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Casa senza isolamento acustico? Risarcimento dal direttore lavori e dall’impresa

18 Settembre 2014
Casa senza isolamento acustico? Risarcimento dal direttore lavori e dall’impresa

Risarcimenti fino al 30% del valore dell’immobile: responsabilità solidale dell’appaltatore e del progettista.

I rumori provenienti dall’appartamento adiacente sono molesti? A volte possono essere causati da una cattiva educazione del vicino, quando superano la normale tollerabilità; ma altre volte possono essere un difetto di costruzione dell’edificio. E ciò perché l’immobile non è stato costruito o progettato a dovere. Ecco perché, in questi casi, se l’isolamento acustico risulta insufficiente secondo gli standard edilizi, il giudice può condannare a un maxi risarcimento (da versare nei confronti del proprietario dell’appartamento), al 50% sia l’impresa appaltatrice (che non ha svolto correttamente i lavori di costruzione), sia il direttore dei lavori (se risulta che c’è, a monte, un errore nel progetto).

Addirittura il risarcimento può spingersi sino al 30% del valore dell’immobile, deprezzato a causa del difetto: risarcimento che servirà – ovviamente – per rifare da capo l’insonorizzazione.

È questo che esce fuori da una recente sentenza del Tribunale di Brescia [1].

Prima di avviarvi con la causa, però, vi consigliamo di farvi rilasciare una consulenza da un perito di vostra fiducia (cosiddetto “perito di parte”), che possa eventualmente consigliarvi e attestare che, effettivamente, il problema dipende dal fabbricato e non dalla maleducazione del vicino o dal vostro orecchio eccessivamente sensibile.

Ottenuta la perizia, potrete avviare direttamente la causa oppure – consigliabile – procedere con un accertamento tecnico preventivo: che, in buona sostanza, consiste in una ulteriore valutazione tecnica, fatta da un consulente nominato questa volta dal tribunale dietro vostra richiesta (ricorso). All’esito della perizia d’ufficio, e con i risultati da essa evidenziati, potrete valutare se vi conviene o meno fare la causa.

Questo sistema ha l’indubbio beneficio di evitare di intraprendere un lungo e costoso giudizio se ne mancano le condizioni. Inoltre, il suddetto c.t.u. (consulente tecnico d’ufficio), cui il tribunale ha conferito l’incarico, vi confermerà se il problema è legato solo alla realizzazione dello stabile (e pertanto dovete citare in causa solamente l’impresa costruttrice), o anche al progetto (e in tal caso potrete estendere il contenzioso anche al progettista, come chiarito dalla sentenza in esame).

Non è tutto. Ricordatevi che, in questa materia, esistono dei tempi strettissimi di decadenza e di prescrizione da rispettare, superati i quali la domanda giudiziale vi verrà rigettata, anche se avete ragione da vendere. Per non essere, tuttavia, ripetitivi, per questo aspetto vi rinviamo al nostro approfondimento che troverete in questo articolo “La garanzia del costruttore per i vizi dell’immobile”.


note

[1] Trib. Brescia, sent. n. 2644/14.

Autore immagine: 123rf com


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