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Controllore autobus sbaglia indirizzo sulla multa: che succede?

21 Aprile 2022
Controllore autobus sbaglia indirizzo sulla multa: che succede?

Cosa succede a chi fornisce dati falsi al controllore per non ricevere la notifica della contravvenzione? Quali conseguenze se non si paga la multa?

Non poche persone, nel momento in cui vengono colte dal controllore dell’autobus senza biglietto, dopo aver fornito le proprie generalità, indicano un numero civico diverso da quello effettivo, confidando nel fatto che, così facendo, la multa non potrà mai arrivare a casa. Magari, per non essere accusati di aver fornito un dato falso, quando il numero è composto di due cifre, ne riferiscono uno corretto e l’altro sbagliato, col proposito di far ricadere sul pubblico ufficiale la “colpa” dell’errore materiale. Ma è davvero così semplice sfuggire al pagamento di una contravvenzione? Se il controllore dell’autobus sbaglia indirizzo sulla multa, che succede? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Notifica multa autobus: arriva a casa?

La multa per essere stati trovati sull’autobus senza biglietto deve essere notificata necessariamente a casa. Non basta quindi la consegna a mani fatta dal controllore. 

Entro quanto tempo arriva la multa autobus a casa?

Come tutte le sanzioni amministrative, il termine di prescrizione è di cinque anni. Sicché, entro tale termine, il verbale deve essere notificato a casa del trasgressore. Oltre tale lasso di tempo, la multa è illegittima ma, per non pagarla, bisogna fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni.

Multa a minorenne: a chi arriva?

Se il verbale viene elevato nei confronti di un minorenne, il controllore deve indicare, sul verbale stesso, il nome e cognome dei genitori di questi; diversamente, la multa è illegittima. Sono infatti il padre e la madre tenuti, in solido, a pagare la sanzione.

Controllore sbaglia indirizzo: la multa va pagata?

Nel momento in cui il controllore chiede le generalità del trasgressore, questi è tenuto a dire la verità, avendo dinanzi un pubblico ufficiale. Diversamente, commette reato di falso e può essere denunciato. Tuttavia, non rientra nei poteri del controllore richiedere la carta d’identità. E siccome il viaggiatore non è tenuto ad avere con sé la patente, il passaporto o altro documento d’identità, dovrà recepire le informazioni da questi date. Che succede allora se viene fornito un indirizzo sbagliato perché magari il trasgressore non lo pronuncia correttamente, allo scopo di far cadere in errore il controllore o se è proprio questi a comprendere male e a compilare in modo errato il verbale?

In tali ipotesi, la notifica della multa – che, come anticipato, è obbligatoria e deve pervenire all’indirizzo di residenza del trasgressore – non andrà a buon fine. Dunque, tornerà al mittente con la dicitura “destinatario inesistente all’indirizzo”. Non dimentichiamo però che il controllore può sempre reperire l’indirizzo di residenza del trasgressore accedendo ai registri dell’Anagrafe comunale. Lì, tramite il nome e cognome del soggetto e la data di nascita, potrà recuperare la sua residenza effettiva ed effettuare una seconda notifica (ne ha tutto il tempo). In questo caso, la seconda notifica sanerà quella precedente non andata a buon fine. 

A ciò si aggiunge anche il rischio che il controllore decida di denunciare il trasgressore per aver fornito un dato falso.

Che succede se la multa non arriva a casa?

Se la multa non arriva a casa, non si è chiaramente tenuti a pagare. Dopo il quinto anno, come detto, cade in prescrizione e nulla è più dovuto.

Che succede se non ritiro la multa alle poste?

Chi riceve la multa ma non la ritira dal postino o, in caso di avviso di giacenza, non ne cura il ritiro all’ufficio postale, non cambia la sua sorte: la notifica si considera comunque effettuata correttamente e, dunque, il verbale produrrà ugualmente i propri effetti. 

Che succede se non pago la multa autobus?

Chi non paga la multa autobus riceve una cartella esattoriale dall’Agente per la riscossione dei tributi locali e delle sanzioni amministrative con cui il Comune ha siglato una convenzione. Se non pagherà neanche questa entro 60 giorni, riceverà il pignoramento dei beni (come ad esempio il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione) oppure un fermo amministrativo dell’auto.

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