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Chi paga l’Imu dopo il decesso?

1 Maggio 2022
Chi paga l’Imu dopo il decesso?

Chi paga le imposte sulla casa scadute prima e dopo la morte del proprietario: la divisione tra gli eredi e la solidarietà tributaria.

Non è sempre facile comprendere chi paga l’Imu dopo il decesso del titolare dell’immobile. A riguardo bisogna comunque distinguere a seconda che il debito riguardi le imposte scadute prima della morte e quelle invece scadute successivamente ad essa. Le maggiori incertezze si registrano, in giurisprudenza, solo per le prime. In particolare, il problema – come avremo modo di vedere meglio qui di seguito – riguarda la questione se, in casi del genere, vi sia o meno la cosiddetta «solidarietà tributaria» tra gli eredi ossia se ciascuno di questi debba pagare solo una quota del debito pari alla percentuale di eredità ricevuta, o se possa essere costretto dal Comune a versare l’intero importo.

Dobbiamo quindi procedere con ordine per scoprire chi paga l’Imu dopo il decesso del proprietario dell’immobile.

Gli eredi devono pagare il debito Imu dopo il decesso?

Se il proprietario di un immobile muore, l’eventuale debito per l’Imu da questi non versato prima del suo decesso (e quindi per le annualità precedenti a quella in cui è avvenuta la morte) si trasferisce sugli eredi. In buona sostanza, chi accetta l’eredità dovrà pagare non solo l’Imu dell’anno in corso e di quelli successivi ma anche gli arretrati.

Attenzione però: gli eredi non devono pagare le sanzioni Imu per gli arretrati non versati in passato dal defunto. Difatti, le sanzioni – di qualsiasi tipo esse siano (amministrative, fiscali, penali) – non si trasferiscono mai sugli eredi. Semmai il Comune dovesse esigere, oltre all’Imu arretrato, anche le sanzioni, gli eredi potrebbero ben chiedere lo sgravio di tali importi.

Chi paga l’Imu scaduto prima della morte?

L’Imu scaduto prima della morte grava quindi solo su coloro che accettano l’eredità, anche se con beneficio di inventario. Non è tenuto a pagare chi ancora non ha formalizzato l’accettazione dell’eredità e chi, ovviamente, ha rinunciato all’eredità.

Chi paga l’Imu scaduto dopo la morte del proprietario?

Anche l’Imu che scade dopo la morte del proprietario ricade su tutti coloro che hanno accettato l’eredità e che quindi abbiano acquisito la qualifica di eredi.

Se però l’immobile è oggetto di legato – ossia è stato specificamente assegnato a una persona in particolare – il debitore sarà solo questi: è il legatario infatti a versare l’Imu che scade dopo il trasferimento di proprietà del bene in capo a questi.

Invece del debito pregresso – ossia per l’Imu scaduto prima della morte – il legatore non ne risponde poiché questi non è tenuto a pagare i debiti del defunto.

Come si divide il debito per l’Imu scaduto prima della morte?

L’aspetto più critico è la ripartizione del debito Imu lasciato dal defunto prima della morte.

Secondo l’orientamento maggioritario della giurisprudenza, l’Imu scaduto prima della morte ricade su ciascun erede in proporzione alla quota di eredità da questi ricevuta. Quindi, ad esempio, un erede al 33% dovrà pagare solo un terzo del debito Imu. Sicché, se gli altri coeredi non pagheranno le proprie quote, il primo non rischia nulla. Non si verifica quindi ciò che tecnicamente si chiama solidarietà tributaria (in forza della quale ciascun erede può essere costretto a pagare l’intero debito in assenza di pagamento da parte degli altri coeredi). Siamo quindi in presenza di una «obbligazione parziaria», dove cioè ciascuno risponde solo della propria quota in quanto non esiste un richiamo espresso alla solidarietà tributaria in materia di imposte locali. Sulla base di ciò, il Comune sarebbe tenuto a ripartire il debito Imu tra gli eredi e a notificare a ognuno un atto di accertamento contenente la propria quota.

Per completezza, tuttavia, si evidenzia che parte della giurisprudenza di legittimità ha riconosciuto l’applicabilità della solidarietà tributaria anche ai tributi comunali. Secondo quindi questo diverso orientamento della Cassazione, il Comune potrebbe rivolgersi a ciascun erede e chiedere l’integrale pagamento dell’Imu arretrato se gli altri coeredi non adempiono [1].

Come si divide il debito Imu scaduto dopo la morte?

Per quanto invece riguarda il debito Imu che scade dopo la morte del proprietario, questo si divide tra tutti gli eredi in via solidale, essendosi venuta a creare una «comunione». In questo caso, non ci sono dubbi che il Comune possa chiedere, a ciascun erede, l’intero importo e che poi questi, eventualmente, potrà rivalersi nei confronti degli altri eredi, ciascuno in proporzione alla propria quota di proprietà sul bene immobile.


note

[1] Cass. sent. n. 15460/2010 e n. 5622/2015.


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