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Pignoramenti: pagamento stipendio o pensione su carte prepagate o sul conto postale?

23 Settembre 2014
Pignoramenti: pagamento stipendio o pensione su carte prepagate o sul conto postale?

Divieto di contante e obbligo di accredito sul conto corrente: apertura a strumenti alternativi.

Come noto, dal 2011 [1] non è più possibile riscuotere in contanti – recandosi in uno degli sportelli di Poste Italiane – una pensione il cui importo sia superiore a mille euro.

Lo scopo di tale previsione è stato anche quello di favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante. Infatti, la gestione del contante dà luogo, in generale per ogni soggetto, ma anche per gli enti pensionistici, a costi aggiuntivi. Ad esempio, devono essere sopportati i costi necessari a garantire la sicurezza durante la fase di trasporto fino ai punti di pagamento delle pensioni. La norma, quindi, intende contribuire alla riduzione delle spese gravanti sulla Pubblica Amministrazione, e per tale ragione le pensioni devono essere accreditate su un conto corrente del soggetto avente diritto alle somme.

Tale obbligo di tracciabilità scatta, comunque, solo per gli importi superiori a mille euro. Negli altri casi è possibile continuare a riscuotere le somme in contanti.

L’applicazione della norma, però, è più ampia di quanto sembra.

Da un lato, infatti, essa riguarda non solo le pensioni, ma anche gli stipendi, i compensi comunque corrisposti dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali e dai loro enti, le somme corrisposte ai prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento.

Dall’altro lato, il conto non rappresenta l’unica possibilità per farsi accreditare pensione o stipendio. Infatti, i pagamenti possono essere effettuati anche tramite strumenti di pagamento elettronici alternativi: è il caso, per esempio, dell’accredito sul conto corrente postale (o altri strumenti elettronici postali) o sulle carte di pagamento prepagate.

Dunque, l’apertura del conto corrente bancario non è obbligatoria. Il dipendente o il pensionato, anziché  chiedere l’accredito presso un istituto, potrà anche chiedere che le somme vengano depositate alle Poste o, in alternativa, acquistare una carta prepagata sulla quale affluiranno i redditi e dalla quale potrà prelevare allo sportello convenzionato in tutta tranquillità, senza timore di violare la legge.

Dopo che la pensione o lo stipendio sarà stato accreditato sul conto o sulla carta, il pensionato o il dipendente potrà effettuare il ritiro del denaro contante, di volta in volta, lasciando poi la provvista “a zero” ed evitando, così, anche i rischi di un eventuale pignoramento sulle somme già depositate. Ciò non toglie, tuttavia, che, intervenendo un pignoramento, gli emolumenti successivamente accreditati verranno bloccati dall’intermediario fino a concorrenza della somma pignorata dall’ufficiale giudiziario.

Se il pensionato o il dipendente non comunicherà gli estremi del conto corrente bancario o postale, o la carta prepagata, non potrà ricevere il pagamento ma non perderà il diritto a vedersi corrisposte le somme che gli spettano. Infatti, una volta segnalati gli estremi, si avvierà nuovamente l’iter per ricevere l’accredito dei ratei di pensione o degli stipendi rimasti fino a quel momento “congelati”.

Attenzione:

Nell’individuare i pagamenti che superano il limite di 1000 euro non vanno considerati gli importi corrisposti a titolo di tredicesima mensilità, né i casi in cui la soglia è superata per la concomitanza di arretrati pensionistici, conguagli fiscali e somme aggiuntive.


note

[1] DL n. 201/2011.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Per un determinato motivo non ho la possibilità di aprire nessun conto Come faccio a riscuotere la pensione che supera 1000?

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