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No decreto ingiuntivo telematico se il pdf del ricorso è scansione di un’immagine

22 Settembre 2014
No decreto ingiuntivo telematico se il pdf del ricorso è scansione di un’immagine

È necessario che, prima della conversione, il file sorgente sia un testo.

Cautela, avvocati: quando presentate un ricorso per decreto ingiuntivo utilizzando il nuovo processo telematico, nel creare il file .pdf del ricorso fate molta attenzione al formato del file sorgente: l’originale del documento, infatti, dal quale avete ricavato il .pdf (con il relativo software o funzione di conversione) non deve mai essere un’immagine (per esempio, una jpeg), ma un file testo, come quello che crea Word (della suite Office). Diversamente, il ricorso è nullo e verrà rigettato.

In pratica, quello che non dovete assolutamente fare è scrivere il ricorso al computer, stamparlo, firmarlo e poi passare il foglio di carta “tradizionale” nello scanner trasformandolo in .pdf. Infatti in tal modo, otterrete un .pdf di una immagine e non di un testo.

Tale divieto è imposto per una ragione facilmente comprensibile: il testo del documento deve essere “selezionabile”, copiabile e, in definitiva, “navigabile” col cursore, cosa che non succede, invece, se il file originale era un’immagine. In tal ultimo caso, infatti, ci sarebbe bisogno di uno scanner e di un software Ocr per il riconoscimento dei caratteri.

È quanto emerge dal decreto-ordinanza pubblicato dalla sezione civile del tribunale ordinario di Livorno [1].

È inammissibile – sostiene il giudice toscano – il ricorso per decreto ingiuntivo laddove esso risulti ottenuto tramite la scansione dell’atto cartaceo dovendosi dichiarare la nullità non soltanto per il mancato rispetto di una forma legale, come quella imposta nel caso di specie con il file “.pdf” ottenuto non mediante scansione di immagini ma mediante trasformazione di un documento testuale, ma anche e soprattutto perché il rispetto delle regole tecniche ha lo scopo di rendere l’atto navigabile ad ogni attore del processo e di consentire subito l’utilizzo degli elementi dell’atto senza la necessità di ricorrere a programmi di riconoscimento ottico dei caratteri, detti Ocr (optical character recognition).

Le regole tecniche del processo telematico parlano chiaro: il pdf deve essere ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti e non è pertanto ammessa la scansione di immagini. Insomma: il giudice deve poter fare “control c” e “control v” (ossia “copia e incolla”).

È vero: il codice di procedura civile [2] stabilisce che “non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullità non è comminata dalla legge”. Ed è anche vero che la nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato. Ma attenzione: può essere pronunciata la nullità quando l’atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo. E tale è la forma .pdf prescritta dalla legge sul nuovo processo telematico.

Non è neanche possibile la rinnovazione dell’atto nullo. Con la conseguenza che il giudice deve limitarsi a dichiarare la nullità del ricorso monitorio.


note

[1] Trib. Livorno, decr. del 28.07.2014.

[2] Art. 156 cod. proc. civ.


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3 Commenti

  1. Se i giudici continuano su questa strada il processo telematico sarà un fallimento!

  2. Ritengo il sito (in particolare il linguaggio semplificativo a metà tra professionisti e utenti) molto utile e originale.
    In merito al tipo di file ammesso di cui sopra vorrei capire meglio una cosa.
    Con un editor di testo (ad es. Word) viene redatto un classico TESTO. Al suo interno sono inserite 2 immagini fisse (tramite il classico comando Inserisci ->Immagine per capirci) o due schemi (ad esempio due organigrammi) e poi, IL TUTTO (testo e immagini intercalate), viene convertito in pdf e depositato telematicamente. Tale pdf è accettato? io propendo per il si
    Cordialità

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