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Notifica penale all’avvocato difensore: è valida?

15 Aprile 2022 | Autore:
Notifica penale all’avvocato difensore: è valida?

Come funzionano e dove si fanno le notificazioni di un processo penale? Cosa succede se l’imputato è irreperibile presso il domicilio eletto?

Non si può celebrare un processo se l’imputato non ne è stato informato; se ciò dovesse accadere, la sentenza finale potrebbe essere addirittura annullata. Questo non significa, però, che l’imputato debba necessariamente partecipare al giudizio, cioè debba presenziare in aula: l’importante è che abbia avuto conoscenza del procedimento, anche se poi se ne disinteressa totalmente. Con questo articolo ci occuperemo di una specifica questione: vedremo cioè se è valida la notifica penale all’avvocato difensore.

La notifica (o meglio, notificazione) è di fondamentale importanza per la validità del processo stesso, il quale potrebbe essere invalidato nel caso in cui l’imputato non sia stato informato del giudizio. Ecco perché, al primo atto processuale (ad esempio, alla consegna dell’avviso di garanzia), al soggetto indagato viene immediatamente chiesto di eleggere un domicilio presso cui verranno effettuate tutte le successive notifiche, con obbligo di comunicarne ogni futura variazione. Cosa succede se la notifica penale è fatta all’avvocato? È valida? Sul punto, si è recentemente espressa la Cassazione a Sezioni unite. Vediamo cosa ha detto.

Cosa sono le notifiche?

Come spiegato nell’articolo Cos’è la notifica di atti?, la notificazione è l’attività che consiste nel portare una persona a conoscenza di un determinato fatto, con strumenti che abbiano validità legale. Non a caso, la parola “notifica” deriva dal latino e significa “rendere noto”.

Ad esempio, un valido strumento di notifica è la raccomandata con avviso di ricevimento, la quale consente di certificare a tutti gli effetti se il destinatario ha ricevuto l’atto a lui destinato.

Notifiche penali del pm: come si fanno?

Per legge, le notificazioni del pm (pubblico ministero) sono eseguite dall’ufficiale giudiziario o dalla polizia giudiziaria, nei soli casi di atti di indagine o provvedimenti che la stessa polizia è delegata a compiere o è tenuta a eseguire [1].

In genere, il pm si avvale delle forze dell’ordine per comunicare agli indagati i propri atti. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza: le notificazioni possono essere curate da qualsiasi appartenente alla polizia giudiziaria.

Gli atti possono essere affidati per la notifica anche agli ufficiali giudiziari. L’ufficiale giudiziario è un funzionario pubblico (un dipendente della Pubblica Amministrazione e, nello specifico, del ministero della Giustizia) adibito alla notifica degli atti giudiziari di qualsiasi natura: civile, penale, amministrativa, tributaria, ecc.

L’ufficiale giudiziario può notificare gli atti in due modi: recandosi personalmente presso il destinatario oppure avvalendosi dei servizi postali [2].

Infine, è possibile effettuare la notifica ai difensori inviando una comunicazione mediante posta elettronica certificata, direttamente sulla pec dell’avvocato.

Notifiche penali del tribunale: come funzionano?

Quanto detto per le notifiche della Procura vale anche per quelle disposte dal tribunale, cioè dal giudice durante l’udienza: la cancelleria incarica un ufficiale giudiziario o, in sostituzione, la polizia giudiziaria (in genere, i carabinieri o la polizia municipale che è presente nel Comune ove risiede o ha eletto domicilio il destinatario della notifica) [3].

Anche in questo caso, per quanto riguarda le notifiche agli avvocati, è possibile utilizzare la pec.

Notifiche penali dell’avvocato: come si fanno?

Per quanto riguarda le notificazioni fatte dall’avvocato, è sufficiente l’invio di copia dell’atto effettuata direttamente dal difensore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento [4].

Ad esempio, l’avvocato che deve citare un teste potrà avvalersi del servizio postale senza ricorrere agli ufficiali giudiziari.

Se, poi, il destinatario della notifica ha una pec, allora la raccomandata può essere validamente sostituita dalla posta certificata.

Notifiche penali urgenti: come si fanno?

Per legge [5], nei casi di urgenza, il giudice può disporre che le persone diverse dall’imputato siano avvisate o convocate a mezzo del telefono a cura della cancelleria.

È quanto accade, ad esempio, se bisogna convocare immediatamente l’avvocato per un giudizio direttissimo: in questo caso, la cancelleria può telefonare il difensore sul numero dello studio o del cellulare per avvisarlo dell’imminente udienza.

Prima notifica penale all’indagato: dove si fa?

