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Quante forme di testamento esistono?

27 Aprile 2022
Quante forme di testamento esistono?

Testamento olografo, pubblico e segreto: come si fa, quali sono i vantaggi e gli svantaggi. 

Quante forme di testamento esistono? Ci sono tre modi diversi per fare un testamento. Il primo e più sicuro è affidarne la redazione a un notaio. Il testamento può però essere scritto anche da soli per poi essere custodito in casa propria o affidato a parenti o amici. In ultimo, c’è chi, dopo aver scritto da sé il testamento, lo affida a un notaio per evitare che possa essere distrutto o falsificato. Ad ognuna di queste tre opzioni corrisponde una diversa forma di testamento. E difatti tre sono i tipi di testamento:

  • testamento olografo;
  • testamento pubblico;
  • testamento segreto.

Di tanto parleremo qui di seguito: spiegheremo cioè quante forme di testamento esistono e come funzionano. Ma procediamo con ordine. 

Testamento olografo: cos’è e come funziona?

Il testamento olografo è la forma più semplice ed economica per fare testamento. In pratica, consiste nel testamento scritto direttamente dal testatore e da questi custodito in prima persona o affidato a terzi di propria fiducia (ad esempio, parenti o amici o anche gli stessi beneficiari del testamento). 

Per scrivere un testamento olografo non c’è bisogno dell’assistenza di un notaio o di un avvocato. Si può scrivere in qualsiasi momento della propria vita, così come lo si può poi distruggere e modificare o eliminare del tutto.

Come si fa un testamento olografo?

Il testamento olografo deve essere redatto per intero su un foglio di carta dalla mano del testatore: questi non può scriverlo al computer o dettarlo ad altri per poi limitarsi a firmare il documento. Per questa stessa ragione non è valido un testamento fatto tramite un filmato video o una registrazione audio. 

Il testamento va poi completato con la data e la firma, sempre riportate a mano.

Non c’è una formula speciale per scrivere il testamento olografo. Basta essere chiari e indicare i beneficiari, che non devono per forza essere identificati per nome e cognome: sarebbe valido un testamento ove sia riportata la seguente frase: «Lascio a mia moglie la casa, a mia figlia il conto corrente e a mio figlio il terreno».

Si possono assegnare agli eredi beni specifici oppure quote del proprio patrimonio (ad esempio, «Lascio ai miei due figli il 40% ciascuno del mio patrimonio e a mia moglie il residuo 20%).

Le fotocopie del testamento olografo non hanno valore. Pertanto, se l’autore vuole creare delle copie dovrà in realtà produrre altrettanti originali, tutti uguali nel testo, ma redatti a mano e firmati. 

Vantaggi e svantaggi del testamento olografo

Il vantaggio del testamento olografo è certamente la sua versatilità: non ci sono formule speciali, può essere fatto liberamente e senza costi. Così come senza costi sono eventuali modifiche. 

Gli svantaggi del testamento olografo sono di diversi tipi. Innanzitutto, alcuni eredi potrebbero constestarne la genuinità, sostenendo ad esempio che la firma o la scrittura non sono autentiche. Ciò innescherebbe una causa rivolta ad accertare la grafia del suo autore.

In secondo luogo, il testamento potrebbe non essere rinvenuto o, se rinvenuto, potrebbe essere manomesso o distrutto da chi risulti penalizzato da esso. 

Non in ultimo, l’autore normalmente non è un esperto di diritto e, pertanto, potrebbe non essere in grado di esprimere le ultime volontà in maniera chiara o valida.

Come si conserva un testamento olografo?

Poiché un testamento olografo conservato presso la propria o altrui abitazione potrebbe andare perso o essere ignorato dagli eredi una volta morto il testatore, è possibile affidare il documento scritto ad una persona di fiducia o ad un professionista come un avvocato, un commercialista ed anche un notaio, con l’incarico di custodirlo diligentemente. La persona alla quale viene affidato dovrà poi adoperarsi per la pubblicazione dello stesso una volta che sia venuto a mancare il testatore (deposito fiduciario).

