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Pignoramento con cessione del quinto

15 Aprile 2022
Pignoramento con cessione del quinto

È possibile il pignoramento di stipendio o pensione se, nello stesso tempo, grava una cessione volontaria del quinto in favore di una finanziaria? I limiti al pignoramento. 

Che succede se un creditore avvia un pignoramento su uno stipendio o su una pensione su cui è già presente una cessione del quinto? Come noto, il pignoramento può avvenire nella misura massima di un quinto (ossia del 20%). Il dubbio che spesso ci si pone è se, nel caso di pignoramento con cessione del quinto, la trattenuta debba essere calcolata sull’importo residuo della mensilità, al netto cioè della cessione già avvenuta, oppure su quello originario. La giurisprudenza ha fornito le istruzioni per come comportarsi in casi del genere. Ecco allora cosa succede nel caso in cui dovesse intervenire il pignoramento dello stipendio o della pensione su cui già grava la cessione del quinto in favore, magari, di una finanziaria o di una banca. 

La cessione del quinto impedisce il pignoramento?

La presenza di una volontaria cessione del quinto dello stipendio o della pensione non impedisce la possibilità, al creditore, di intraprendere contemporaneamente, un pignoramento sulla stessa mensilità. In tal caso, quindi, coesisteranno sia il pignoramento (fino ad estinzione del debito) che la cessione del quinto (fino a restituzione del capitale ottenuto in prestito con gli interessi).

In caso di cessione del quinto, qual è il quinto pignorabile?

Una volta accertato che ben può avviarsi un pignoramento contemporaneamente alla cessione del quinto sullo stipendio o sulla pensione, è bene chiedersi con quali criteri viene calcolato il quinto pignorabile. In buona sostanza, ci si chiede se il 20% che deve essere versato al creditore debba prendere a riferimento, come base, l’importo originario dello stipendio o della pensione (prima cioè che avvenisse la cessione del quinto) o quello invece al netto di esso, ossia una volta che sia già stato decurtata la cessione del quinto. 

La risposta corretta è la prima. Quindi, nel momento in cui si effettua il pignoramento bisogna calcolare il quinto sull’importo originariamente erogato dal datore o dall’Inps, prima della cessione del quinto. La ragione è semplice. La cessione del quinto non è equiparabile a un atto di pignoramento ma piuttosto a un’operazione volontaria, come un normale pagamento a rate. Per cui essa non influisce sulla base su cui calcolare il quinto pignorabile. 

Diversamente, sarebbe fin troppo facile eludere le pretese dei creditori, chiedendo prestiti per non farsi pignorare il quinto dello stipendio o della pensione.

Quanti quinti dello stipendio o della pensione si possono pignorare?

Al netto della cessione del quinto – che, come anticipato, è un atto volontario e che pertanto non va presa in considerazione – sono possibili più pignoramenti del quinto dello stipendio o della pensione a patto che la somma di questi non riduca di oltre la metà l’ammontare dello stipendio o della pensione stessa.

Tuttavia, secondo la giurisprudenza, la contemporanea coesistenza di due o più pignoramenti sullo stesso stipendio è possibile solo se i crediti hanno natura diversa. A riguardo si distingue tra:

  • crediti dovuti per tasse e sanzioni;
  • crediti dovuti per alimenti;
  • altri crediti.

Pertanto, è possibile il contemporaneo pignoramento del quinto dello stipendio da parte della moglie che non ha incassato il mantenimento con quello dell’Agente della Riscossione per via del mancato pagamento delle cartelle esattoriali. Ma l’Agente della Riscossione non potrebbe invece pignorare due volte il quinto dello stipendio sulla scorta di due o più cartelle diverse non pagate e notificate in tempi differenti, trattandosi di crediti della stessa natura.

Come fare per bloccare il pignoramento del quinto della pensione o dello stipendio?

Se, una volta fatta la cessione del quinto, non è più possibile bloccarla (se non pagando il debito in un’unica soluzione), è invece possibile opporsi al pignoramento. La legge consente infatti al debitore di presentare un ricorso in opposizione, per contestare eventuali irregolarità formali o sul diritto fatto valere dal creditore. 

Chi può pignorare il quinto dello stipendio o della pensione?

Il creditore che voglia pignorare il quinto dello stipendio o della pensione deve essere prima in possesso di ciò che si definisce titolo esecutivo ossia un documento che ufficializzi in modo formale il proprio credito. La legge elenca i titoli esecutivi che sono soltanto:

  • le sentenze di condanna (anche se emesse in primo grado);
  • i decreti ingiuntivi non opposti nei 40 giorni dalla notifica;
  • le cambiali e gli assegni scaduti e protestati;
  • le ordinanze di sfratto con ordine di pagamento degli arretrati;
  • le cartelle esattoriali;
  • gli attestati di credito della Siae;
  • i contratti di mutuo stipulati dinanzi a un notaio.

Pertanto, non si può procedere al pignoramento del quinto in forza di una fattura non pagata, un contratto, un ordine se prima il creditore non si è fatto rilasciare dal giudice un provvedimento di condanna nei confronti del debitore.

Pignoramento di stipendio con cessione del quinto: limiti alla pignorabilità della differenza

Nel caso di pignoramento di un credito su cui già gravava la cessione volontaria del quinto, la differenza fra la metà dello stipendio e la quota ceduta è interamente pignorabile solo se la somma della quota volontariamente ceduta e delle quote dei pignoramenti successivamente intervenuti (da intendersi ognuno non superiore al quinto) superano la metà dello stipendio, che costituisce il limite invalicabile a garanzia delle basilari esigenze di vita del debitore [1].

Quando una pensione non è pignorabile?

La pensione non è pignorabile se è inferiore al minimo vitale. Il minimo vitale si calcola moltiplicando per una volta e mezzo (1,5) l’assegno sociale erogato dall’Inps. Leggi sul punto il nostro articolo sugli ultimi limiti al pignoramento.

Quando uno stipendio non è pignorabile?

Al contrario di quanto appena visto per la pensione, per lo stipendio invece non esiste il minimo vitale. Quindi, questo è sempre pignorabile, anche se di poche centinaia di euro. La sopravvivenza del debitore – secondo la Corte Costituzionale – viene già garantita prevedendo un limite percentuale sulla pignorabilità della mensilità in questione. 

Come fare per non farsi pignorare lo stipendio? 

In realtà, l’unico modo per non farsi pignorare lo stipendio è dimettersi dal lavoro (anche se c’è chi poi continua a lavorare in nero). Tuttavia, il pignoramento dello stipendio, all’atto delle dimissioni o del licenziamento, si trasferisce sul Tfr, il trattamento di fine rapporto di lavoro. Anche in questo caso, però, il pignoramento non può essere integrale ma può raggiungere massimo un quinto delle somme accantonate nel corso del rapporto di lavoro. 


note

[1] Trib. Siena, 09/09/2019, n.883


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