Diritto e Fisco | Editoriale

Ipoteche e atti del fisco tutti nulli anche senza una norma sull’avviso al contribuente

21 Settembre 2014
Ipoteche e atti del fisco tutti nulli anche senza una norma sull’avviso al contribuente

Sezioni Unite della Cassazione: il diritto al contraddittorio preventivo costituisce un principio generale applicabile in qualsiasi procedimento amministrativo tributario, anche se non previsto da una norma specifica di legge.

Ipoteche di Equitalia sulla casa. La sentenza di venerdì delle Sezioni Unite della Cassazione [1] è stata una vera e propria rivoluzione, nonostante ai più sia passata quasi inosservata. Invece rappresenta proprio il vessillo della vittoria dei diritti del contribuente sui meccanismi “burocratizzati” con cui l’Agente per la riscossione espropria le case, impone fermi, mette all’asta i beni dei cittadini.

La pronuncia, insomma, ha fatto definitivamente intendere a Equitalia che dietro le carte c’è sempre una persona, da tutelare ad ogni costo, senza potersi “nascondere” dietro lo scudo di una applicazione formale e ottusa della legge.

Ma vediamo nel dettaglio cosa è cambiato dall’altro ieri.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte – ponendo fine a un dibattito annoso – hanno detto che, anche laddove manchi una norma esplicita che imponga all’amministrazione di avvisare il contribuente prima di comprimere i suoi diritti (come nel caso in cui venga iscritta una ipoteca sulla casa), questi deve essere comunque informato sempre in anticipo (oltre che successivamente), in modo da potersi difendersi per tempo ed evitare danni più gravi.

Tradotto in soldoni, Equitalia, prima di notificare un’iscrizione di ipoteca, deve preavvertire il contribuente, affinché questi possa pagare o, eventualmente, qualora l’esecuzione sia illegittima, possa tutelarsi per tempo, con un ricorso al giudice o andando da un avvocato.

Infatti, il preavviso di ipoteca (così come quello di fermo auto) è ritenuto un atto autonomamente impugnabile in tribunale.

Si pensi ai numerosi casi di cartelle esattoriali prescritte, per le quali, comunque, Equitalia agisce, non curante dell’illegalità del procedimento. L’iscrizione dell’ipoteca, senza una previa comunicazione, obbligherebbe il contribuente a presentare ricorso, spendere soldi e aspettare la sentenza del giudice, che potrebbe intervenire solo dopo diversi anni. Se poi sono in corso trattative per la vendita dell’immobile, queste, con molta probabilità, salteranno per via del sopravvenuto “peso”.

È vero, dal 2011 in poi, con il Decreto Sviluppo [2], l’obbligo della comunicazione preventiva è diventato legge: la riforma, infatti, ha stabilito che Equitalia è tenuta a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza di pagamento entro 30 giorni, sarà iscritta ipoteca [3].

Ma si tratta di una norma applicabile solo alle ultimissime espropriazioni e non a tutte quelle – invero numerose – già in corso prima dell’entrata in vigore del Decreto medesimo. Una notevole disparità allora tra contribuenti a cui già era stata ipotecata la casa rispetto a quelli, invece, a cui ancora non era stato notificato nulla.

L’importanza della sentenza

L’importanza della sentenza delle Sezioni Unite è di aver specificato che non è necessario che esista una norma esplicita a imporre ad Equitalia l’obbligo della previa comunicazione al contribuente di iscrizione di ipoteca: si tratta di un dovere che si può intuire – anche in assenza di una disposizione “ah hoc” – dai principi generali del nostro ordinamento e, in particolare, dallo Statuto del contribuente e dalla legge sul procedimento amministrativo.

Ovviamente, la portata della sentenza è molto più ampia di quello che, a prima vista, può sembrare. Perché essa è suscettibile di applicarsi non solo alle ipoteche, ma a qualsiasi altra azione del Fisco nei confronti del contribuente.

In sintesi, la pronuncia assume una eccezionale rilevanza perché afferma che il diritto al contraddittorio preventivo costituisce un principio generale applicabile in qualsiasi procedimento amministrativo tributario, anche se non previsto da una norma specifica di legge.

Quando non c’è bisogno del preavviso

Ricordiamo, in ultimo, che il preavviso d’ipoteca (con cui Equitalia invita il debitore proprietario di un immobile a pagare le somme dovute entro 30 giorni, dopo i quali si procederà all’iscrizione d’ipoteca vera e propria) viene meno quando esiste un fondato pericolo per il buon esito della riscossione: in questo caso la legge consente di procedere senza informativa.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 19667 del 18.09.2014.

[2] D.L. n. 70/2011, art. 7, comma 2, lett. u-bis, convertito con modifiche nella L. n. 106/2011.

[3] Cfr. anche Cass. n. 15746/2012.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube