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In cosa consiste il contratto estimatorio?

24 Aprile 2022
In cosa consiste il contratto estimatorio?

Definizione contratto estimatorio e funzionamento: rischi e vantaggi.

Cos’è il contratto estimatorio? Forse, il nome risulterà nuovo a molti lettori. Si tratta di un contratto molto utilizzato in campo commerciale, più noto forse con il nome di contratto “in conto deposito” o “in conto vendita“. 

Vediamo meglio in cosa consiste il contratto estimatorio. In pratica, con tale contratto un soggetto, pur non acquistando la proprietà di determinati beni, ne riceve la consegna da parte del titolare, al fine di venderli. Nell’ipotesi in cui i beni vengano venduti, il venditore corrisponderà al titolare del bene il relativo prezzo (inferiore rispetto a quello che questi ha incassato dal proprio cliente, in modo da lucrare sulla differenza). In assenza di vendita, i beni verranno restituiti al proprietario senza alcun onere da parte di chi li ha detenuti per smerciarli. In questo modo, il grossista o il produttore può reperire più facilmente soggetti disposti a vendere i suoi prodotti. Dall’altro lato, i commercianti possono offrire ai clienti una vasta gamma di prodotti, senza doverli acquistare preventivamente e senza sopportare il rischio dell’invenduto o delle giacenze in magazzino.

Cos’è il contratto estimatorio?

Con il contratto estimatorio una parte, normalmente il produttore o il distributore di determinati prodotti (chiamato “affidante” o “tradens”) consegna una o più cose mobili all’altra parte (il cosiddetto “affidatario” o “accipiens”): quest’ultimo si obbliga, a sua volta, a pagarne il prezzo, salva la facoltà di restituire le cose ricevute entro il termine pattuito. La restituzione di solito avviene se, allo scadere del termine concordato, tali beni non vengono venduti. 

Quando c’è contratto estimatorio?

Tale contratto viene utilizzato prevalentemente nel commercio al dettaglio di beni prodotti in serie e di rapido consumo, destinati a un pubblico di massa: si pensi ai giornali, ai libri e agli articoli di moda.

Ad esempio, il giornalaio ordina un certo quantitativo di rotocalchi che mette in esposizione per la vendita. Se la vendita viene effettuata, il giornalaio, dopo aver incassato il prezzo dal cliente, corrisponde al grossista il compenso a questi dovuto, lucrando sulla differenza. Se invece la vendita non avviene, le riviste vengono restituite al grossista senza alcun costo per il giornalaio.

Quali vantaggi ha il contratto estimatorio?

I vantaggi del contratto estimatorio sono costituiti, per il dettagliante, dal fatto di non avere il rischio di giacenze di magazzino dovendo pagare solo i prodotti venduti e potendo restituire l’invenduto al fornitore, e per quest’ultimo dalla possibilità di distribuire capillarmente i propri prodotti, contando su una vasta rete di dettaglianti-distributori.

L’utilizzo del contratto estimatorio mira a soddisfare un duplice ordine di esigenze di cui sono portatori i commercianti e, in particolare, i rivenditori al dettaglio: da una parte, rifornirsi di merci, anche in cospicue quantità, senza doverle pagare immediatamente al grossista o al produttore impegnando ingenti risorse economiche; dall’altra, sottrarsi -mediante l’eventuale restituzione delle merci medesime- al pesante rischio economico dell’invenduto.

Oggetto del contratto estimatorio

Oggetto del contratto estimatorio possono essere esclusivamente beni mobili, compresi quelli iscritti in pubblici registri, anche se in tale ipotesi le formalità di registrazione ostacolano l’adozione dello schema negoziale in esame. 

Come si conclude il contratto estimatorio?

Il contratto estimatorio non richiede la forma scritta; tale forma è, comunque, sempre consigliabile, possibilmente con data certa, per poter provarne l’esistenza. È tuttavia necessaria la consegna materiale del bene.

Come funziona il contratto estimatorio?

Il venditore, ricevuti i beni, li può vendere a terzi. Se la vendita avviene la proprietà passa automaticamente dall’affidante al terzo acquirente e l’affidatario ha l’obbligo di pagare il prezzo al grossista o al produttore (ossia l’affidante). 

