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Immunità parlamentare e autorizzazione a procedere

20 Aprile 2022
Immunità parlamentare e autorizzazione a procedere

Spiegazione dell’articolo 68 della Costituzione: l’intoccabilità dei parlamentari e l’inviolabilità. Quali prerogative hanno deputati e senatori?

Il secondo comma dell’articolo 68 della Costituzione prevede quella che comunemente viene chiamata immunità parlamentare. Il terzo comma prevede invece l’autorizzazione a procedere per quanto riguarda intercettazioni di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza [1].  

Tali previsioni nascono dall’esigenza di offrire a deputati e senatori una garanzia affinché possano svolgere il proprio mandato in piena indipendenza e senza subire attacchi strumentali da parte della magistratura. In questo breve articolo cercheremo di spiegare in cosa consiste l’immunità parlamentare e cos’è l’autorizzazione a procedere, partendo dalla prima delle due previsioni.

Cos’è e in cosa consiste l’immunità parlamentare

Prima del 1993, prima di sottoporre a indagini un parlamentare, bisognava chiedere l’autorizzazione all’aula di appartenenza. Tale previsione è stata poi cancellata in quanto era diventata un vero e proprio privilegio, dal momento che il numero delle autorizzazioni negate rispetto a quelle concesse era di gran lunga superiore. La forte indignazione popolare per l’uso strumentale fatto dell’immunità aprì le porte alla modifica dell’articolo 68 della Costituzione sicché tale previsione è stata cancellata. 

Oggi, il secondo comma di tale norma stabilisce che «Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza».

Pertanto, oggi, per sottoporre a indagini penali un parlamentare (ossia un deputato o un senatore) non è più necessario chiedere l’autorizzazione della Camera di appartenenza.

L’immunità parlamentare è un privilegio?

L’immunità parlamentare è stata spesso avvertita dal popolo come un privilegio in favore di deputati e senatori che consentirebbe loro di sottrarsi al controllo di legalità da parte della magistratura. È vero: è spesso accaduto, soprattutto in passato, che il Parlamento abbia utilizzato la prerogativa dell’immunità parlamentare a prevalente difesa della categoria, così  generando la convinzione diffusa che l’immunità costituisca un privilegio della classe politica.

Ma scopo dell’immunità è invece, l’esigenza di preservare l’indipendenza e l’autonomia dell’organo della legislazione rispetto ad altri poteri, anche di natura occulta. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di neutralizzare o condizionare le decisioni del Parlamento, con false accuse di reati e conseguenti arresti nei confronti di uno o più componenti delle Camere, in occasione di importanti decisioni o votazioni. Appare evidente che risulterebbero gravemente falsati i risultati dei lavori parlamentari.

L’immunità parlamentare vale solo per i reati?

La versione originaria dell’articolo 68 prevedeva una formulazione linguistica che sembrava garantire l’immunità solo in relazione ad un giudizio penale, mentre l’attuale formulazione – «non possono essere chiamati a rispondere» – include anche i casi di giudizio civile, instaurati per la richiesta di risarcimento dei danni.

Si può inquisire o processare un parlamentare?

In base all’attuale versione dell’articolo (modificato con la legge di riforma costituzionale n. 3 del 28 ottobre 1993), il magistrato può iniziare le indagini e svolgere anche l’intero processo a carico di un parlamentare senza alcuna autorizzazione delle Camere. 

L’autorizzazione a procedere

La Giunta per le autorizzazioni a procedere è ora chiamata a decidere solo nel caso in cui si intendano adottare provvedimenti restrittivi della libertà personale o domiciliare quali, ad esempio, l’arresto, le intercettazioni, il sequestro della corrispondenza (telefono, fax, mail e ogni altro mezzo di comunicazione delle reti e radio). È quanto prevede il terzo comma dell’articolo 68 della Costituzione. In sostanza, l’immunità parlamentare si è notevolmente ridotta.

Un parlamentare può essere arrestato?

Il parlamentare può essere arrestato senza alcuna autorizzazione delle Camere solo se sia stato condannato a pena detentiva con una sentenza irrevocabile (vale a dire una sentenza non più appellabile dinanzi a nessun organo della giurisdizione nazionale).

Differenza tra immunità parlamentare e autorizzazione a procedere

Pertanto, oggi possiamo distinguere due diverse ipotesi: 

  1. non va chiesta l’autorizzazione della Camera cui il parlamentare appartiene per:
    • sottoporlo a indagini;
    • procedere al suo arresto quando vi è una sentenza irrevocabile di condanna o nel caso in cui sia colto nell’atto di commettere un reato per cui è previsto l’arresto in flagranza;
  2. va chiesta l’autorizzazione della Camera cui il parlamentare appartiene per:
    • sottoporlo a perquisizione personale o domiciliare;
    • arrestarlo o comunque privarlo della libertà personale, ad eccezione dei due casi sopra citati (sentenza irrevocabile ed arresto in flagranza);
    • procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro della corrispondenza.


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1 Commento

  1. Con la scusa di preservare l’autonomia dei Parlamentari, nonostante i Referendum, sono stati introdotti cavilli e controcavilli al solo scopo di limitare le azioni della Magistratura.

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