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Si può accettare un’eredità con la voltura catastale?

15 Aprile 2022 | Autore:
Si può accettare un’eredità con la voltura catastale?

Quando l’accatastamento di immobili a proprio nome implica la volontà di diventare eredi del defunto? Quali sono le conseguenze di questo atto?

Immagina di essere stato chiamato, insieme ai tuoi fratelli e sorelle, a ricevere l’eredità del padre defunto. Vi ha lasciato soltanto un conto corrente con pochi soldi depositati, alcuni oggetti di modesto valore e anche due immobili: un rudere diroccato e una vecchia casa in cattive condizioni. Contemporaneamente, però, vi ha trasmesso anche diversi debiti da pagare, verso banche e creditori vari. Così siete dubbiosi se accettare o meno questa eredità, nel timore che gli evidenti svantaggi superino di gran lunga i pochi vantaggi patrimoniali.

Un giorno, però, uno di voi, per motivi burocratici (o, forse, per intestarsi la casa “bruciando” gli altri), esegue la voltura catastale degli immobili che compongono il patrimonio ereditario. Da quel momento i creditori del genitore defunto iniziano a bersagliarlo con richieste di pagamento, considerandolo erede. Fermiamoci un attimo su questo punto, che è essenziale ai nostri fini: si può accettare l’eredità con la voltura catastale?

Come si accetta un’eredità?

L’eredità può essere accettata in modo esplicito, recandosi dal notaio o in tribunale e rilasciando una dichiarazione espressa, oppure anche in modo tacito. Gli effetti delle due forme di accettazione sono equivalenti: il chiamato all’eredità diventa erede, con tutto ciò che ne consegue, anche in ordine alla responsabilità per i debiti lasciati dal defunto (dei quali dovrà rispondere con il suo patrimonio personale). Il diritto di accettare l’eredità si prescrive, in entrambi i casi, in 10 anni, decorrenti dall’apertura della successione.

L’art. 476 del Codice civile dispone che «l’accettazione è tacita quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede». Gli esempi tipici di accettazione tacita sono la vendita o la donazione dei beni ereditari e l’entrata nel loro possesso senza redigere, entro tre mesi, l’inventario. Ma anche incassare un assegno intestato al defunto, o disporre del suo conto corrente, implica un’accettazione tacita della sua eredità. Per conoscere i vari casi leggi: “Quando c’è accettazione tacita di eredità“.

Accettazione tacita di eredità e voltura catastale

Secondo la giurisprudenza prevalente [1], l’accettazione tacita dell’eredità «può essere desunta dal compimento di atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, ma anche da quello civile».

Una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione [2] ha confermato questo orientamento, in base al quale la voltura catastale costituisce accettazione tacita di eredità, precisando che, a differenza della dichiarazione di successione (che ha valenza esclusivamente fiscale), la voltura catastale è un atto a contenuto legale prestabilito, che come tale è pienamente valevole agli effetti civili.

In effetti, la voltura catastale è un atto complesso e polivalente, mediante il quale si comunica all’Agenzia delle Entrate che il titolare del diritto di proprietà (o di un altro diritto reale, come l’usufrutto) su un bene immobile è cambiato. Si fa la voltura in tutti i casi di trasferimento di proprietà di un immobile, compresa la variazione dovuta alla successione ereditaria. In questo modo, l’Amministrazione finanziaria apprende ufficialmente i dati del nuovo intestatario dell’immobile.

In definitiva, secondo la giurisprudenza dominante, la voltura catastale non ha rilevanza solo ai fini del pagamento delle imposte di successione, ma è un atto dal quale si può desumere l’accettazione tacita dell’eredità da parte di chi l’ha effettuata [3]. Perciò chi la compie deve essere consapevole degli effetti, anche pregiudizievoli, che tale atto può avere sul suo patrimonio.

Se un coerede accetta l’eredità vincola anche gli altri?

Se un coerede compie la voltura catastale dei beni appartenenti al defunto, si tratta di vedere se questo atto di accettazione tacita dell’eredità vincola anche tutti gli altri coeredi. Secondo la Corte di Cassazione [4], la risposta è negativa: gli effetti si producono solo in favore del chiamato all’eredità che ha volturato a proprio nome gli immobili componenti il patrimonio ereditario.

Prima di dare la risposta definitiva in tal senso occorre, però, verificare se nella denuncia di variazione catastale il dichiarante abbia agito anche a nome degli altri, ad esempio come mandatario, oppure se essi abbiano ratificato successivamente il suo operato. In questi casi la voltura catastale comporta l’accettazione tacita di tutti i chiamati all’eredità.

Approfondimenti

Per conoscere in modo analitico le posizioni giurisprudenziali sul tema trattato leggi la rassegna: Accettazione tacita dell’eredità: ultime sentenze.


note

[1] Cass. sent. n. 1438/2020, n. 5319/2016 e n.10796/2009.

[2] Cass. ord. n. 12259 del 14.04.2022.

[3] Cass. ord. n. 11478 del 30.04.2021.

[4] Cass. ord. n. 32770/2018 e n. 8990/2017.


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