Il pagamento diventa esigibile nel momento in cui l’affidatario trasferisce il bene a terzi, oppure quando la restituzione diviene impossibile o, infine, con la scadenza del termine stabilito per la restituzione del bene.

Il pagamento deve essere effettuato presso il domicilio dell’affidante al tempo della scadenza. Ciò non vale però, se gli usi commerciali in un determinato settore prevedono espressamente un luogo differente.

Che succede se il prodotto non si vende?

Se l’affidatario non vende prodotti a terzi, ha la facoltà di restituire l’invenduto all’affidante (sempre che ciò sia materialmente possibile), evitando così di dover trattenere l’eccedenza e pagarne il prezzo.

Se l’affidatario non ha venduto beni a terzi, può esercitare la facoltà di restituzione entro e non oltre il termine stabilito dal contratto.

Se il termine scade senza che l’affidatario abbia restituito i beni, allora è tenuto a pagarne il prezzo e ne diventa proprietario. Se le parti hanno omesso di indicare un termine, questo deve essere valutato secondo gli usi che intercorrono tra le parti o nell’ambito commerciale in cui il contratto è maturato. In mancanza della possibilità di determinare il termine in base al contratto o agli usi, esso è determinato dal giudice.

Come guadagna l’affidatario in un contratto estimatorio?

L’affidatario ricava la propria remunerazione dalla differenza tra il prezzo pagato all’affidante e quello ricevuto dal cliente. 

Differenza tra contratto estimatorio e contratto di agenzia

Il contratto estimatorio presenta indubbi elementi di affinità con altre figure negoziali che, dotate dal legislatore di una più ampia disciplina legislativa, possono concorrere ad integrare in via analogica le lacune inevitabilmente presenti nella scarna normativa codicistica apprestata dal legislatore per il negozio in esame.

In giurisprudenza, è consolidato il principio secondo il quale il contratto estimatorio si differenzia dal contratto di agenzia in quanto, mentre quest’ultimo ha per oggetto la prestazione di un’attività professionale diretta a promuovere in una data zona contratti nell’interesse del committente, e non per proprio conto, elemento caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà concessa all’affidatario di alienare nel proprio interesse le cose ricevute e di restituire le quantità rimaste invendute, senza che osti alla sua configurazione la mancata esplicita prefissione di un termine per l’esercizio dell’indicata facoltà di restituzione.

Contratto estimatorio: sentenze e giurisprudenza 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Funzione – Stipulazione con gli edicolanti da parte dei distributori nazionali e locali dell’editore – Configurabilità – Condizioni – Limiti – Conseguenze

Il contratto estimatorio (la cui funzione va ravvisata nella promozione della vendita della merce da parte dell'”accipiens”) può essere stipulato con gli edicolanti (i quali solamente pongono in vendita le pubblicazioni dell’editore) esclusivamente dai distributori locali, e non anche dal distributore nazionale, che non può avvalersi, quale mandatario dell’editore, dell’opera dei detti distributori locali se non con essi instaurando un rapporto di submandato, nel qual caso viene conseguentemente a rispondere (anche) dei fatti d’inadempimento di costoro, quali suoi ausiliari.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 17.07.2003, n. 11196

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Restituzione della cosa o pagamento del prezzo – Facoltà dell'”accipiens” – Previsione contrattuale – Necessità – Restituzione della cosa offerta di fatto dopo la conclusione del contratto – Irrilevanza

Nel contratto estimatorio, l’alternativa fra la restituzione della cosa ed il pagamento del prezzo costituisce una facoltà dell'”accipiens” che, configurando un elemento costitutivo del contratto, deve essere contemplata nelle previsioni contrattuali, essendo priva di rilevanza la circostanza che, dopo la conclusione del contratto, sia stata offerta la restituzione in via di mero fatto.

Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza 15.04.1991, n. 4000

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Facoltà dell’accipiente di restituire la merce – Fissazione di un termine per l’esercizio di tale facoltà – Elemento essenziale del contratto – Configurabilità – Esclusione

Elemento essenziale e caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà dell’accipiente di restituire la merce in via alternativa all’obbligo di pagamento del prezzo e non anche la fissazione di un termine per l’esercizio di tale facoltà, in quanto quest’ultimo può essere determinato, a norma dell’art. 1183 c.c..

Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza 21.04.1979, n. 2235 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Requisito essenziale – Termine per l’esercizio della facoltà di restituzione della merce in alternativa all’obbligo del pagamento del prezzo – Necessità – Esclusione

Elemento essenziale e caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà dell’accipiente di restituire la merce in via alternativa all’obbligo del pagamento del prezzo, e non anche la fissazione di un termine per l’esercizio di tale facoltà.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 25.08.1978, n. 3985 

Elemento essenziale e caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà dell’accipiente di restituire la merce in via alternativa all’obbligo del pagamento del prezzo, e non anche la fissazione di un termine per l’esercizio di tale facoltà.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 16.01.1969, n. 89

Elemento essenziale e caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà dell’accipiente di restituire la merce in via alternativa all’obbligo del pagamento del prezzo, e non anche la fissazione di un termine per l’esercizio di tale facoltà.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 28.06.1963, n. 1780

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Elementi costitutivi – Facoltà in via alternativa al pagamento del prezzo di restituzione della merce consegnata – Requisito essenziale – Sussistenza

Quando non sia esplicitamente prevista la facoltà, in via alternativa rispetto all’obbligo di pagare il prezzo, di restituire la merce entro certo termine, non è possibile ipotizzare un contratto estimatorio.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 28.06.1963, n. 1780 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Obbligazione dell’accipiens – Pagamento del prezzo dei beni mobili ricevuti – Tempo dell’adempimento – Art. 1183 c.c. – Applicabilità

Nel contratto estimatorio anche se non è necessario che sia prefissato un termine entro cui l’accipiens ha facoltà di restituire la merce al tradens, anziché pagarne il prezzo, è tuttavia necessario che all’accipiens stesso venga assicurato un ragionevole spazio di tempo entro il quale egli possa disporre delle cose ricevute. La prestazione dell’accipiens va, quindi, classificata tra quelle per la cui esecuzione è necessario un termine secondo la previsione della seconda ipotesi del primo comma dell’art. 1183 c.c..

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 04.01.1974, n. 9 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Obbligazione dell’accipiens – Pagamento del prezzo delle cose consegnate prima della rivendita a terzi – Ammissibilità – Effetti – Trasferimento della proprietà dal tradens all’accipiens

Nel contratto estimatorio, in pendenza del termine stabilito per un eventuale restituzione delle cose consegnate, ben può l’affidatario pagarne il prezzo senza che ancora egli le abbia rivendute a terzi, con l’effetto che, quando ciò si verifica, la proprietà delle cose passa dall’affidante ad esso affidatario.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 28.06.1963, n. 1780 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Obbligazione dell’accipiens – Pagamento del prezzo dei beni mobili ricevuti – Tempo dell’adempimento – Art. 1183 c.c. – Applicabilità – Fondamento

Anche nel contratto estimatorio, se le parti non hanno individuato alcun termine, nè questo sia stabilito dagli usi, ben può supplire la forza integrativa della legge, la quale, mentre in linea di massima non richiede che il tempo dell’adempimento sia fissato nel contratto, mediante l’art. 1183 c.c. appresta il modo di determinare il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 04.04.1962, n. 687 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Obbligazione dell’accipiens – Pagamento del prezzo dei beni mobili ricevuti – Luogo dell’adempimento – Art. 1182 c.c. – Operatività – Limiti – Fattispecie relativa a fornitura di medicinali ad una farmacia

La regola secondo cui nel contratto estimatorio l’obbligo dell’accipiens di pagare il prezzo dei beni mobili ricevuti deve essere adempiuto al domicilio del creditore al tempo della scadenza, in quanto avente ad oggetto una somma di danaro predeterminata nell’ammontare, opera semprechè dagli usi non risulti un luogo di adempimento diverso, a norma dell’art. 1182, primo comma, c.c. (nella specie, il contratto aveva ad oggetto una fornitura di medicinali, ed il farmacista convenuto per il pagamento del prezzo aveva esibito in giudizio un attestato dell’ordine dei farmacisti dal quale risultava che, secondo gli usi, il pagamento dei medicinali doveva avvenire presso la farmacia).

