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Cassa forense: un fondo per sostenere professione e famiglie degli avvocati

19 Settembre 2014
Cassa forense: un fondo per sostenere professione e famiglie degli avvocati

Welfare: misure per i giovani legali, per le famiglie e le situazioni di bisogno; mutui agevolati e borse di studio.

La Cassa forense ha stanziato 60milioni di euro per welfare attivo: è quanto risulta dalla bozza di regolamento per l’erogazione dell’assistenza che sarà oggi oggetto di un confronto con gli ordini e le associazioni che rappresentano l’avvocatura italiana.

La bozza, che dovrebbe essere approvata entro ottobre dal Comitato, prevede misure a sostegno degli avvocati sia in campo lavorativo sia privato.

Per la famiglia ci sarà la possibilità di accedere a mutui ipotecari agevolati e alle borse di studio per i figli.

Ma circa il 46% dello stanziamento annuo da sessanta milioni sarà destinato al sostegno nella professione. Per tutti gli iscritti le opportunità riguardano l’accesso alle convenzioni per agevolare o ridurre i costi di esercizio, l’assistenza in caso di calamità naturali e le agevolazioni di accesso al credito, sia attraverso i mutui sia mediante la cessione di un quinto dello stipendio.

Le misure ad hoc per i giovani puntano a rendere più facile l’apertura e l’avvio di uno studio, sempre agevolando l’accesso al credito, e a dare maggiore qualificazione ai legali alle prime armi grazie alla frequentazione di corsi in collaborazione con altre istituzioni.

“L’obiettivo del regolamento che abbiamo messo a punto – spiega il presidente Nunzio Luciano – è trasformare Cassa forense da semplice erogatore di pensione e di assistenza in un ente in grado di affiancare gli avvocati nella loro professione, per diminuire i costi dell’attività se non di azzerarli. Per fare questo possiamo contare non solo su 60 milioni di euro l’anno ma anche sulla disponibilità di un tesoretto accumulato negli anni. Faciliteremo anche l’accesso al microcredito attraverso le banche”.

Nella bozza di regolamento ci sono anche le tutele in caso di malattia e un’una tantum prevista nell’eventualità di una situazione di indigenza temporanea e che prescinde dalla responsabilità dell’iscritto. I supporti della Cassa non sono pioggia, ma subordinati anche al reddito da attestare attraverso l’Isee. Sulla determinazione del reddito – precisa Nunzio Luciano – peseranno anche le entrate dei familiari e non quelle del solo iscritto.



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1 Commento

  1. Quando si decideranno a costituire una banca-assicurazione estesa a tutti i cittadini, ma con dipendenti e dirigenti solo scelti tra gli avvocati che si presteranno a cessare l’attività? se c’è bisogno di liberalizzazione deve intendersi nei due sensi, così ingrassano solo le banche con i nostri soldi.

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