Diritto e Fisco | Articoli

Quali beni mi possono pignorare se non pago una finanziaria?

25 Aprile 2022
Quali beni mi possono pignorare se non pago una finanziaria?

Debiti con finanziaria: cosa si rischia? Pignoramento casa, conto corrente, pensione, stipendio. 

Chi non paga una finanziaria sarà oggetto di una procedura di recupero del credito. Ma non sempre questa si risolve in un pignoramento dei beni. Il pignoramento scatta infatti solo laddove il debitore abbia un reddito o un patrimonio aggredibile. In presenza di un nullatenente o di un soggetto difficilmente solvibile, la procedura potrebbe limitarsi a meri solleciti scritti o tramite call center e, infine, arenarsi per sempre.

A chi dunque si chiede «quali beni mi possono pignorare se non pago una finanziaria» si consiglia una lettura attenta delle seguenti indicazioni che potranno aiutare a districarsi sulle possibili conseguenze derivanti dal mancato pagamento del debito. 

Che succede se non pago una finanziaria?

La finanziaria non può mandare l’ufficiale giudiziario a casa del debitore, né può pignorargli la casa o ipotecarla senza prima aver intrapreso le procedure che a breve vedremo.  

Quel che però può fare direttamente, una volta accertato il prolungato inadempimento, è la segnalazione del debitore alla Centrale Rischi Interbancaria: si tratta di un registro detenuto dalla Banca d’Italia che contiene i nomi dei «cattivi pagatori» verso banche e finanziarie. L’iscrizione in esso comporta l’impossibilità di chiedere altri prestiti o mutui, la revoca della carta di credito o di assegni, una maggiore difficoltà nell’apertura di un conto corrente.

Quando la finanziaria può pignorare i beni di chi non paga

Come abbiamo anticipato, prima di avviare il pignoramento la finanziaria deve avviare una procedura di tipo “giudiziale”, ossia deve chiedere l’intervento di un giudice. Al giudice può chiedere un decreto ingiuntivo, ossia un ordine di pagamento nei confronti del debitore, a cui questi deve adempiere entro 40 giorni dalla notifica dello stesso (notifica che avviene tramite ufficiale giudiziario o posta raccomandata caratterizzata dalla “busta verde”).

Nei suddetti 40 giorni, il debitore può proporre opposizione al decreto ingiuntivo laddove ritenga che il credito non sia esistente o la pretesa sia illegittima.

Se decorrono i 40 giorni senza pagamento e senza opposizione, il decreto ingiuntivo diventa definitivo (non può cioè più essere contestato). Sicché, la finanziaria procede con il successivo passo della procedura: la notifica dell’atto di precetto. Si tratta di un ultimo “sollecito di pagamento” (questa volta consegnato dall’ufficiale giudiziario o con la raccomandata in busta verde) che dà al debitore 10 giorni di tempo per pagare. 

Se scade anche quest’ultimo termine, la finanziaria può avviare il pignoramento. 

Attenzione però: se trascorrono più di 90 giorni dalla notifica del precetto, questo “scade”. Il che non impedisce al creditore di avviare comunque il pignoramento, ma dovrà farlo solo dopo aver notificato un nuovo atto di precetto. Anche questo avrà una validità di 90 giorni.

Cosa può pignorare la finanziaria se non pago un debito?

Prima di avviare il pignoramento, la finanziaria assume informazioni sulle capacità reddituali del debitore. Può farlo accedendo a un registro chiamato “Anagrafe tributaria”, gestito dall’Agenzia delle Entrate. In esso sono contenuti tutti i dati dei cittadini: stipendi, pensioni, conti correnti, redditi da canoni di locazione. Inoltre, la finanziaria può accedere ai Registri Immobiliari (anche questi gestiti dall’Agenzia delle Entrate, ufficio del territorio) per verificare se il debitore è titolare di immobili. 

Alla luce di ciò, la finanziaria decide quale bene di questi pignorare. 

Quindi, la finanziaria può:

  • iscrivere ipoteca sulla casa per poi pignorarla;
  • pignorare il conto corrente;
  • pignorare il quinto dello stipendio;
  • pignorare il quinto della pensione;
  • pignorare eventuali canoni di locazione percepiti;
  • pignorare i beni mobili che si trovano a casa del debitore. 

