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Rinuncia parziale eredità: è possibile?

22 Aprile 2022
Rinuncia parziale eredità: è possibile?

Si può rinunciare a una parte dell’eredità, ad esempio solo con riferimento ai beni immobili? Cosa rischia l’erede che abbia dichiarato di rinunciare ai beni immobili, ma poi si sia appropriato di beni mobili e denaro dell’eredità? 

Come noto, chi accetta l’eredità acquisisce sì una quota del patrimonio del defunto ma, in proporzione a tale quota, è tenuto anche a pagare i debiti da questi lasciati. Ragion per cui bisogna fare ben attenzione prima di operare tale scelta, anche perché l’accettazione non è revocabile: non si può cioè fare marcia indietro. Solo con la rinuncia all’eredità si evita questo rischio. Ma ciò comporta che non si possa pretendere nulla, neanche un quadro. Ecco che allora, in tali casi, sorge spesso una domanda: è possibile la rinuncia parziale all’eredità? In altri termini, si può rinunciare a una sola parte dell’eredità, magari solo ai beni immobili per poi mantenere qualche diritto invece sul denaro? E come può fare chi rinuncia all’eredità per ottenere comunque qualcosa in ricordo del defunto? Cerchiamo di chiarire tali aspetti.

Come si fa la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione e inserita nel registro delle successioni.

Si può revocare la rinuncia all’eredità?

Se l’accettazione dell’eredità è un atto irrevocabile, la rinuncia invece può essere sempre ritrattata: in buona sostanza, chi ha rinunciato all’eredità può cambiare idea e accettarla. Ma ciò solo a condizione che non siano decorsi ancora 10 anni dall’apertura della successione (ossia dal decesso) e che i beni del defunto non siano già stati tutti distribuiti. 

Chi non può rinunciare all’eredità?

Non può rinunciare all’eredità chi l’ha già accettata o chi ha compiuto degli atti taciti incompatibili con la volontà di rinunciare. Quest’ultimo comportamento costituisce infatti accettazione tacita dell’eredità: è il caso di chi vende dei beni del defunto o se ne appropria, magari con una voltura catastale.

È possibile rinunciare a una parte dell’eredità?

La rinuncia all’eredità non può essere parziale, né sottoposta a condizione o a termine (a pena di nullità). Chi rinuncia all’eredità è considerato come se non fosse mai stato chiamato.

Pertanto, ad esempio, non è possibile rinunciare solo ai beni immobili per poi appropriarsi di quadri o di somme di denaro, a meno che questi non vengano prima accettate dagli eredi e poi da questi ultimi donati all’erede rinunciante. In buona sostanza, si verificherebbe un doppio passaggio di proprietà: prima dal defunto all’erede che ha accettato l’eredità e poi da quest’ultimo a colui che invece l’ha rifiutata.

Dunque, non è possibile rinunciare solo a una parte dell’eredità. Lo dice espressamente la legge che, all’articolo 520 del cod. civ., stabilisce che è nulla la rinunzia all’eredità fatta «solo per parte». Allo stesso modo, è nulla anche la dichiarazione di accettazione parziale di eredità (articolo 475 cod. civ.). Quindi, il chiamato all’eredità dovrà scegliere, una volta per tutte e definitivamente, se conseguire o meno la qualità di erede, pena la nullità dell’atto.

Accettazione e rinunzia dell’eredità sono “alternative” e non possono coesistere a meno che, come anticipato sopra, chi ha rinunciato all’eredità dichiari di revocare la rinuncia e proceda all’accettazione (articolo 525 del cod. civ.).

Cosa succede a chi rinuncia all’eredità e si appropria dei beni dell’eredità?

Vediamo allora a quali conseguenze va incontro l’erede che abbia dichiarato di rinunciare ai beni immobili, ma poi si sia appropriato di beni mobili e denaro dell’eredità. Un comportamento del genere viene classificato come accettazione tacita dell’eredità. Pertanto colui che, nonostante la formale dichiarazione di rinuncia si appropria di beni e denaro facenti parte dell’eredità, si considera erede puro e semplice: non può cioè più rinunciare ad essa e subentra nei crediti e nei debiti del defunto.



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