Cronaca | News

Covid: migliaia di casi non dichiarati

14 Aprile 2022 | Autore:
Covid: migliaia di casi non dichiarati

L’infettivologo del Tor Vergata Andreoni: circolazione molto più ampia rispetto ai report. E sulla mascherina: un errore toglierla.

I casi di Covid come l’evasione fiscale: anche la pandemia registra un «sommerso», un altissimo numero di casi non dichiarati nelle statistiche ufficiali del ministero della Salute. Lo rivela all’agenzia di stampa Adnkronos il primario di infettivologia del Policlinico Tor Vergata di Roma, Massimo Andreoni, che è anche direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali.

Secondo Andreoni, «è evidente che ci sono migliaia di casi Covid sommersi, non diagnosticati e che non sono registrati nel bollettino quotidiano ufficiale. C’è una circolazione molto più ampia rispetto al report. Non credo sia un problema solo italiano ma anche di altri Paesi. È probabile – continua l’infettivologo – che dietro questo fenomeno ci sia una stanchezza generale rispetto alla pandemia e la percezione dell’inutilità, oggi, di una diagnosi certa, e poi anche la diffusione dei test di autodiagnosi. È passato il messaggio che il Sars-CoV-2 è diventata una influenza e quindi non serve verificare se si è positivi o meno». Pensiero condiviso dal virologo Massimo Galli, secondo cui «da noi i casi reali che non vengono “contati” sono moltissimi, troppi».

Sul nesso tra il numero di decessi e un iceberg di casi di cui vediamo solo la punta, Andreoni aggiunge: «Nella prima fase della pandemia facevamo pochi tamponi e solo ai sintomatici, quindi andavamo a vedere solo la parte fuori dall’iceberg. Oggi, stiamo tornando a fare pochi test, ma perché le persone o non si tamponano o fanno l’autoanalisi e rimangono a casa».

Andreoni invita anche a non abbassare troppo la guardia e nemmeno la mascherina: «Al chiuso è utile ma non è la panacea. È chiaro però – osserva – che non possiamo togliere l’obbligo proprio ora con questa grande circolazione del virus. Stiamo commettendo un grave errore a fare proclami ogni giorno dando date o indicazioni che poi cozzano con l’evoluzione della situazione epidemiologica di cui non possiamo fare previsione certe. È auspicale – conclude Andreoni – che il virus circoli meno nei prossimi mesi caldi ma da qui ad avere un data certa per dire che toglieremo la mascherina al chiuso ce ne passa».



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