La finanziaria può iscrivere ipoteca sulla casa?

Se il debitore è titolare di un immobile, la finanziaria può iscrivervi ipoteca. L’ipoteca non impedisce la vendita, la donazione o l’utilizzo del bene ma fa sì che, se anche tale bene dovesse essere ceduto a terzi, il pignoramento sarebbe ugualmente possibile. 

L’ipoteca può essere iscritta anche per debiti di ridotta entità, non esistendo un limite minimo. 

Il debitore può continuare a vivere nell’immobile, nonostante l’ipoteca. Di fatto gli sarà molto difficile, volendolo vendere, trovare un acquirente, a meno che prima non estingua il debito facendo cancellare l’ipoteca.

La finanziaria può mettere all’asta la casa?

Una volta iscritta l’ipoteca la finanziaria può pignorarla e farla mettere all’asta dal tribunale. Anche in questo caso non sono previsti limiti minimi al debito per cui si può agire. Il divieto di pignoramento della prima casa non vale per i creditori privati come appunto la finanziaria, ma solo per l’Esattore (in caso di mancato pagamento delle cartelle esattoriali). 

Il debitore può continuare a vivere nell’immobile pignorato fino alla sua aggiudicazione.

Nulla esclude che, durante le varie aste, si possa addivenire a un accordo col creditore. Si tenga però conto che se il bene non dovesse essere venduto a seguito di numerose aste, con conseguente ribasso del prezzo tale da impedire il soddisfacimento delle ragioni del creditore, il giudice può estinguere la procedura esecutiva per sempre.

La finanziaria può pignorare il conto corrente?

La finanziaria può pignorare integralmente il conto corrente del debitore. Se però è il conto di appoggio dello stipendio o della pensione, il pignoramento incontra dei limiti:

  • quanto alle somme già depositate al momento della notifica del pignoramento, queste possono essere pignorate solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (circa 1.400 euro);
  • quanto agli accrediti successivi, questi possono essere pignorati fino a massimo un quinto, fino a estinzione del debito.

Maggiori informazioni pratiche nell’articolo Limiti pignoramento.

La finanziaria può pignorare lo stipendio o la pensione?

Pensione e stipendio possono essere pignorati prima che il datore di lavoro o l’Inps li accrediti sul conto. In tal caso, la misura del pignoramento non può superare il quinto del netto. Non si tiene conto di eventuali cessioni volontarie del quinto già fatte in precedenza (proprio perché non si tratta di atti di pignoramento).

Per la pensione, il pignoramento avviene sull’importo netto a cui deve essere prima detratto il «minimo vitale», somma necessaria alla sussistenza del debitore. 

Il minimo vitale è pari a una volta e mezzo l’assegno sociale. Pertanto, se è vero che oggi l’assegno sociale è di 468,10 euro, il minimo vitale 2022 è di 702,15 euro.

Maggiori informazioni pratiche nell’articolo Limiti pignoramento.

La finanziaria può pignorare l’automobile?

Se anche in teoria il pignoramento può spingersi all’automobile del debitore, questo è assai improbabile se si tratta di un veicolo ormai privo di valore. La rivendita infatti è difficoltosa. 

La finanziaria può mandarmi l’ufficiale giudiziario a casa?

La finanziaria potrebbe optare per il pignoramento mobiliare, ossia dei beni mobili di proprietà del debitore che questi custodisce nel luogo di residenza. Se i beni sono stati acquistati da terzi, spetterà a questi dimostrarlo con apposita documentazione (si pensi al caso del figlio convivente con i genitori). 

Il pignoramento dei beni mobili è improbabile per debiti di elevato importo: è ormai difficile trovare, nelle case degli italiani, beni mobili di valore consistente. Inoltre, la legge indica una serie di beni che non possono essere pignorati, rendendo al creditore il compito ancora più difficile.  

Cosa rischia chi non ha nulla intestato?

Chi non ha nulla intestato non rischia chiaramente nulla. Il creditore provvederà a sollecitare più volte il pagamento e, dopo un po’ di tempo, abbandonerà la procedura. Il debito si prescrive dopo 10 anni.

Se però, prima della prescrizione, il debitore dovesse morire, il debito passa agli eredi (coloro cioè che accettano la sua eredità).



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube