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Autovelox al lato della strada: è legittimo?

25 Aprile 2022
Autovelox al lato della strada: è legittimo?

Illegittima la multa se l’autovelox è posizionato in un piccolo spazio fra striscia bianca e marciapiede: la banchina deve essere di almeno un metro.

Quando l’autovelox non è posizionato all’interno dei box arancioni o sul cavalcavia, il treppiedi della polizia viene collocato ai margini della strada. In una strada a doppia circolazione, l’apparecchio riesce a fotografare le targhe dei veicoli che circolano in entrambi i sensi di marcia. Ma non sempre è legittimo l’autovelox al lato della strada. Dopo averlo detto più volte i giudici di primo e secondo grado (leggi: Autovelox su strada senza banchina: la multa è valida?), ora è finalmente il turno della Cassazione [1]. Secondo la Corte, laddove lo spazio tra la striscia bianca sul lato destro della carreggiata e la vegetazione circostante è inferiore a un metro la multa è illegittima. Di tanto parleremo meglio qui di seguito. 

Si può posizionare l’autovelox ai margini della strada?

Per gli autovelox ai lati della strada, quelli collocati senza la presenza della polizia, è necessario che vi sia prima l’autorizzazione del Prefetto. Il provvedimento può essere visionato da qualsiasi cittadino. Senza di esso, la multa è illegittima. Ma ciò vale solo sulle strade urbane, anche a scorrimento rapido, e su quelle extraurbane secondarie. Invece sulle strade extraurbane principali e sulle autostrade, l’autovelox automatico (quello cioè che opera senza l’intervento contestuale degli agenti) è sempre valido.

Si deve vedere l’autovelox?

Non è detto che l’autovelox debba essere facilmente visibile: il fatto che sia coperto da una curva o da una fila di alberi non rende nulla la multa. E ciò perché la presenza dell’autovelox deve essere presegnalata, con un congruo anticipo, da un cartello che segnali la possibilità di «controllo elettronico della velocità». Ma questo non vuol dire che l’apparecchio possa essere dolosamente e maliziosamente nascosto dietro un cespuglio o in un’auto privata: l’amministrazione deve sempre agire con trasparenza. 

Quando l’autovelox ai margini della strada è illegittimo?

Affinché il Prefetto possa autorizzare l’uso dell’autovelox in modalità “automatica”, senza cioè la presenza della polizia, è necessario che la strada presenti una banchina. La banchina è quello spazio che intercorre tra la striscia bianca continua, disegnata sul margine destro della strada, e la vegetazione o il marciapiede. Ebbene, se la banchina è inferiore a un metro, la multa è illegittima. Ecco perché, secondo la Cassazione, è nulla la multa per eccesso di velocità quando l’autovelox è posizionato in un piccolo spazio fra striscia bianca e marciapiede. È necessario che la strada sia a scorrimento e che abbia la banchina per le manovre di emergenza.

Nel caso di specie era emerso che, subito dopo la fine della carreggiata caratterizzata dalla striscia bianca, esisteva un marciapiede ma che tra detta striscia e quest’ultimo lo spazio era talmente esiguo da non poter essere ricondotto alla struttura e alla funzione di una banchina, caratterizzandosi, quindi, per le sue dimensioni non consone consentire manovre di emergenza.

In effetti, per banchina deve considerarsi uno spazio all’interno della sede stradale, esterno rispetto alla carreggiata, destinato al passaggio dei pedoni o alla sosta di emergenza; pertanto, essendo la banchina pavimentata elemento comune alle autostrade, alle strade extraurbane e alle strade urbane di scorrimento, essa, per sua natura, si identifica con uno spazio avente questa precipua attitudine e, dunque, oltre a dover restare libero da ingombri, deve avere una dimensione tale da consentire l’assolvimento effettivo delle predette funzioni, tenuto conto che anche la strada urbana di scorrimento è caratterizzata da un intenso flusso stradale veicolare ininterrotto per lunghi tratti e per la quale si profila, quindi, la medesima necessità di garantire l’esistenza di fasce laterali per approntare — ove si renda necessario – idonee manovre di emergenza.


note

[1] Cass. ord. n. 12864/22 del 22.04.2022.


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