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Ladro in casa: se si fa male bisogna risarcire?

25 Aprile 2022
Ladro in casa: se si fa male bisogna risarcire?

Ci si può difendere con una pistola detenuta illegalmente senza porto d’armi? Se il ladro si ferisce durante il furto in casa altrui, il proprietario deve risarcirlo?

Un nostro lettore ci chiede cosa potrebbe succedere se il ladro in casa si fa male: bisogna risarcirlo? Ci viene fatto l’esempio del ladro che, per entrare in un appartamento, si arrampichi avvalendosi di una grondaia mal ridotta e che, perciò, cada a terra procurandosi gravi ferite. Il ladro potrebbe perciò chiedere il risarcimento al proprietario dell’immobile per non aver questi messo in sicurezza la canaletta? L’esempio potrebbe porsi con qualsiasi altro oggetto pericoloso eventualmente presente all’interno dell’appartamento come, ad esempio, liquidi infiammabili, esplosivi e così via.

Inoltre ci viene chiesto se, in un’ipotesi del genere, qualora il proprietario, per difendersi dall’aggressione domiciliare, utilizzi una pistola che detiene illegalmente, senza cioè il porto d’armi, possa ugualmente invocare la legittima difesa oppure se debba rispondere delle lesioni o dell’omicidio come un criminale qualsiasi. 

Cerchiamo di rispondere singolarmente a queste due interessanti domande, partendo proprio dalla prima: se il ladro in casa si fa male: bisogna risarcirlo?

Ladro si fa male in casa altrui: può chiedere il risarcimento del danno?

Sicuramente, il ladro che entra in casa altrui per rubare commette in ogni caso il reato di furto. Non può essere punito anche per violazione di domicilio perché tale reato, per quanto indubbiamente commesso, viene assorbito da quello più grave, ossia il furto, che lo presuppone e che pertanto contempla in sé una sanzione per entrambi i comportamenti.

Di tale tale reato risponderà sicuramente nei confronti della giustizia, subendo la relativa condanna penale. Potrà essere condannato anche al risarcimento del danno nei confronti del proprietario dell’immobile. 

Su un piano diverso può poi porsi l’autonoma domanda del ladro per le lesioni riportate a causa dell’oggetto pericoloso detenuto in casa dal soggetto derubato. Qui entra in gioco, per quest’ultimo, una responsabilità di tipo civilistico: secondo l’articolo 2051 del Codice civile, ciascuno è infatti responsabile per i danni arrecati a terzi per le cose di cui ha la custodia o la proprietà. Se, per esempio, la colf dovesse cadere a terra a causa di un’asperità sul pavimento o farsi male perché un lampadario non è ben assicurato al soffitto, questa potrebbe chiedere risarcimento al titolare dell’immobile. Potrebbe farlo dunque anche il ladro? Stando a una prima lettura dell’articolo 2051 del Codice civile parrebbe di sì. Ma leggendo bene l’ultima parte della norma, il legislatore prevede un esonero della responsabilità del proprietario qualora ricorra un caso fortuito, ossia un evento imprevedibile e inevitabile, qualcosa completamente estranea alla sua sfera.

Il caso fortuito – ha detto la Cassazione più volte – può essere determinato dal comportamento del danneggiato. E in questo caso, non c’è dubbio che il proprietario di casa può certo essere chiamato a prevedere che qualcuno possa scivolare su un tappeto e battere la testa su uno spigolo acuminato, non può invece predire l’arrivo dei ladri e le modalità con cui questi potrebbero entrare in casa, anche con sistemi per loro pericolosi. Quindi, laddove non ci sia stata una volontaria condotta del proprietario, diretta proprio a ferire se non ad uccidere il ladro, nel qual caso questi ne risponderebbe penalmente, nel caso di un oggetto pericoloso colposamente non messo in sicurezza, il padrone di casa non risponde dei danni patiti dal ladro, proprio perché la sua presenza è un evento che rientra nel caso fortuito.

Viene in mente un famoso caso giudiziario di un uomo che, ossessionato dalle incursioni dei ladri nel proprio negozio, lo aveva disseminato di piccoli esplosivi al fine di ferirli. Senonché uno dei malviventi, a causa di ciò, è morto. L’uomo è stato processato e condannato per omicidio preterintenzionale. Il caso è famoso perché qui è indubbia la responsabilità: l’oggetto era pericoloso, ma è anche vero che il commerciante lo aveva usato con lo specifico scopo – quindi il dolo, la malafede – di ferire i ladri. L’evento del furto e della lesione era tutt’altro che imprevedibile. 

In questo caso, non ricorreva neanche la legittima difesa visto che la sicurezza fisica del negoziante non era in pericolo, essendo questi fuori dal negozio ed avendo lasciato gli esplosivi proprio per sventare rapine notturne.

Possibile la legittima difesa con un’arma illegale e non denunciata?

Veniamo ora alla seconda domanda: potrebbe il proprietario dell’appartamento usare una pistola per la legittima difesa se non ha il relativo porto d’armi? Anche in questo caso dobbiamo tenere distinte le due condotte. La prima è quella del porto abusivo d’armi: per questa, l’imputato sarà condannato perché il suo comportamento costituisce indubbiamente un reato. L’uomo però non potrà essere nello stesso tempo condannato anche per le lesioni o l’omicidio del ladro, avendo usato l’arma per difendersi da una situazione di grave pericolo. Sussistendo quindi la situazione di legittima difesa, la vittima può difendersi in qualsiasi modo.



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