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Cartello autovelox: cose che non sai

25 Aprile 2022
Cartello autovelox: cose che non sai

Multa per eccesso di velocità: le regole sul segnale stradale «controllo elettronico della velocità».

«Controllo elettronico della velocità»: siamo così tanto abituati a vedere questo cartello ai margini della strada che quasi non ci facciamo più caso. Così l’effetto “deterrenza” che esso mirava a realizzare è in parte sfumato. Proprio per tale motivo la direttiva Minniti sull’autovelox, pubblicata a luglio 2017, ha stabilito una serie di prescrizioni sul cartello autovelox la cui violazione può determinare la nullità della multa per eccesso di velocità. Come, ad esempio, quella di posizionare un ulteriore segnale mobile ai margini della carreggiata, con l’avviso della presenza della pattuglia, in quei tratti di strada dove i controlli sono più sporadici.

Ecco allora alcune regole sul cartello autovelox che non tutti sanno. A ciascuna di queste corrisponde un motivo di impugnazione della contravvenzione. Motivo che, il più delle volte, dovrà essere fatto valere dinanzi al giudice di pace (entro 30 giorni dalla notifica del verbale) piuttosto che dinanzi al Prefetto, posta la maggiore propensione di quest’ultimo a sposare le tesi della Pubblica Amministrazione (leggi sul punto Ricorso multa: Prefetto o giudice di pace?).

Cartello autovelox: è sempre obbligatorio?

Il cartello con la scritta «controllo elettronico velocità» o similare (ad es. «controllo velocità tramite autovelox») è obbligatorio: senza di esso, la multa è nulla. 

La necessità del cartello in questione è prescritta anche laddove l’autovelox sia di tipo mobile (ossia sul treppiedi posizionato dagli agenti di volta in volta) oppure sia montato sull’auto della polizia e con essa si muova da un lato all’altro della strada (il cosiddetto scout speed).

Come dimostrare che il cartello autovelox non è presente?

Se è vero che la multa fatta dall’autovelox è nulla se non c’è il cartello, è anche vero che spetta all’automobilista dimostrare la sua assenza. Come? Eventualmente con una prova fotografica: ossia attraverso un filmato della strada ove è stata rilevata la multa (l’esatta chilometrica è riportata sul verbale notificato al titolare dell’auto).

Cartello autovelox: quanti metri prima?

Non esiste una norma che stabilisca quanti metri prima debba trovarsi il cartello con la scritta «controllo elettronico della velocità». Il vuoto normativo lo ha colmato la Cassazione, stabilendo che il cartello deve trovarsi a una «congrua distanza», tale cioè da consentire all’automobilista di rallentare in modo dolce, senza che un’improvvisa frenata alla vista dell’autovelox possa costituire un ulteriore e più grave pericolo per la circolazione. 

A determinare la distanza tra il cartello e l’autovelox è anche la velocità consentita sulla strada: più è rapido lo scorrimento, maggiore deve essere la distanza. Possiamo dire che, in media, si va da 200 a 400 metri. 

Cartello autovelox: dopo quanti metri c’è la polizia?

Se la legge non dice nulla sulla distanza minima che deve esservi tra cartello e postazione, viene invece disciplinata precisamente la distanza massima.

Chi non vede, subito dopo il cartello, l’autovelox non deve meravigliarsi: la distanza massima in cui può essere effettuato il controllo elettronico della velocità è di ben 4 chilometri.

Cartello autovelox: va ripetuto dopo le intersezioni?

Ad ogni intersezione, il cartello autovelox deve essere ripetuto a beneficio di chi, dalle strade secondarie, si immette in quella principale e quindi potrebbe non sapere dell’esistenza del controllo elettronico della velocità.

Cartello autovelox: dimensioni e visibilità

La segnaletica deve essere ben visibile. Non può essere troppo piccola, né occultata da vegetazione o da altri cartelli. Deve essere in buono stato di manutenzione: se le scritte vandaliche non ne consentono la lettura la multa è illegittima.

Non esiste, però, alcuna norma che stabilisca quale debba essere la dimensione del cartello stradale che indica la presenza dell’autovelox. Legge e giurisprudenza dicono solo che esso deve essere «visibile». Che significa? Possiamo rifarci alle regole generali sulla cartellonistica che individuano tre tipi di dimensioni di cartelli:

  • cartelli grandi: 135 cm x 200 cm;
  • cartelli normali: 90 cm x 135 cm;
  • cartelli piccoli: 40 cm x 60 cm.

A decidere quale cartello usare è l’ente titolare della strada, in base alle dimensioni della strada stessa e della velocità su di essa consentita.

La regola vorrebbe che, ad essere impiegato, sia sempre il cartello normale. Nelle autostrade, nelle strade extraurbane a due o più corsie o in quelle urbane a tre o più corsie è più appropriato quello grande. Invece, il cartello piccolo deve costituire un’eccezione, possibile solo dove le condizioni esterne limitano materialmente l’impiego del segnale normale.

Qual è il colore del cartello autovelox?

Il colore del cartello autovelox deve essere:

  • nelle strade extraurbane: fondo blu con scritte bianche;
  • nelle strade urbane: fondo bianco e scritte nere.

Cartello tutor

Anche se il controllo della velocità viene fatto con un tutor, la sua presenza è obbligatoria al pari dell’autovelox. E non solo. Secondo molte sentenze, il cartello non può limitarsi a dire «controllo elettronico della velocità» ma deve specificare la tipologia di apparecchio usato. Per cui o ci sarà scritto «controllo elettronico attraverso tutor» oppure «controllo elettronico della velocità media». 

Doppio cartello autovelox 

Nei tratti di strada ove gli accertamenti della velocità avvengono di rado, il cartello fisso con l’avviso «controllo elettronico della velocità» ha perso il proprio effetto deterrente: la sua presenza è ormai percepita non più come un avvertimento, ma con indifferenza, come una sorta di residuato. Sicché, gli automobilisti non sono portati a ridurre la velocità, ritenendo improbabile la presenza di una pattuglia. Proprio per tale ragione, la direttiva Minniti del 2017 ha stabilito che, proprio in tali frangenti, gli agenti devono posizionare un ulteriore cartello mobile, ai margini della strada (anche con la semplice icona della polizia), in modo da avvisare gli automobilisti della presenza della postazione di controllo.  

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