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Qual è la differenza tra azionista ed imprenditore?

20 Maggio 2022 | Autore:
Qual è la differenza tra azionista ed imprenditore?

Quali sono le caratteristiche fondamentali dell’attività d’impresa e delle società? Cosa sono le azioni di cui è titolare il socio?

Ci sono tanti modi per poter guadagnare dal proprio lavoro: esercitando una libera professione (avvocato, ingegnere, geometra, ecc.), facendosi assumere come dipendente, aprendo una propria attività oppure un’azienda. Il mondo dell’imprenditoria non è certo dei più facili ma, con una buona dose di coraggio e di inventiva, è possibile ottenere grandi soddisfazioni. Con questo articolo ci occuperemo di un particolare argomento: vedremo cioè qual è la differenza tra azionista e imprenditore.

Sin da subito va detto che entrambe le figure hanno a che vedere con il mondo dell’attività economica organizzata. Tuttavia, mentre l’azionista si inserisce, di norma, in una realtà molto più grande, fatta dalla partecipazione di molte persone, l’imprenditore si caratterizza per il fatto di agire in modo individuale. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme qual è la differenza tra azionista e imprenditore.

Imprenditore: chi è?

La legge definisce l’imprenditore come colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi [1].

Requisiti per essere imprenditore

Analizziamo più nel dettaglio ciascuno dei requisiti individuati dalla legge per essere imprenditore:

  • l’imprenditore deve svolgere un’attività produttiva, cioè finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o di servizi. Si pensi a chi fabbrica un determinato oggetto (una poltrona, un cellulare, ecc.) per poi metterlo sul mercato, oppure a chi offre un servizio di trasporto, di telefonia, ecc.;
  • l’attività dell’imprenditore deve essere economica, nel senso che deve tendere a realizzare un guadagno. L’attività dell’impresa deve quindi sempre mirare a conseguire un profitto, cioè a far sì che i ricavi siano superiori ai costi;
  • l’imprenditore deve svolgere la propria attività in modo professionale, cioè non occasionale ma stabile e abituale. Non è imprenditore, ad esempio, chi, per sfruttare un aumento improvviso dei prezzi del mercato, vende l’appartamento appena comprato per ricavarci un profitto, mentre è imprenditore chi svolge in maniera abituale l’attività di intermediazione abituale;
  • l’attività dell’imprenditore deve essere organizzata, nel senso che deve sfruttare l’impiego coordinato di lavoro e capitale, propri e/o altrui. L’imprenditore, cioè, deve avvalersi di beni (materie prime, macchinari, locali, ecc.) e persone (dipendenti, consulenti, collaboratori esterni, ecc.) organizzati in funzione dello svolgimento dell’attività economica. Si pensi al titolare di un’impresa edile che, per il proprio lavoro, si avvale di camion, betoniere e operai, cioè di tutto quanto serve per aprire un cantiere.

Società: che cos’è?

L’impresa, oltre che in forma individuale, può essere esercitata anche in modo collettivo, per la precisione sotto forma di società.

Possiamo definire la società come l’organizzazione di persone e di mezzi creata per l’esercizio in comune di un’attività produttiva. Insomma: la società è un’impresa collettiva.

Per essere ancora più precisi, la società è un vero e proprio contratto con cui almeno due persone conferiscono tutto quanto occorre per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili [2].

Requisiti della società

Abbiano definito la società come un’impresa collettiva, in cui non c’è un solo imprenditore ma diversi soci, ognuno dei quali conferisce un apporto all’attività economica produttiva. Questi apporti vengono chiamati conferimenti, che sono tutti i contributi che i soci si obbligano a versare a favore della società affinché questa possa svolgere la propria attività.

Questi conferimenti possono essere fatti tanto in denaro (come avviene quasi sempre) tanto in beni o servizi: ad esempio, un socio potrebbe mettere a disposizione i propri locali per trasformarli nella sede della società.

L’insieme dei conferimenti dei singoli soci rappresenta il capitale sociale, cioè i fondi con cui l’impresa collettiva eserciterà la propria attività economica.

Il contratto con cui si dà vita alla società rappresenta l’atto costituivo, cioè il documento fondamentale in cui sono contenute tutte le informazioni principali della società stessa, come ad esempio:

  • l’oggetto sociale, cioè l’attività economica che l’impresa collettiva si propone di esercitare (vendita di bene, trasporto, ecc.);
  • la durata della società;
  • il tipo di conferimenti apportati dai soci.

Elemento fondamentale della società è lo scopo, che deve sempre consistere nel realizzare utili per dividerli tra i soci.

In altre parole, non è possibile costituire una società che non abbia uno scopo di lucro. I soci partecipano all’attività produttiva perché hanno interesse a guadagnare dalla stessa, dividendosi i profitti alla chiusura dell’esercizio sociale.

Azionista e imprenditore: qual è la differenza?

Siamo ora in grado di spiegare qual è la differenza tra imprenditore e azionista: mentre il primo esercita un’attività d’impresa individuale, di cui è a capo, l’azionista è solamente il socio di un’impresa collettiva, cioè di una società. L’azionista, infatti, non è altro che uno dei soggetti che decide di aderire a un contratto di società, fornendo un proprio apporto (in genere, in denaro), in cambio del quale ha diritto a prendere parte alla divisione degli utili.

Quindi, mentre l’imprenditore è titolare di un’attività economica organizzata che fa capo a lui, l’azionista partecipa a un’impresa collettiva (cioè a una società) insieme a tante altre persone.

Per essere ancora più precisi, l’azionista è il socio di una società per azioni, le cui singole quote di partecipazione si chiamano proprio “azioni”, ognuna delle quali rappresenta quindi una piccola fetta del capitale sociale [3].

La partecipazione collettiva fa sì che l’azionista, in qualità di socio, non gestisca direttamente l’attività, compito che invece è attribuito all’amministratore (o al consiglio di amministrazione).

L’azionista partecipa invece all’assemblea dei soci, prendendo parte alle decisioni che riguardano la vita sociale. Il suo voto è parametrato al valore delle azioni che possiede, un po’ come avviene per i millesimi in condominio. Da tanto deriva che il voto di un azionista all’interno di una grande società quotata in borsa sarà davvero minimo.


note

[1] Art. 2082 cod. civ.

[2] Art. 2247 cod. civ.

[3] Art. 2346 cod. civ

Autore immagine: depositphotos.com


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