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Appartamento in pessime condizioni: il padrone di casa risarcisce l’inquilino

21 Settembre 2014
Appartamento in pessime condizioni: il padrone di casa risarcisce l’inquilino

Locazione: anche se le anomalie dell’appartamento erano note al conduttore, prevale sempre il diritto costituzionale alla salute che è irrinunciabile.

L’appartamento che vi è stato dato in locazione è fatiscente? Ci sono macchie di umidità? Le finestre fanno filtrare spifferi d’aria e la notte i rumori non vi fanno dormire? La vecchia caldaia non promette nulla di buono o il pozzetto della fogna esala cattivi odori tanto da costringervi a tenere sempre chiuse le finestre? Se tutto ciò pregiudica la vostra salute, sappiate che potete chiedere il risarcimento dei danni al padrone di casa. Non vi appaia la cosa scontata: anzi, tutt’altro. Infatti, in generale, secondo il nostro codice civile, l’inquilino non può mai lamentarsi dell’appartamento preso in affitto se le anomalie e i vizi gli erano noti al momento della firma del contratto. Tuttavia una recente e interessante sentenza della Cassazione [1] ha chiarito che, quando di mezzo c’è il sacrosanto diritto alla salute, quest’ultimo prevale su qualsiasi altra regola di diritto privato, ivi compresi i patti intercorsi tra conduttore e locatore e, quindi, anche sulle clausole di esclusione o limitazione della responsabilità del padrone di casa. Ne consegue che è del tutto irrilevante che il conduttore fosse a conoscenza dell’esistenza di anomalie nell’appartamento al momento della conclusione del contratto.

La Cassazione ha affermato che la responsabilità del locatore per i danni derivanti dall’esistenza dei vizi nell’appartamento dato in locazione sussiste anche per quelli preesistenti la consegna del bene. Ne consegue, ha concluso la Suprema corte, che il locatore è tenuto a risarcire il danno alla salute subito dal conduttore in conseguenza delle condizioni abitative dell’immobile locato anche se tali condizioni fossero state note al conduttore al momento della conclusione del contratto, in quanto la tutela del diritto alla salute prevale su qualsiasi clausola di esclusione o limitazione di responsabilità.

Il problema, ovviamente, sarà la prova: dimostrare la lesione al diritto alla saluta sarà compito non vostro ma di un medico di fiducia che, certificato medico alla mano, dovrà attestare il pregiudizio da voi subito per via delle condizioni dell’immobile (e non per altre ragioni).


note

[1] Cass. sent. n. 19744/14 del 19.09.2014.

Autore immagine: 123rf com


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