Il testamento olografo può anche essere oggetto di un vero e proprio deposito presso un notaio, il quale procede alla redazione di apposito verbale, in presenza dei testimoni. Questo deposito ha quale unico scopo quello di garantire la custodia della scheda testamentaria, non producendo alcun effetto giuridico.

Testamento pubblico: cos’è e come funziona?

La seconda forma di testamento è il testamento pubblico. Qui i compiti del testatore sono molto più semplici: egli deve recarsi dal notaio e dettare a questi le proprie ultime volontà. Sarà il notaio poi a redigere il testamento in forma dattiloscritta, facendolo firmare al suo autore e a custodirlo presso i propri archivi.

Una volta ricevuto e archiviato il testamento, il notaio non è chiamato a verificare periodicamente se il proprio cliente è ancora in vita: sicché, saranno gli eredi a dovergli comunque dare notizia della morte per l’apertura della successione. Né sono previste comunicazioni da parte del Comune. 

Il testamento pubblico può ben essere revocato con un successivo testamento pubblico o olografo. 

Vantaggi e svantaggi del testamento pubblico

I vantaggi del testamento pubblico sono numerosi: nessuno potrà mai contestare la firma del suo autore e l’autenticità del suo autore. Restano però ferme eventuali contestazioni sul contenuto (ad esempio, una divisione non equa dei beni tra i parenti più stretti).

Inoltre, non si pongono problemi in merito allo smarrimento o alla volontaria distruzione del testamento. 

Per finire, il notaio indaga la volontà del testatore per poi trasporla in un linguaggio tecnico senza che la volontà del testatore sia travisata. In questo modo, il documento non avrà linguaggio generico e non sarà oggetto di contestazioni.

Dall’altro lato, il testamento pubblico è anche quello più costoso perché, oltre a corrispondere l’onorario del notaio, bisogna anche versare l’imposta di registro per la registrazione dell’atto.

Il fatto che il testatore sembrasse in grado di intendere e di volere e quindi che il notaio abbia ricevuto il testamento, non esclude che si possa poi dimostrare che il testatore fosse affetto da qualche patologia invalidante ed impugnare il testamento anche senza proporre querela di falso.

Testamento segreto: cos’è e come funziona?

Infine, c’è il testamento segreto: è quello scritto dal testatore o da un terzo e poi consegnato in busta chiusa ad un notaio, affinché custodisca tale scheda testamentaria e la renda pubblica dopo la morte del testatore.

Come si fa il testamento segreto?

Non deve essere scritto a mano come il testamento olografo. Può quindi essere scritto a macchina o da terzi, ma in questo caso deve essere sottoscritta dal testatore anche in ciascun mezzo foglio unito o separato al fine di evitare il rischio di sostituzioni o aggiunte di fogli staccati.

Il testatore, in presenza dei testimoni, consegna personalmente la carta contenente le disposizioni o il suo involto al notaio già sigillata oppure da sigillare in presenza del notaio e dei testimoni. Il testatore dichiara contestualmente che nella carta consegnata è contenuto il suo testamento: tale dichiarazione non richiede particolari formalità.

Il notaio scrive l’atto di ricevimento che deve essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dallo stesso notaio, sulla carta in cui è scritto o involto il testamento (o su ulteriore involto predisposto dal notaio).

Vantaggi e svantaggi del testamento segreto

Il testamento segreto permette al testatore di tenere celato il contenuto delle sue ultime volontà, avendo però la sicurezza circa la conservazione e la pubblicazione dopo la morte. Tuttavia, presenta gli svantaggi tipici dell’atto scritto in proprio: incertezza sulla scelta delle espressioni da usare, rischio di ambiguità, frasi o concetti tecnici con errori di diritto. Inoltre, presenta dei costi dovuti alla presenza del notaio.

Per tali motivi è scarsamente diffuso nella prassi. Il testamento segreto si compone di due parti: la vera e propria scheda testamentaria (atto privato) e il verbale di ricevimento (atto pubblico).



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