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Roma diventa Regione: quando e cosa cambia?

21 Aprile 2022 | Autore:
Roma diventa Regione: quando e cosa cambia?

Ulteriore passo avanti in Parlamento verso la creazione di quello che sarebbe il ventunesimo ente territoriale regionale italiano. Ecco l’iter previsto.

L’articolo 132 della Costituzione prevede la possibilità di creare delle nuove Regioni, oltre alle 20 già esistenti in Italia. C’è un iter ben preciso da seguire, che culmina con l’approvazione di una legge costituzionale. Recentemente, ed in questo contesto, la Camera ha fatto un ulteriore passo avanti per lo staccamento di Roma dal Lazio, che vedrebbe la Capitale una realtà territoriale a sé stante. In altre parole, Roma diventa Regione. Ma quando e cosa cambia?

La prima domanda, quella che riguarda il momento in cui verrà raggiunto questo traguardo, è la più incerta: come vedremo tra poco, la procedura non è semplice e, pertanto, non dovrebbe concludersi a brevissimo termine. Sulla metamorfosi che Roma subirà nel momento in cui non sarà più soltanto una Città metropolitana e una Provincia ma anche una Regione «monoprovinciale» si hanno già delle certezze. Vediamole.

Cosa dice la Costituzione sulle Regioni italiane?

Partiamo dall’Olimpo delle norme, cioè dalla Costituzione. L’articolo 131 stabilisce quali e quanti sono i confini che separano i vari territori all’interno del Paese sulla base di criteri storico-geografici ed attribuisce un nome a ciascuno di loro, facendo l’elenco delle 20 Regioni che attualmente compongono l’Italia, vale a dire:

  • Piemonte;
  • Valle d’Aosta;
  • Lombardia;
  • Trentino-Alto Adige;
  • Veneto;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Liguria;
  • Emilia-Romagna;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Marche;
  • Lazio;
  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Come si crea una nuova Regione?

Sempre la Costituzione, nell’articolo 132, contempla la possibilità di modificare il mosaico territoriale sopra citato e di creare delle nuove Regioni oppure fondere alcune di quelle esistenti.

Recita la Carta costituzionale: «Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse».

La norma, dunque, permette la possibilità di effettuare sia la fusione sia la creazione di Regioni. In quest’ultimo caso, ovviamente, il passaggio deve avvenire «per staccamento» di una o varie Province dalla Regione a cui appartengono, com’è il caso di Roma Capitale dal Lazio.

La Costituzione chiede, innanzitutto, che la nuova Regione sia creata con una legge costituzionale. Perché? Perché verrebbe modificato quanto disposto dall’articolo 131 che abbiamo visto poco fa e che fissa in 20 il numero delle Regioni italiane, con tanto di nomi.

La legge costituzionale, però, non è di esclusiva competenza del Parlamento, detentore della funzione legislativa: nella procedura, infatti, sono coinvolte sia le amministrazioni locali sia i cittadini in prima persona. Nel caso di Roma Capitale:

  • il Consiglio comunale da cui arriva la richiesta;
  • il Consiglio regionale del Lazio, che deve esprimere il suo parere;
  • la popolazione che abita nel territorio oggetto della modifica amministrativa, chiamata a confermare tramite referendum la creazione della nuova Regione.

Nessun problema per quanto riguarda il requisito della popolazione minima (un milione di abitanti) richiesta dalla Costituzione, dato che Roma già conta su quasi 2 milioni e 800mila residenti.

Roma Capitale: cosa cambia se diventa Regione?

Dopo l’approvazione all’unanimità della commissione Affari costituzionali della Camera al testo di riforma che prevede la trasformazione di Roma Capitale in Regione, cambieranno alcuni dei poteri attualmente in mano al Campidoglio.

Roma acquisirà il potere legislativo tipico degli enti territoriali e previsto dai commi terzo e quarto dell’articolo 117 della Costituzione, cioè quelli relativi alle materie di competenza residuale e concorrente delle Regioni. Si parla, ad esempio, di:

  • tutela e sicurezza del lavoro;
  • professione;
  • istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e ad esclusione dell’istruzione e della formazione professionale;
  • protezione civile;
  • grandi reti di trasporto;
  • alimentazione.

Restano, però, fuori dall’elenco le questioni inerenti alla tutela della salute e alle altre materie che verranno stabilite d’intesa con la Regione Lazio e lo Stato con la legge costituzionale, approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti.

Roma Capitale potrà delegare per legge proprie funzioni amministrative ai municipi.

Roma Capitale: quando diventerà Regione?

Qui siamo alla questione più incerta: quando diventerà Regione Roma Capitale? Prima di arrivare a tagliare il cordone ombelicale che la lega al Lazio, la legge deve approdare in Aula alla Camera, dopodiché inizierà al Senato la seconda lettura prevista dall’iter aggravato: il via libera definitivo, infatti, arriva solo dopo una doppia approvazione di entrambe le Camere.

Ottenuto il «sì» definitivo, occorrerà attendere due anni prima del trasferimento dei poteri legislativi regionali a Roma Capitale.



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1 Commento

  1. Caro Carlos Arija Garcia diversamente da quanto ha scritto Roma capitale non è ne una città metropolitana, ne una provincia. E’ un comune, il più grande d’Italia e con più abitanti di metà delle regioni italiane. Comunque il problema è un’altro. Roma come tutte le aree metropolitane è costituita da una city, Roma stessa, e da un certo numero di comuni che gravitano direttamente su di lei per lavoro, studio e divertimenti. Staccare il comune di Roma dal resto del Lazio senza pensare anche a questi comuni mi pare una idea bislacca che solo i legislatori italiani potevano avere. Sperano che i nostri parlamentari correggano il tiro.

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