Diritto e Fisco | Editoriale

Tasi: trabocchetti e anomalie

22 Settembre 2014
Tasi: trabocchetti e anomalie

Esenzioni e importi: quante eccezioni per l’imposta sulla casa!

L’introduzione della Tasi sta creando molte difficoltà ai professionisti, già alle prese con numerosi adempimenti. Si tratta di un effetto inevitabile, per un tributo sugli immobili ufficialmente nato per distinguersi dal precedente. Ecco alcuni esempi in cui il nuovo prelievo fa eccezione, o rappresenta un’anomalia, rispetto alla precendente imposta sull’abitazione principale.

 

Possesso o detenzione

Innanzitutto la disciplina della Tasi non precisa come conteggiare il periodo di possesso o di detenzione. Per l’Imu vige la regola inderogabile secondo cui l’imposta si computa per mesi, considerando pari a un mese un periodo di almeno 15 giorni. Nella Tasi, mancando qualsiasi precisazione, potrebbe concludersi che il periodo di possesso si determina in giorni. Così, per esempio, un immobile acquistato il 28 novembre è soggetto a imposta anche per i tre giorni di quel mese. Le Finanze hanno suggerito la tesi che, in assenza di diverse previsioni regolamentari, si applicano gli stessi criteri dell’Imu.

 

Proprietà multipla

Per la Tasi non esiste alcuna disposizione che preveda il pagamento per quote di possesso, diversamente dall’Imu. Vale, invece, la regola della solidarietà passiva tra proprietari: nella Tasi, ad esempio, è possibile il pagamento cumulativo da parte di uno dei proprietari per conto degli altri, mentre nell’Imu questa facoltà è ammessa solo se vi è una specifica clausola regolamentare. Inoltre, nell’ambito della nuova imposta, in caso di mancato versamento la differenza dovuta può essere richiesta dal Comune per intero a tutti o ad alcuni dei proprietari (a prescindere dal soggetto al quale è ascrivibile l’inadempimento).

 

Importi minimi

Il versamento dell’Imu non è dovuto se la quota di ciascun proprietario non supera il minimo di legge (12 euro) o l’importo deciso nel regolamento comunale. Per la Tasi, appunto, è prevista la solidarietà nell’assolvimento «dell’unica obbligazione tributaria» tra i soggetti passivi. In questo caso si potrebbe sostenere che l’importo minimo debba essere confrontato con il totale della Tasi dovuta da un lato dai possessori e dall’altro dai detentori, e non con le singole quote.

 

Soggettività passiva

I concessionari dei beni demaniali e il coniuge assegnatario della casa coniugale – in forza di provvedimento di separazione o divorzio – pagano l’Imu, se si tratta di immobile di lusso, in qualità di proprietari. Per quanto riguarda la Tasi, invece, sono considerati meri detentori dell’immobile. Di conseguenza, la loro quota dovuta non può superare il 30% dell’imposta.

Esenzioni e agevolazioni

Nella Tasi non possono trovare applicazione le agevolazioni dell’Imu: l’imposta è dovuta su alloggi sociali, fabbricati merce, rurali strumentali e abitazioni assegnate in sede di separazione e divorzio, che sono invece esenti dall’Imu.

 

La figura del detentore

Paga la Tasi, seppure in misura compresa tra il 10% e il 30%, anche chi utilizza l’immobile, a qualsiasi titolo. Si tratta, per lo più, di situazioni che sfuggono agli operatori. Si pensi, ad esempio, al convivente in una coppia di fatto o alla badante che vive con il soggetto assistito. In questi casi, in linea teorica, il pagamento dell’intero importo dovuto a nome del proprietario non libera il detentore, poiché quest’ultimo è titolare di una obbligazione autonoma. Le regole di pagamento sono le stesse: questo comporta la necessità che i due soggetti si coordinino, a partire dalla esigenza dell’occupante di conoscere la rendita catastale dell’immobile.


note

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. ciò che non riesco a capire xkè è stata attribuita all’inquilino,che paga già l’affitto,una tassa x una proprietà che non gli appartiene,solo xkè detiene l’immobile,motivo x il quale paga una cifra non indifferente! Che bella idea per ridurre ulteriormente una pensione da fame!!!!Il governo dovrebbe mortificarsi a fare certe leggi!!!IO ho sempre pagato tutto nella mia vita da misera,ma questa proprio non intendo pagarla!!!Mi sembra ingiusto e ingiustificabile!

  2. condivido la sua posizione e la sua indignazione.
    resta però il problema che in Italia ci sono troppe tasse, imposte a qualsiasi titolo senza preoccuparsi degli effetti negative che questa comportano.
    un giorno, qualcuno, si preoccupò di far sì che ogni italiano avesse una casa, non per tassarlo, ma perché era un suo diritto, oggi non è più così.
    ricordiamolo quando si entra nella cabina elettorale e pensiamo bene a chi si da il voto ( ormai non più libero) !

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube