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Supplemento di prezzo per i bagagli a stiva negli aerei: legittimo?

18 Settembre 2014
Supplemento di prezzo per i bagagli a stiva negli aerei: legittimo?

Corte di Giustizia Europea: la maggiorazione di costo da pagare per le valigie può costituire un surplus opzionale, ma va comunicato con chiarezza ai viaggiatori.

Niente è più necessario del superfluo, diceva Oscar Wilde. E allora, dopo che avete acquistato un biglietto aereo su internet (magari si tratta di un volo low cost) vi accorgete di aver “strafatto” coi bagagli e, purtroppo, non siete muniti della magica borsa di Mary Poppins. Così al check-in, l’assistente di volo vi invita a pagare il supplemento prezzo per le valigie più pesanti o per il baule in più che vi siete portati dietro con dentro tutte le vostre “vanità”.

È legittima questa pratica attuata furbescamente dalle compagnie aeree? È giusto imporre un surplus di prezzo giocando sull’irrinunciabile “necessità” del superfluo per molti turisti?

Sulla questione si è finalmente espressa la Corte di Giustizia Europea [1] qualche ora fa. E il risultato del giudizio è il seguente.

Le compagnie aeree ben possono pretendere il supplemento di prezzo per i bagagli a stiva nei velivoli.

Il diritto dell’Unione europea ammette che gli Stati membri possano disciplinare alcuni aspetti relativi al contratto di trasporto aereo, in particolare al fine di tutelare i consumatori contro pratiche abusive. La normativa nazionale non può rimettere in discussione le disposizioni tariffarie stabilite a livello comunitario.

Pertanto le compagnie di trasporto sono libere di attuare prezzi con maggiorazioni per le valigie fuori dagli “standard” imposti dalle condizioni generali di contratto, riportate all’atto dell’acquisto del biglietto. Ma proprio qui sta il punto: la società aerea ha un obbligo di informazione e trasparenza cui è tenuta per quanto riguarda i supplementi di prezzo, che devono essere comunicati in modo chiaro, trasparente e non ambiguo all’inizio di qualsiasi processo di prenotazione e devono esser oggetto di un esplicito consenso da parte del cliente.

Esplicito consenso

Questo passaggio della sentenza merita una riflessione più attenta. Nel caso di acquisto in agenzia, è immaginabile che, tra le tante firme chieste al turista, ci sarà quella in cui prenderà visione delle limitazioni su peso e numero di bagagli. Ma su internet ciò potrebbe riversarsi nella necessità di predisporre una apposita casella da spuntare per mettere sul “chi va là” il consumatore.

Ed ora vedremo chi si adeguerà alla sentenza. Per ora, …buon viaggio.


Voli low cost e supplemento bagaglio a mano. È un discorso diverso perché i costi di trasporto sono i più rilevanti. Il sovraprezzo per quelli registrati è opzionale purché sia reso noto al passeggero che ha diritto ad uno sconto se viaggia senza. Per il bagaglio a mano, non registrato, ma elemento indispensabile del trasporto aereo, le compagnie aeree non possono mai chiedere sovraprezzi, purché rispettino i citati standard internazionali per la sicurezza.

Diversa responsabilità per il danneggiamento dei bagagli. La distinzione in base all’avvenuta registrazione o meno comporta una diversa responsabilità per i danni subiti dagli stessi. Nel primo caso, ai sensi della Convenzione di Montreal, “il vettore aereo è responsabile del danno causato ai bagagli consegnati, per il fatto che l’evento che ha causato tali danni si è prodotto a bordo dell’aeromobile oppure nel corso di tutto il periodo durante il quale il vettore aveva in custodia detti bagagli, mentre, nel caso dei bagagli non consegnati, il vettore è responsabile unicamente qualora il danno derivi da sua colpa ovvero da colpa dei suoi dipendenti o incaricati”.

note

[1] C. Giust. Causa n. C-487/12.

Autore immagine: 123rf 


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