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Auto a uso promiscuo “scaricata” per intero? Scatta l’accertamento

18 Settembre 2014
Auto a uso promiscuo “scaricata” per intero? Scatta l’accertamento

Studi di settore: bene strumentale da considerare al 50%: altrimenti scatta la presunzione a sfavore del contribuente.

Chi troppo vuole nulla stringe. Si potrebbe sintetizzare così la vicenda analizzata da una recente sentenza della Commissione Tributaria di Potenza [1], in cui è stato ritenuto legittimo il potere dell’Agenzia delle Entrate di procedere ad accertamento fiscale (di tipo induttivo) nei confronti del contribuente che “scarica” integralmente dalle tasse il costo dell’auto nuova e non invece al 50%, posto l’uso promiscuo del bene (cioè sia per fini lavorativi che personali: è il caso, per esempio, in cui l’auto venga utilizzata dall’agente di commercio tanto per il lavoro quanto per spostarsi con la famiglia).

L’avviso di accertamento, in questi casi, si giustifica quando il volume degli affari, in base ai parametri presuntivi in uso al nostro Fisco (studi di settore), risulti ingiustificato e illegale.

Come sempre succede in queste ipotesi, il contribuente ha la peggio, perché ricade su di lui l’onere di dimostrare, davanti al giudice, la correttezza della propria dichiarazione dei redditi e del volume di affari denunciato con la dichiarazione dei redditi. È quello che si dice “inversione dell’onere della prova” e che, in buona parte dei casi, è sempre a favore dell’amministrazione fiscale e a sfavore del contribuente.

Quindi, il voler imputare per intero, come costo, il valore del bene strumentale (nel caso di specie, un’autovettura), nonostante l’uso promiscuo, potrebbe far scattare il “campanellino d’allarme” al maxi-cervellone dell’Agenzia delle Entrate, con conseguente applicazione delle presunzioni a sfavore del cittadino.

Nel caso di specie, tuttavia, il contribuente, alla fine di un lungo contenzioso, ha avuto la meglio, in quanto è riuscito a dimostrare, con idonei elementi argomentativi, delle ragioni e finalità giustificatrici dello scostamento del proprio reddito dai parametri. Ma il monito resta per tutti: attenti a non approfittare troppo delle detrazioni e deduzioni. Un eccesso di “costi” imputati alla sola attività professionale o d’impresa porta sempre il fisco ad insospettirsi.


note

[1] CTR di Potenza sent. n. 58/2014.

Autore immagine: 123rf com


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