Cronaca | News

La Russia ora è in serie difficoltà

19 Aprile 2022
La Russia ora è in serie difficoltà

Rischio default, Banca Centrale in allarme: a rischio migliaia di posti di lavoro.

La stretta economica attorno a Putin si inizia a vedere e a farne le spese ora non sono solo gli oligarchi. E se anche l’Europa sta pagando un caro prezzo, la Russia non potrà durare a lungo in queste condizioni. Non lo dicono i giornali occidentali ma le stesse istituzioni vicine a Putin che iniziano a preoccuparsi. C’è innanzitutto l’alert lanciato da Elvira Nabiullina, Governatrice della Banca centrale russa ora in conflitto con Putin, poi quello del sindaco di Mosca. Iniziamo da quest’ultimo. 

Migliaia di posti di lavoro a rischio

Le autorità di Mosca hanno avviato un “Programma di sostegno per i lavoratori a rischio di licenziamento” che potrà contare su un finanziamento di 3,36 miliardi di rubli e che “è rivolto principalmente a dipendenti di società straniere che hanno temporaneamente sospeso le loro attività o hanno deciso di lasciare la Russia”. Lo scrive sul suo sito Sergey Sobyanin, sindaco della capitale, spiegando che “secondo le nostre stime, circa 200 mila persone rischiano di perdere il lavoro”.

Dal varo delle prime sanzioni – dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina – più di 750 aziende straniere hanno bloccato la propria attività sul mercato russo e secondo alcune stime quest’anno la disoccupazione in Russia potrebbe più che raddoppiare e superare il 9% per la prima volta negli ultimi 10 anni. Secondo gli esperti, in totale, le sanzioni hanno messo a rischio circa 2 milioni di posti di lavoro

Lo scontro tra la Banca Centrale e Putin

Le sanzioni imposte dopo il conflitto in Ucraina «hanno colpito in un primo momento il mercato finanziario anche se ora avranno un impatto più forte sull’economia russa». Lo afferma, in un discorso alla Duma, la governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabiullina secondo cui «il periodo in cui l’economia possa vivere sulle scorte è limitato». La governatrice ha sottolineato come la banca centrale non «proverà ad abbassare l’inflazione a ogni costo poiché questa scelta limiterebbe l’adattamento dell’economia» alla nuova situazione caratterizzata dalle sanzioni. Un messaggio forte, quello di Nabiullina, governatrice stimata a livello internazionale: in altri termini la Russia dovrà affrontare «nel secondo trimestre e nell’inizio del terzo, cambiamenti strutturali della sua economia» a seguito delle sanzioni imposte dopo il conflitto in Ucraina, cambiando il suo «modello di business».

Un intervento, quello di Nabiullina, non gradito al presidente Vladimir Putin che poco dopo ha minimizzato la sofferenza economica di Mosca: il «tentato blitzkrieg economico dell’Occidente contro la Russia è fallito, gli stessi iniziatori delle sanzioni sono stati danneggiati». E poi ancora: «Il calcolo doveva minare la situazione finanziaria ed economica del nostro Paese, provocare il panico nei mercati, il crollo del sistema bancario, una carenza su larga scala di merci nei negozi».

Putin ha ribaltato il paradigma della sua governatrice: «Possiamo già affermare con sicurezza che una tale politica nei confronti della Russia è fallita, la strategia della guerra lampo economica è fallita». L’interpretazione di Putin è quindi rovesciata, le sanzioni hanno portato al deterioramento dell’economia dell’Occidente stesso: «La Russia ha resistito a una pressione provocata dalle sanzioni. Il tentativo occidentale di far collassare il sistema bancario russo con le sanzioni non è riuscito», ha detto Putin.

Medvedev, ‘default Russia potrebbe trasformarsi in default dell’Europa’

“Il default della Russia potrebbe trasformarsi in un default dell’Europa. Sia morale che, molto probabilmente, materiale”. Così l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, ora vice capo del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, replica su Telegram a Ursula von der Leyen, che ha espresso l’opinione che un default in Russia sia solo questione di tempo.

“Bene, allora, provalo”, scrive Medvedev, secondo quanto riporta la Tass, accusando poi la presidente della Commissione Europea di avere avuto l’obiettivo della bancarotta di Mosca come “il piano segreto dei masochisti di Bruxelles”. La questione, aggiunge, “non riguarda più la sofferenza di persone esauste, non la fine di un’operazione militare speciale, non la pace tanto attesa in Ucraina, ma il default della Russia”.

Infine, riguardo alle eventuali conseguenze per l’Europa, l’ex presidente russo avvisa che il sistema finanziario dell’Ue “non è del tutto stabile” e che le misure punitive imposte alla Russia potrebbero provocare una iperinflazione per la quale “non si potrebbe più incolpare i cattivi russi”.



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