Altrimenti il comodato si trasformerebbe in locazione e, nel caso di immobili, dovrebbe sottostare a tutte le regole previste per questi ultimi (durata minima, garanzie per il conduttore, ecc.). Leggi Il comodato d’uso è sempre gratuito?

Come si fa un comodato?

Per stipulare un comodato non c’è bisogno del notaio, né di un atto scritto. Il comodato è un contratto anche verbale, sebbene la forma scritta possa essere opportuna per garantire il rispetto della data di scadenza.

Nel caso di comodato scritto, non sussiste l’obbligo di registrazione, salvo rare eccezioni. Leggi Quando è obbligatorio registrare un comodato gratuito.

Comodato: quando scade?

Il comodato scade alla data indicata nel contratto. Quindi, innanzitutto, bisogna far riferimento al termine stabilito dalle parti. Le parti possono concordare che la durata del comodato sia legata alla vita del comodatario ma occorre un esplicito accordo: in mancanza di esso, l’estensione del comodato all’intera vita del comodatario comporta un illimitato sacrificio per il comodante, che mal si concilia con il carattere gratuito del comodato.

Se non è fissato un termine e questo non è desumibile dall’uso cui l’immobile è destinato (cosiddetto comodato precario), il comodante può richiedere in ogni momento la restituzione del bene, salvo che sia possibile determinare indirettamente la durata del contratto (ad esempio attraverso la delimitazione dell’uso consentito del bene, desumibile dalla sua natura, dalla professione del comodatario, dall’esame degli interessi e dalle utilità perseguite dalle parti).

Il giudice, in mancanza di accordo delle parti, può stabilire il termine per la restituzione dell’immobile. La fissazione di un termine può essere necessaria per la natura della prestazione o per il modo o il luogo dell’esecuzione oppure quando, trattandosi di comodato a uso di abitazione, il comodatario ha bisogno di tempo per rilasciare l’immobile e trovare un’altra sistemazione.

Che succede alla morte del comodatario?

Con la morte del comodatario il contratto di comodato si estingue automaticamente. Eventuali eredi del comodatario che vivevano con lui non potranno quindi pretendere di continuare a restare nell’immobile.

Che succede al comodato alla morte del comodante?

Se la legge disciplina la sorte del comodato alla morte del comodatario, nulla dice in merito alla morte del comodante. Si ritiene però di dover risolvere la questione nei seguenti modi.

Se il contratto di comodato indica un termine di scadenza, gli eredi del comodante dovranno rispettarlo, per cui il contratto prosegue tra il comodatario e gli eredi del comodante fino alla scadenza convenuta.

Se invece al contratto di comodato non è stato fissato un termine, con la morte del comodante viene meno il diritto del comodatario di continuare a vivere nell’immobile, in quanto viene meno il rapporto di fiducia originario che interveniva personalmente tra le parti.

Il comodato fonda la propria natura nel rapporto intercorrente tra le parti. Pertanto, a norma dell’articolo 1811 Codice civile, la morte del comodante determina la risoluzione del contratto di comodato e l’attribuzione ai suoi eredi del diritto di pretendere la restituzione della cosa, in quanto non è configurabile la successione di terzi, in un rapporto caratterizzato dall’elemento della fiducia [1].

Che succede se gli eredi non chiedono la restituzione della casa?

«In caso di cessazione del contratto di comodato per morte del comodante o del comodatario e di mantenimento del potere di fatto sulla cosa da parte di quest’ultimo o dei suoi eredi, il rapporto, in assenza di richiesta di rilascio da parte del comodante o dei suoi eredi, si intende proseguito con le caratteristiche e gli obblighi iniziali anche rispetto ai medesimi successori» [2].

Che fare se il comodatario non vuole andare via dalla casa in comodato?

Il comodatario che si rifiuta di restituire il bene assume la posizione di detentore del bene altrui privo di titolo e quindi abusivo, salvo che dimostri di poterne disporre in base ad altro diverso rapporto.

Il comodante, se non è proprietario del bene comodato, può agire nei suoi confronti con l’azione di restituzione. Se invece è proprietario del bene, oltre all’azione di restituzione, può scegliere di agire in rivendicazione.

Il comodante non può:

  • chiedere la risoluzione per inadempimento, ma ha diritto al risarcimento dei danni subiti;
  • proporre la domanda di prestazione per equivalente:
  • esercitare l’azione di spoglio.


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