Obama contro le fake news sui social

22 Aprile 2022 | Autore:
Obama contro le fake news sui social

L’ex presidente Usa Barack Obama accusa le Big Tech: «Le fake news sui social uccidono. Putin e Bannon le usano per indebolire le istituzioni».

“La gente muore” a causa della disinformazione che viaggia sui social media. Nel suo discorso, pronunciato alla Standford University, l’Ivy League californiana che si trova nella Silicon Valley, l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha evidenziato i danni provocati dalle campagne di disinformazione, dalle teorie complottistiche sulle elezioni 2020 che hanno portato all’assalto al Congresso fino alle false informazioni su Covid e vaccini, senza dimenticare la più recente campagna di fake news russa a sostegno dell’invasione dell’Ucraina.

Le fake news, sottolinea Obama, sono diventate «il collettore dei peggiori impulsi dell’umanità». Questo rappresenta un duro atto d’accusa rivolto alle ‘Big Tech’ per denunciare come le decisioni prese dall’industria stiano rendendo «più vulnerabili le democrazie». Obama chiede così che vengano “ridisegnate” le regole delle piattaforme per combattere la piaga della disinformazione.

«Gente come Vladimir Putin e Steven Bannon capiscono che non è necessario che la gente creda a queste informazioni per indebolire le istituzioni democratiche – ha detto puntando il dito contro il presidente russo e l’ex stratega di Donald Trump – devi solo inondare lo spazio pubblico con questa spazzatura, devi far circolare abbastanza, dubbi e tesi di complotto per spingere la gente a non sapere a cosa credere». «Una volta persa la fiducia nei leader, nei media mainstream, nelle istituzioni politiche, nella possibilità di avere la verità, allora il gioco è vinto», ha aggiunto Obama.

Gli algoritmi dei social

L’ex presidente ha incalzato il discorso focalizzandosi sugli algoritmi dei social network: «Si sono evoluti a tal punto che nessuno fuori da queste società può prevedere quello che faranno e qualche volta anche le persone che li hanno creati non lo sanno, e questo è un problema». Ma per Obama non si tratta di «un inevitabile risultato delle nuove tecnologie, ma il risultato di scelte ben specifiche, fatte da società che hanno finito per dominare Internet in generale e le piattaforme dei social in particolare».

«Decisioni – conclude il ”j’accuse’ di Obama – che intenzionalmente o meno hanno reso più vulnerabili le democrazie”. L’ex presidente comunque non manca di rammaricarsi per il fatto di non aver capito, quando era presidente, negli anni in cui è esploso il fenomeno dei social media che la sua Casa Bianca ha ampiamente cavalcato, “quanto fossimo suscettibili alle bugie, alle teorie del complotto, nonostante sia stato io stesso per anni l’obiettivo della disinformazione».

Come controllare i social per non essere controllati

Dopo aver pronunciato discorsi dello stesso tenere anche all’università di Chicago ed in un incontro con la redazione di The Atlantic, Obama sembra essersi impegnato in una vera e propria crociata contro la disinformazione.

Nel suo discorso in California, l’ex presidente Usa ha sottolineato che Internet è solo uno strumento, proprio come lo sono i social media. E questi strumenti «non devono controllarci, ma dobbiamo essere noi a farlo». Obama chiede così di rivedere i sistemi degli algoritmi per assicurare questo controllo.

«Se non facciamo nulla, sono convinto che il trend potrà solo peggiorare – ha poi concluso- se non fissiamo degli standard, le implicazioni di questa tecnologia per i nostri sistemi elettorali, legali, per la nostra democrazia e l’intero ordine sociale sono spaventose e profonde».



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