Diritto e Fisco | Articoli

Cosa sono i beni futuri?

14 Aprile 2022
Cosa sono i beni futuri?

Contratto avente ad oggetto una cosa non ancora venuta ad esistenza: frutti naturali, civili o cose non ancora esistenti in natura. 

Un contratto può avere ad oggetto beni futuri. Ma cosa si intende con questo termine? Cosa sono i beni futuri e come si regolamentano? Cercheremo di spiegarlo in modo molto pratico e semplice partendo da un esempio.

Nel momento in cui un contadino stipula, in inverno, un contratto di vendita, con un supermercato, per la fornitura delle fragole che nasceranno in primavera sta concludendo un affare che ha ad oggetto un bene futuro: un bene che ancora non c’è ma che verosimilmente verrà in esistenza. 

Questo semplice e forse fin troppo banale esempio ci dà già un’idea di cosa sono i beni futuri. Ma se vuoi saperne di più, capire quali sono tutte le implicazioni di tale contratto, come ad esempio nel caso in cui i beni non dovessero prodursi, leggi il prosieguo di questo articolo.

Contratto con oggetto beni futuri: è valido?

Salvi espressi divieti previsti dalla legge, le parti possono decidere che oggetto del contratto sia una cosa futura. Lo stabilisce l’articolo 1348 del Codice civile. La norma però non dice cosa sono i beni futuri. La definizione potrebbe essere così riassunta: sono beni futuri tutte le cose inesistenti al momento della stipula del contratto e quindi che non possono essere oggetto di godimento ma che, tuttavia, sono suscettibili di diventarlo. 

Diversi dai beni futuri sono i «beni di proprietà altrui» che anche possono costituire oggetto di contratto.

Mario può impegnarsi a vendere a Giovanni l’appartamento di Luca: in tal caso, Mario dovrà prima procurarsi la proprietà dell’immobile da Luca e, successivamente, venderla a Giovanni. In questo caso, il bene è già esistente (seppur non ancora nella proprietà del venditore), quindi non si può parlare di un bene futuro.

Esempi di beni futuri

I beni futuri possono essere di vario tipo. Si può trattare di cose inesistenti in natura e la cui realizzazione dipende dall’opera dell’uomo, come ad esempio:

  • un palazzo da costruire;
  • il diritto d’autore su un’opera che ancora non è stata completata o realizzata.

Si può trattare di frutti naturali, per i quali – a differenza dei primi – l’opera dell’uomo non è necessaria o lo è in minima parte, come ad esempio:

  • le parti degli animali: si pensi a una cucciolata di cani o di gatti;
  • i prodotti delle miniere;
  • i frutti di un campo o di alberi.

Si può infine trattare di frutti civili, in quanto dipendenti dalla legge, come ad esempio:

  • gli interessi di un prestito;
  • i canoni di affitto di un appartamento;
  • il quinto dello stipendio ceduto a una finanziaria.

Quando sono validi i contratti aventi ad oggetto dei beni futuri?

Condizione affinché il contratto con oggetti futuri possa essere valido è che la venuta ad esistenza di questi deve essere possibile. Diversamente, il contratto sarebbe nullo per impossibilità originaria dell’oggetto e, quindi, privo di uno dei suoi elementi essenziali. Così, ad esempio, sarebbe impossibile – e quindi illecito – vendere una casa sulla Luna o su Marte. 

Che succede se la cosa futura non viene ad esistenza?

Se la cosa futura oggetto del contratto non viene ad esistenza, il contratto è nullo, a meno che risulti che le parti avessero voluto un contratto aleatorio, ossia fondato sul rischio.

Che succede in caso di vendita di cosa futura?

Nella vendita che ha per oggetto una cosa futura, l’acquisto della proprietà si verifica non appena la cosa viene ad esistenza. Se oggetto della vendita sono gli alberi o i frutti di un fondo, la proprietà si acquista quando gli alberi sono tagliati o i frutti sono separati.

Esempi di contratti aventi ad oggetto dei beni futuri

Da quanto appena visto possiamo anche farci un’idea più chiara di quelli che possono essere gli esempi di eventuali contratti aventi ad oggetto beni futuri:

È possibile la donazione di beni futuri?

La donazione può interessare tutti i tipi di beni, ad eccezione dei beni futuri e altrui, e in alcuni casi anche dei diritti: possono essere donati ad esempio diritti reali di godimento o aziende.

In linea generale, è vietata la donazione di beni futuri, a meno che si tratti di frutti naturali e civili non ancora separati.

Il divieto di donare beni futuri comprende tutti gli atti perfezionati prima che il loro oggetto sia entrato a far parte del patrimonio del donante, pertanto è nulla anche la donazione di un bene altrui.

Tuttavia, se le parti sono in buona fede o ignorano che il bene donato appartiene ad altri, tale donazione è idonea a trasferire diritti per usucapione decennale.

Se le parti concludono un contratto di donazione che ha ad oggetto sia beni presenti sia beni futuri o altrui, la donazione è nulla soltanto rispetto a questi ultimi.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube