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Qual è il limite di prelievo contanti?

22 Aprile 2022
Qual è il limite di prelievo contanti?

Quanti soldi si possono prelevare dal conto corrente bancario o postale senza essere segnalati? Tutti i limiti e i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Procura della Repubblica. 

Potrebbe succedere che, nel momento in cui si va a prelevare dal proprio conto una somma in contanti, l’addetto allo sportello ponga delle domande in merito all’uso che si farà di tali soldi. Sono legittime queste richieste? Ammesso che esista, qual è il limite di prelievo contanti? La risposta potrebbe condensarsi in queste parole, come spesso riportato in molti siti web: il limite al prelievo di contanti dal conto è di 10 mila euro nell’arco dello stesso mese. Ma sarebbe un’informazione, se non completamente errata, parziale ed equivoca. E difatti, a ben vedere, per legge non esiste un limite alla possibilità di prelevare soldi contanti dalla banca o dalle poste. E allora perché i dipendenti dell’istituto di credito chiedono a volte informazioni ai propri clienti? Lo spiegheremo qui di seguito.

Quanto posso prelevare in banca senza essere segnalato?

Partiamo col dire che per i prelievi in banca non avviene alcuna segnalazione al fisco, ossia all’Agenzia delle Entrate. Questo perché tutti i cittadini sono liberi di prelevare dal proprio conto quanti soldi vogliono senza che ciò possa essere un indice di evasione fiscale. Quindi, non ci sono sanzioni fiscali per chi preleva 10.000 euro o più nell’arco dello stesso mese o, addirittura, in un solo giorno. 

L’Agenzia delle Entrate controlla invece i versamenti sul conto, perché è lì che l’ufficio delle imposte si chiede “da dove proviene il denaro”: e se di esso non vi è traccia nella dichiarazione dei redditi è presumibile che sia stato ottenuto “in nero”. Ed allora, spetterà al contribuente dimostrare il contrario.

In buona sostanza, tutte le volte in cui si versano dei contanti sul conto o si riceve un bonifico si hanno due opzioni per evitare i controlli dell’ufficio delle imposte: o li si riporta nella dichiarazione dei redditi (e quindi ci si paga le tasse) oppure si acquisiscono le prove per dimostrare, dinanzi a un eventuale controllo, che tali somme non dovevano essere dichiarate perché esenti (ad esempio risarcimenti dal danno, donazioni dai genitori, ecc.) o perché già tassate alla fonte (ad esempio vincite). E la prova dovrà per forza essere un documento con data certa, quindi registrato all’Agenzia delle Entrate o autenticato da un notaio o spedito con raccomandata a.r. o pec (perché in tali casi c’è l’attestazione pubblica della data certa).

Per chi valgono i limiti ai prelievi di contanti?

Abbiamo sinora detto che nessun cittadino può essere oggetto di controllo fiscale nel momento in cui preleva somme – anche elevate – dal proprio conto corrente. A questa regola però fa eccezione una sola categoria: quella degli imprenditori (siano essi individuali o società). Per questi soggetti esiste un limite al prelievo di contanti: 1.000 euro nell’arco della stessa giornata e comunque non oltre 5.000 euro nell’arco del mese. Superata tale soglia non scattano sanzioni ma solo una richiesta di chiarimenti da parte del Fisco che vorrà sapere come sono state impiegate le risorse (per evitare che vadano a finire in investimenti in nero).

Cosa succede se prelevo più di 10.000 euro?

Se è vero che non esistono leggi che vietino ai cittadini di prelevare soldi dal conto corrente, è anche vero che la stessa legge deve comunque fare di tutto per evitare che vadano in circolazione somme di contanti elevate che potrebbero favorire il compimento di reati (una partita di droga o di armi non si acquista certo con bonifico o con assegno!). Ragion per cui, le banche devono comunque chiedere giustificazioni ai correntisti quando prelevano molti contanti.

Come dicevamo in apertura, se si prelevano più di 10.000 euro nell’arco dello stesso mese, anche se con operazioni tra loro frammentate (ad esempio 350 euro al giorno), l’addetto allo sportello ha il dovere di domandare al cliente l’uso che intende fare del denaro e poi segnalarlo alla direzione della banca. La direzione valuterà se informare di ciò la Uif, ossia l’Unità di Informazione Finanziaria. Anche questa non applicherà alcuna sanzione ma se riterrà che l’operazione è sospetta, farà a sua volta una comunicazione alla Procura della Repubblica che, infine, si metterà in moto per verificare se, dietro quel grosso prelievo di contanti, possa nascondersi un’operazione illecita, come il compimento di un grave reato.

Insomma, la segnalazione per il prelievo di contanti in banca non ha nulla a che vedere col fisco ma serve solo a evitare che, dietro tali condotte, possano celarsi reati molto gravi.

Quanto si può prelevare in contanti alla Posta?

Le regole che abbiamo appena detto sui limiti ai prelievi di contanti dal conto corrente valgono sia per quanto riguarda la banca che la Posta. Quindi, anche per il conto corrente postale non c’è alcun limite al prelievo. In teoria, il correntista potrebbe quindi svuotare il proprio conto in un solo giorno pretendendo che gli siano consegnati i relativi contanti.

Cosa succede se prelevo più di 3.000 euro?

Chi preleva più di 3.000 euro al mese non rischia nulla, proprio per le ragioni che abbiamo appena enunciato, e sempre che non superi i 10.000 euro nell’arco dello stesso mese. 

Cosa succede se prelevo più di 2.000 euro?

Il limite di 2.000 euro è stato a lungo utilizzato come soglia alla possibilità di scambiare contanti tra soggetti diversi. In particolare, fino al 31.12.2022 non è possibile consegnare denaro contante a un’altra persona se si tratta di somme da 2.000 euro a salire. In tal caso, scatta l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili come bonifici, carte di credito o di debito, carte prepagate, vaglia. Lo scopo di tale limite (diverso da quello che abbiamo prima visto) è, in questo caso, rivolto a contrastare l’evasione fiscale.

Sicché, se una persona deve pagare un’altra in contanti, o vuole darle dei soldi contanti in prestito in regalo, può farlo solo se l’importo non supera 1.999,99 euro. Oltre tale soglia scatta una sanzione amministrativa per entrambe le parti che va da 2.000 a 50.000 euro. 

A partire dal 1° gennaio 2023, salvo diverse previsioni normative dell’ultimo minuto, la soglia all’uso dei contanti scenderà a 1.000 euro. Sicché, si potranno scambiare contanti tra persone diverse fino a 999,99 euro. 

Quanti soldi contanti si possono tenere a casa?

Non esiste neanche un limite ai contanti che si possono tenere a casa. Ma siccome nulla esclude che la Guardia di Finanza – se autorizzata dal Magistrato e quindi munita di apposito mandato – possa entrare nella dimora altrui quando ha sospetti di reato, per evitare che si possa essere inquisiti per evasione fiscale, bisognerà anche conservare le prove della provenienza del denaro. Non basta dire che lo si è ricevuto in regalo (a meno che si parli di poche centinaia o migliaia di euro). In questo caso, viene fatta una comparazione rispetto alle possibilità economiche del contribuente: una persona che guadagna 20.000 euro al mese potrà ben trovarsi in casa 50mila euro, ma una pensionata con un assegno mensile di 300 euro farà molta più fatica a dimostrarne la provenienza lecita.



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