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 25.08.1978, n. 3985

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Obbligazione dell’accipiens – Pagamento del prezzo dei beni mobili ricevuti – Luogo dell’adempimento – Art. 1182 c.c. – Applicabilità – Effetti – Competenza per territorio – Determinazione – Criterio

Nel contratto estimatorio, l’obbligo dell’accipiens di pagare al tradens il prezzo dei beni mobili ricevuti, per il caso in cui li abbia venduti a terzi, ovvero non possa o non voglia restituirli nel termine pattuito, deve essere adempiuto, in quanto avente ad oggetto una somma di denaro contrattualmente predeterminata nell’ammontare, al domicilio del creditore al tempo della scadenza (art. 1182, terzo comma, c.c.), presso il quale, pertanto, viene a radicarsi il “forum destinatae solutionis”, al fine della determinazione della competenza per territorio.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 12.01.1976, n. 74

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Obbligazione dell’accipiens – Pagamento del prezzo dei beni mobili ricevuti – Luogo dell’adempimento – Art. 1182 c.c. – Applicabilità – Effetti – Competenza per territorio – Determinazione – Criterio

L’obbligazione di pagare il prezzo di merci ricevute, sia che venga riferita ad un contratto di compravendita sia che venga riferita ad un contratto estimatorio, deve essere adempiuta, ai sensi dell’art. 1182 c.c., nel domicilio del creditore, il cui foro, pertanto, è competente a norma dell’art. 20 c.p.c..

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 06.10.1969, n. 3179

Reati contro il patrimonio – Appropriazione indebita – Contratto estimatorio – Appropriazione della cosa o del prezzo – Reato – Sussistenza

Colui che riceve una cosa per effetto di un contratto estimatorio e la trattiene dopo il termine stabilito senza pagare il prezzo commette appropriazione indebita.

Corte di Cassazione, Sezione 2 Penale, Sentenza 27.11.1981, n. 4095

Reati contro il patrimonio – Appropriazione indebita – Contratto estimatorio – Appropriazione della cosa – Reato aggravato dall’abuso di relazioni di prestazione d’opera – Sussistenza

Chi dopo aver ricevuto una cosa per effetto di un contratto estimatorio, invece di restituirla o pagarne il prezzo nel termine stabilito, la vende sotto costo o la impegna rilasciando all’altro contraente titoli di credito falsi commette appropriazione indebita aggravata dall’abuso di relazioni di prestazione d’opera.

Corte di Cassazione, Sezione 2 Penale, Sentenza 12.10.1981, n. 1259

Reati contro il patrimonio – Appropriazione indebita – Contratto estimatorio – Appropriazione indebita – Circostanze aggravanti – Fattispecie

Il contratto estimatorio importa, da parte dell’accipiens della merce, il dovere di custodirla e di attivarsi per venderla e di corrispondere, a vendita effettuata, il prezzo ricavatone ovvero di restituirla al tradens, in caso di mancata vendita. Poiché dal punto di vista penalistico, la assunzione degli obblighi da parte dell’accipiens importa l’espletamento di una commissione, di una prestazione d’opera (in senso lato), commette il delitto di appropriazione indebita aggravata ex art. 646 c.p. e 61, n. 11., c.p. l’accipiens che converta in proprio profitto il prezzo di vendita della merce e, di conseguenza, la competenza spetta non al pretore ma al tribunale e si procede d’ufficio.

Corte di Cassazione, Sezione 2 Penale, Sentenza 25.01.1974, n. 6775 

Reati contro il patrimonio – Appropriazione indebita – Contratto estimatorio – Appropriazione della cosa o del prezzo – Configurabilità del reato – Fondamento

Nel contratto estimatorio la proprietà della cosa resta al tradens fino a che non ne sia stato corrisposto il prezzo, tanto che, a norma dell’art. 1558 c.c., le cose non possono essere, sino a quel momento, sottoposte a sequestro o a pignoramento da parte dei creditori dell’accipiens onde quest’ultimo non può considerarsi proprietario nemmeno del prezzo stimato, quando in seguito alla vendita egli lo abbia riscosso, essendo tale prezzo il corrispettivo di cosa che a lui non apparteneva, pur potendone disporre. Pertanto, commette il reato di appropriazione indebita e non una semplice inadempienza contrattuale il ricevente infedele che converta in proprio profitto il prezzo ricavato dalla vendita della merce oggetto del contratto estimatorio. 

