Diritto e Fisco | Articoli

Telecamere negli spogliatoi del lavoro: no del Garante

19 Settembre 2014
Telecamere negli spogliatoi del lavoro: no del Garante

Videosorveglianza: il caso di apparecchiature installate per evitare furti.

No alle telecamere negli spogliatoi se violano la privacy. La questione è stata appena risolta dal Garante per la protezione dei dati personali [1].

La decisione è stata assunta in seguito alla richiesta di un’impresa “di poter installare un sistema di videosorveglianza all’interno degli spogliatoi maschili aziendali” a causa delle “numerose e ripetute segnalazioni di furti ed effrazioni negli spogliatoi aziendali da parte dei dipendenti”.

A sostegno della sua posizione la società allegava anche tre verbali di accordo sottoscritti con la Rsu dove si concordava l’installazione di un sistema di videosorveglianza riferito all’area di accesso agli spogliatoi operai e non all’interno dello spogliatoio stesso.

Che cosa dice lo Statuto dei lavoratori?

La legge vieta l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per controllare a distanza l’attività dei lavoratori, e specifica che “gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori»” possono essere installati soltanto previo accordo con le Rsa.

In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro.

Secondo la giurisprudenza formatasi su questo punto, per “controllo a distanza dell’attività dei lavoratori” deve intendersi il controllo “dell’attività lavorativa in quanto tale, ovvero il controllo della corretta esecuzione dell’ordinaria prestazione del lavoratore” [2].

Peraltro, negli anni, è stata ammessa l’installazione degli impianti in questione – anche qualora comporti controllo dell’attività dei lavoratori – laddove si renda necessario tutelare sia la sicurezza dei lavoratori sia il patrimonio aziendale.

Secondo il Garante, però, se il sistema di videosorveglianza viola i necessari principi di liceità, necessità e pertinenza [3], nonché il provvedimento generale in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010 – il che può avvenire se l’impianto progettato comporti “il minuzioso videocontrollo dell’intera area adibita a spogliatoio del personale maschile”, senza limitazione alcuna – allora è legittimo lo stop all’installazione.

Inoltre, l’Autorità precisa che l’accordo sottoscritto dalla Rsa deve specificare in modo chiaro e concreto le modalità di progettazione del sistema, perché se non vi è coincidenza e la videosorveglianza è predisposta in modo difforme, essa è illegittima.

La decisione dell’Autorità appare pertanto in linea non soltanto con la disciplina sulla privacy, bensì anche con i princìpi elaborati dalla giurisprudenza in tema di Statuto dei lavoratori.


note

[1] Garante privacy, decisione n.357 del 10.07.2014.

[2] Cass. sent. n. 30177 del 4/6/2013.

[3] Artt. 3 e 11 del Dlgs 196/2003.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube