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Fino a quando i nonni devono mantenere i nipoti?

28 Aprile 2022 | Autore:
Fino a quando i nonni devono mantenere i nipoti?

Gli ascendenti devono intervenire se i genitori non sono più in grado di garantire il sostentamento alla prole. Ma fino a che punto?

Il Codice civile impone ai genitori di occuparsi dei loro figli, di mantenerli moralmente ed economicamente, di non far mancare loro nulla, almeno finché i figli non saranno autonomi e in condizione di badare alle proprie necessità. E fin qui, è tutto noto. Che succede, però, se quei genitori non possono o non vogliono rispettare la regola prevista dal Codice civile? Se restano senza lavoro e non possono garantire ai figli il necessario per vivere e per crescere (cibo ma, ad esempio, anche istruzione)? Se per qualsiasi motivo si disinteressano della prole e spariscono nel nulla? La legge prevede che subentrino gli ascendenti, cioè i nonni. Tuttavia, non è che loro sono tenuti a tenere aperto a vita il rubinetto dei soldi. Quando i nonni devono mantenere i nipoti? E quando possono dir loro «è ora che vi arrangiate da soli»?

Sulla questione non ci sono solo le norme di legge ma anche la giurisprudenza. E l’ultima ordinanza in materia depositata dalla Cassazione parla chiaro: a tutto c’è un limite, anche quando i nipoti, ormai cresciuti, non sono fortunati nel trovare un lavoro e non hanno le risorse per vivere. Anzi, ne hanno una che si chiama «reddito di cittadinanza». Ecco che cosa dicono i giudici di legittimità.

Mantenimento dei nipoti: gli obblighi dei nonni

Vediamo nel dettaglio quanto anticipato nell’introduzione. Il Codice civile [1], in diversi passaggi, stabilisce per i genitori il diritto e, soprattutto, il dovere di mantenere la prole. Un obbligo, peraltro, contenuto anche nell’articolo 30 della Costituzione. Il vincolo esiste indipendentemente dal fatto che la coppia di genitori sia sposata o meno.

Il dovere di mantenimento deve essere proporzionale alle capacità economiche di ciascuno. Capacità che, per diversi motivi, possono venire meno ad un certo punto: un licenziamento o il fallimento dell’azienda di famiglia, un terremoto o un altro evento naturale che distrugge tutto quello che si ha. Una situazione inattesa che manda all’aria i sacrifici fatti in passato, il presente e le aspirazioni per il futuro.

Altra ipotesi è che uno dei due genitori decida di non rispettare più i suoi obblighi. Per fare il solito esempio, che esca a comprare le sigarette e non torni più a casa, facendo perdere le proprie tracce oppure dicendo apertamente che non vuole più mantenere la famiglia perché ha trovato un’alternativa di vita.

Chiaro che, in questo caso, c’è sempre un tribunale a cui bussare affinché un giudice costringa il genitore disinteressato ad assumersi le proprie responsabilità, almeno quelle economiche ed a contribuire alle esigenze primarie della famiglia.

Tuttavia, se il problema persiste e se la prole si trova a non avere chi si prenda cura di loro, la Cassazione ha già in passato stabilito che devono essere gli ascendenti ad assumersi questo compito [2]. Sono, pertanto, i nonni i soggetti obbligati in via subordinata e sussidiaria a subentrare ai genitori quando questi si trovano nell’assoluta e oggettiva impossibilità di adempiere ai propri doveri.

Mantenimento nipoti: fino a quando intervengono i nonni?

In una più recente ordinanza [3], la Cassazione ha precisato altri dettagli per quanto riguarda il mantenimento dei nipoti da parte dei nonni.

Innanzitutto, la Suprema Corte ricorda la differenza tra «mantenimento» e «diritto agli alimenti». Mentre quest’ultimo fa riferimento alle più elementari esigenze materiali e di sussistenza, il mantenimento riguarda una sfera più ampia in cui rientra ogni aspetto della vita domestica e non deve cessare per forza nel momento in cui il minore compie i 18 anni: è necessario che il nipote raggiunga la completa autonomia e l’indipendenza economica che gli consenta di badare a sé stesso.

Ecco perché, insiste la Cassazione, il nonno non è tenuto a mantenere un nipote che quell’indipendenza economica non la vuole conseguire, con ogni probabilità perché è più facile avere quel che serve senza fatica piuttosto che faticare per averla. Anzi, i giudici di legittimità sottolineano un principio importante: i nonni non devono mantenere i nipoti che hanno i requisiti per ricevere il reddito di cittadinanza e che, nonostante ciò che la normativa impone a chi ottiene questo sussidio, non si danno da fare per uscire da una situazione di precarietà. Tanto meno se il reddito (o altre misure di sostegno) lo rifiutano, pur avendone diritto.



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