Corte di Cassazione, Sezione 2 Penale, Sentenza 09.04.1968, n. 916

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Contratto di agenzia – Distinzione – Mancanza di un termine per l’esercizio della facoltà di restituzione delle quantità rimaste invendute – Irrilevanza

Il contratto estimatorio si differenzia dal contratto di agenzia perché, mentre quest’ultimo ha per oggetto la prestazione di un’attività professionale diretta a promuovere in una data zona contratti nell’interesse del committente, e non per proprio conto, elemento caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà concessa all’affidatario d’alienare nel proprio interesse le cose ricevute e di restituire le quantità rimaste invendute, senza che osti alla sua configurazione la mancata esplicita prefissione di un termine per l’esercizio dell’indicata facoltà di restituzione.

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, Sentenza 29.10.1991, n. 11504 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Contratto di agenzia – Distinzione – Mancanza di un termine per l’esercizio della facoltà di restituzione delle quantità rimaste invendute – Irrilevanza

Il contratto estimatorio si differenzia dal contratto di agenzia perché, mentre quest’ultimo ha per oggetto la prestazione di un’attività professionale diretta a promuovere in una data zona contratti nell’interesse del committente, e non per proprio conto, elemento caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà concessa all’affidatario d’alienare nel proprio interesse le cose ricevute e di restituire le quantità rimaste invendute, senza che osti alla sua configurazione la mancata esplicita prefissione di un termine per l’esercizio dell’indicata facoltà di restituzione.

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 06.04.1982, n. 2137 

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Contratto di agenzia – Distinzione – Elemento caratterizzante del contratto estimatorio – Facoltà concessa all’affidatario d’alienare nel proprio interesse le cose ricevute e di restituire le quantità rimaste invendute – Mancanza di un termine per l’esercizio della facoltà di restituzione delle quantità rimaste invendute – Rilevanza – Esclusione

Il contratto estimatorio si differenzia dal contratto di agenzia in quanto, mentre quest’ultimo ha per oggetto la prestazione di un’attività professionale diretta a promuovere in una data zona contratti nell’interesse del committente, e non per proprio conto, elemento caratterizzante del contratto estimatorio è la facoltà concessa all’affidatario di alienare nel proprio interesse le cose ricevute e di restituire le quantità rimaste invendute, senza che osti alla sua configurazione la mancata esplicita prefissione di un termine per l’esercizio dell’indicata facoltà di restituzione.

Tribunale Bologna Sezione 2 Civile Sentenza del 18 agosto 2008, n. 1945

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Contratto di agenzia – Acquisto da parte di un soggetto di merce al fine di rivenderla ai commercianti ad un prezzo maggiore – Contratto atipico – Configurabilità

Si distingue dal contratto di agenzia e da quello estimatorio, rappresentando una figura contrattuale atipica, il contratto in base al quale un soggetto acquista della merce al fine di rivenderla ai commercianti ad un prezzo maggiore, speculando così sulla differenza sussistente tra prezzo di acquisto e rivendita.

Tribunale Roma Civile Sentenza del 8 maggio 2007

Contratti singoli – Contratti tipici – Contratto estimatorio – Contratto di mandato – Distinzione – Criteri – Individuazione

Ai fini della distinzione del contratto estimatorio dal mandato, è da considerare elemento caratteristico del primo, ai sensi dell’art. 1556 c.c., l’attribuzione alla parte, che ha ricevuto una o più cose mobili dall’altra, della facoltà di restituirle (ove non ne paghi il prezzo alla scadenza del termine fissato), che va distinta dall’obbligo del mandatario di rimettere al mandante tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato, mentre non ha rilievo, al fine di escludere la sussistenza del contratto estimatorio, che a carico del ricevente sia stato posto l’obbligo del rendiconto, trattandosi di un obbligo non tipico del mandato ed invece compatibile con il contratto estimatorio, come è dato desumere dall’art. 1556 c.c. citato, che comporta la necessità di un conteggio delle cose consegnate e di quelle oggetto di restituzione.

Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza 26.04.1990, n. 3485 

Contratto estimatorio – Mandato a vendere – Distinzione – Criterio – Individuazione

Il contratto estimatorio si differenzia dal mandato a vendere in quanto nel primo l’accipiens, senza vendere per conto del tradens, si obbliga a vendere la merce ai prezzi determinati da costui ed a corrispondergli detti prezzi ovvero a restituirgli la merce. (Sommario)

Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza 09.01.1974, n. 9



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