Finora abbiamo visto quali sono le modalità per eseguire una notifica penale; vediamo ora in quale luogo una notifica va fatta.

Secondo la legge [6], la prima notifica penale a una persona indagata è eseguita mediante consegna di copia alla persona.

Se non è possibile consegnare personalmente l’atto, la notificazione è eseguita presso l’abitazione o nel luogo in cui il soggetto esercita abitualmente l’attività lavorativa, mediante consegna a una persona che conviva anche temporaneamente o, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci.

Se neppure in tal modo è possibile eseguire la notificazione, l’atto è depositato nella casa del Comune dove l’indagato ha l’abitazione, o, in mancanza di questa, del Comune dove egli esercita abitualmente la sua attività lavorativa.

Avviso del deposito stesso è affisso alla porta della casa di abitazione dell’imputato ovvero alla porta del luogo dove lavora.

L’ufficiale giudiziario dà inoltre comunicazione all’imputato dell’avvenuto deposito a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.

Notifica penale al domicilio eletto: cos’è?

Eseguita la prima notificazione nei luoghi descritti nel precedente paragrafo, le successive verranno fatte presso il domicilio eletto.

In altre parole, alla consegna della prima notifica (in genere, l’avviso di garanzia) o al compimento del primo atto investigativo (come ad esempio una perquisizione o l’interrogatorio), l’indagato è invitato a eleggere domicilio, cioè a scegliere un luogo ove ricevere tutte le successive notifiche.

Questo domicilio può essere la sua casa, il luogo di lavoro, l’abitazione ove dimora temporaneamente oppure lo studio del suo avvocato.

Insomma: dopo il primo “contatto” tra le autorità e l’indagato occorre necessariamente eleggere un domicilio, che varrà in futuro per tutte le successive notificazioni.

La legge stabilisce inoltre che l’indagato ha l’obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato e che, in mancanza di tale comunicazione o nel caso di rifiuto di dichiarare o eleggere domicilio, le notificazioni verranno eseguite mediante consegna al difensore oppure, in mancanza, nel luogo in cui il primo atto è stato notificato.

Notifica all’avvocato difensore: è valida?

Se l’indagato/imputato elegge domicilio presso il proprio difensore, allora non ci sono dubbi: la notifica penale fatta all’avvocato è valida a tutti gli effetti, nel senso che l’atto si dà per conosciuto anche dal suo assistito.

Diversa è la situazione se l’indagato/imputato non ha eletto domicilio presso il suo difensore: in questo caso, la notifica penale andrà fatta presso il luogo in cui ha effettivamente dichiarato di domiciliarsi.

Ad esempio, l’imputato che elegge domicilio presso la propria abitazione avrà diritto di ricevere tutte le notificazioni inerenti al processo direttamente a casa sua, a prescindere dal fatto che siano comunicate anche al suo difensore di fiducia.

Cosa succede, però, se presso il domicilio eletto l’indagato/imputato è irreperibile? Ebbene, secondo le Sezioni unite della Corte di Cassazione [7], in questo caso è valida la consegna al difensore se fallisce la notifica postale al domicilio eletto, salvo che l’imputato non sia stato nella condizione di comunicare il mutamento di detto domicilio.

In altre parole, secondo la Suprema Corte, se non va a buon fine il tentativo di notifica dell’atto al domicilio eletto dall’indagato/imputato, la notificazione è valida se eseguita da parte dell’ufficiale giudiziario mediante consegna al difensore, anche a mezzo servizio postale.

La notifica penale all’avvocato difensore non è valida solamente se l’imputato non è stato nella condizione di comunicare il mutamento del luogo eletto come domicilio, per caso fortuito o forza maggiore.

Ad esempio, non sarebbe valida la notificazione penale fatta al difensore se l’imputato non era reperibile al suo domicilio per via di una degenza in ospedale, oppure se il cambiamento di domicilio era stato comunicato al tribunale ma l’ufficio postale aveva smarrito la raccomandata contenente la comunicazione del nuovo domicilio.

Notifiche al detenuto: dove si fanno?

Nei procedimenti con detenuti il giudice può disporre che le notificazioni siano eseguite dalla polizia penitenziaria del luogo in cui i destinatari sono detenuti, mediante consegna di copia al diretto interessato [8].


note

[1] Art. 151 cod. proc. pen.

[2] Legge n. 890/1982.

[3] Art. 148 cod. proc. pen.

[4] Art. 152 cod. proc. pen.

[5] Art. 149 cod. proc. pen.

[6] Art. 157 cod. proc. pen.

[7] Cass., sent. n. 14573 del 14 aprile 2022.

[8] Art. 156 cod. proc. pen.

Autore immagine: depositphotos.com


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