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Covid-19: stop obbligo mascherine al chiuso

19 Aprile 2022 | Autore:
Covid-19: stop obbligo mascherine al chiuso

Mascherina obbligatoria: cosa cambia dal 1° maggio.

Fino al 30 aprile, le mascherine sono obbligatorie in tutti i luoghi al chiuso, ad esclusione delle abitazioni private. La decisione su un’eventuale proroga sarà presa nei prossimi giorni in base all’evoluzione epidemiologica. La misura dovrebbe essere discussa nella Cabina di regia del Governo per valutarne l’eliminazione dal primo maggio.

Secondo i rumors, si va verso una riconferma dell’obbligo delle mascherine al chiuso sui mezzi di trasporto e al cinema, dove si potrebbe passare dalle Ffp2 alle chirurgiche. L’obbligo dovrebbe essere confermato fino a giugno anche negli uffici e in generale nei luoghi di lavoro, ma potrebbe saltare per i clienti di negozi e supermercati.

Le parole del ministro Speranza sono chiare: «Oggi le mascherine sono un presidio fondamentale, in questo momento raccomando di usarle quando ci sono rischi perché la circolazione virale è ancora molto alta» (ne avevamo parlato in questo articolo Covid-19, Bassetti: «Linea rigorista sulle mascherine serve a poco», confrontando le opinioni divergenti sull’argomento).

Sull’obbligo delle mascherine al chiuso, all’Adnkronos Salute, Massimo Andreoni (primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali) ha spiegato che: «dovremmo capire che non conviene annunciare date precise sulla fine di questa misura. E’ difficile comprendere quello che potrà accade. Si parla molto della data del primo maggio, ma mi sembra più un desiderio ma una realtà concreta. Io credo che le precauzioni vadano mantenute e un ragionamento si potrà fare sullo stop alle mascherine al chiuso quando i casi giornalieri torneranno sotto i 5mila casi al giorno. Il dispositivo di protezione non ha stagionalità, ma sotto questo dato avremmo maggiori garanzie di non incontrare così facilmente un positivo».

Secondo Andreoni, la mascherina andrebbe indossata ancora «nei locali da ballo, nei musei, nei cinema e nei teatri» e ai colleghi che invocano invece la fine di queste misure, affermando che solo in Italia resiste ancora questo obbligo, l’infettivologo ricorda che «è un ragionamento che regge poco, stiamo attenti a mandare messaggi sbagliati come accaduto nel 2020 o nel 2021».

Matteo Bassetti (direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova) ritiene che: «La mascherina deve passare da essere un obbligo ad essere un presidio utilizzato in modo appropriato quando però serve. Altrimenti è una misura oggi fuori dal tempo e dalla scienza. Il compito del ministero della Salute non è obbligare le persone ad usare il dispositivo di protezione al chiuso ma ad usarlo nel modo migliore. Questo dovrebbe essere l’obiettivo di un ministero della Salute moderno e che sta dalla parte dei cittadini».

«Continuare con la politica degli obblighi nel 2022, di fronte ad una situazione diversa rispetto al 2020 e al 2021, vuol dire avere una logica anacronistica più vicina a sistemi totalitari che alle democrazie europee – aggiunge Bassetti – Da oggi Biden ha tolto in Usa gli obblighi e tanti paesi europei l’hanno fatto. Noi in Italia siamo gli ultimi, c’è troppa ideologia e politica che non giova a nessuno». Secondo l’infettivologo: «Non è che si tratta di dire che da domani si leva la mascherina ma che si leva l’obbligo mantenendo l’suo per alcuni situazioni e soggetti. Questo è quello che fa un Paese moderno».

Intervenendo sulla questione dell’obbligo delle mascherine al chiuso, Massimo Galli (ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano) ha dichiarato: «Chiediamolo al presidente del Consiglio se è giusto togliere l’obbligo della mascherina al chiuso, visto che si è beccato il Covid. Il concetto è che il dispositivo di protezione è uno strumento individuale prezioso che, seppure non ci protegge al 100% dall’infezione, comunque ci protegge parecchio. Ora pensare di togliere questa misura mi sembra più che una battaglia di libertà, una scelta miope e populista. Immaginare, con questa situazione epidemiologica, che toglierla possa essere un successo e un segno di normalità non mi pare sensato. La normalità ci sarà quando la pandemia si sarà spenta e non mi pare».



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