Diritto e Fisco | Editoriale

La condanna di Carlo Ruta

13 ottobre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2011



Possedere e gestire un blog, aggiornarlo quotidianamente e, nello stesso tempo, non registrarlo presso la cancelleria del Tribunale integra il reato di stampa clandestina. Lo aveva affermato il Tribunale di Modica con la sentenza 8 maggio 2008 n. 194  (depositata il 6 agosto 2008) e lo ha appena confermato la Corte di Appello di Catania.

La vicenda è singolare e val la pena ripercorrerla, seppur velocemente.

Carlo Ruta, giornalista siciliano, nel lontano 2004 aveva visto chiudere il proprio blog “accadeinsicilia” perché i suoi articoli erano stati ritenuti diffamatori nei confronti del P.M. di Ragusa, dott. Agostino Fera. Ruta, all’epoca, aveva scritto un articolo sull’omicidio di Giovanni Spataro (giornalista de “L’Unità”), per mano del reo confesso Roberto Campria. L’assassino era figlio del capo gerarchico di Agostino Fera, dott. Saverio Campria che, all’epoca, presiedeva il Tribunale di Ragusa. Insomma, un rapporto tra parti molto “vicine”: da un lato due giornalisti, dall’altro due magistrati.

Ma Ruta non si è dato per vinto e, scontata la pena, ha riaperto il blog. Per la seconda volta, però, è intervenuto il P.M. Agostino Fera a chiederne l’interdizione. Questa volta è stato contestato, nei confronti di Ruta, il reato di cui agli artt. 5 e 16 della L. n. 47 dell’8.02. 1948 “per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accade in Sicilia” e diffuso, con registrazione avvenuta il 16.12.2003, sul sito internet www.accadeinsicilia.net senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica, competente per territorio”. In parole povere, Ruta è stato condannato perché il suo blog, pur presentando tutti i caratteri di una normale pubblicazione cartacea (regolare periodicità, titolo identificativo – c.d. testata –, diffusione presso il pubblico di informazioni legate all’attualità) non era stato registrato in Tribunale e non aveva quindi individuato un Direttore responsabile.

L’articolo prosegue per I-dome a questo indirizzo

 

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