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Foto sui social con l’amante: si rischia l’addebito?

27 Aprile 2022 | Autore:
Foto sui social con l’amante: si rischia l’addebito?

Le conseguenze di diffondere su Facebook una relazione extraconiugale. Si può chiedere il risarcimento? E quando potrebbe pagare anche l’amante?

«Mi hanno detto che hanno sentito che sicuramente pare sia successo questo fatto. Ma se è vero o non è vero non so dirtelo». Di solito, le chiacchiere paesane cominciano, più o meno, così. Tra le comari sedute in un cortile o affacciate sulle rispettive ringhiere. Parlare del «sentito dire» è uno dei passatempi preferiti in quei borghi in cui anche una macchina che resta in panne perché ha finito la benzina spezza la noia della quotidianità e diventa la notizia della settimana. La vittima del «chiacchiericcio» può fare spallucce con un sorriso ironico. A meno che ci sia un fondo di verità. A meno che la gente parli e straparli perché ha visto e stravisto. A meno che, insomma, non si tratti di un «sentito dire» ma di un fatto talmente evidente da non poterlo negare. Come quello di chi non solo tradisce il coniuge ma lo grida ai quattro venti e pubblica su Facebook le immagini scattate con le sue conquiste. In questo caso, se c’è la separazione, per pubblicare le foto sui social con l’amante si rischia l’addebito? Anzi: se il fedifrago o la fedifraga già percepiva un assegno di separazione, dopo un gesto del genere ne mantiene il diritto?

Chi legge, probabilmente, si starà chiedendo: «Ma ci sarà mica qualcuno che mette in Rete le foto con l’amante?». Ce n’è, ce n’è. Tant’è vero che di recente il tribunale di Vibo Valentia ha depositato una sentenza con cui ha condannato una donna all’addebito della separazione per aver esibito senza troppi misteri le sue relazioni extraconiugali. Immagini postate sui social che non lasciavano tanto spazio all’immaginazione, non perché mostrassero del sesso esplicito ma perché facevano vedere che una relazione extraconiugale esisteva eccome. Così, il mormorio è partito, ledendo la reputazione del tradito. Vediamo cosa si rischia per tutta questa esuberanza.

Tradimento esplicito: c’è l’addebito?

Come accennato, un tradimento esplicito con tanto di immagini caricate sui social in atteggiamenti più che amichevoli comporta degli effetti inevitabili. Sia per il coniuge tradito, perché finito sulla bocca di tutti con la conseguente lesione della reputazione, sia per quello che tradisce.

Una recente sentenza del tribunale di Vibo Valentia [1] ha esaminato il caso di una donna che, senza troppo ritegno, frequentava altri uomini con cui aveva degli incontri occasionali. Alcuni di questi erano dei compaesani il che, si sa, scatena le chiacchiere della gente se – come in questo caso – si abita in un paese piccolo. Tant’è che a casa della famiglia arrivavano spesso delle telefonate anonime in cui si metteva il marito sul «chi va là». Non è mancata perfino una busta inviata per posta con dentro delle foto della donna in un albergo.

Certo, chiunque venisse accusato di fare una cosa del genere ricorrerebbe alla regola numero uno da adottare in questi casi: negare. Dopodiché passerebbe a minacciare delle denunce per diffamazione o a farle senza esitare troppo. In questo caso, invece, no. Anzi: la diretta interessata avrebbe amplificato il caso sul proprio profilo Facebook, commentando le proprie prestazioni.

A pagare il prezzo più caro, dunque, è la reputazione del marito. Lui, infatti, opta per la separazione, mette le prove sul tavolo del giudice, ottiene la testimonianza delle due figlie, che confermano tutto, e si arriva alla conclusione più ovvia, messa nero su bianco nella sentenza del tribunale di Vibo: le foto pubblicate sui social network costano alla moglie l’addebito della separazione nel momento in cui pubblicizzano il tradimento coniugale e rappresentano un’offesa alla dignità e all’onore del marito per «il ristretto ambiente di appartenenza ed il clamore» suscitato in una piccola comunità.

Tradimento esplicito: c’è il risarcimento?

Non solo l’addebito della separazione: il coniuge tradito e diventato oggetto delle chiacchiere del paese può anche chiedere il risarcimento del danno patito ma solo in determinate circostanze. Il diritto al risarcimento, infatti, può essere riconosciuto solo se c’è stata la violazione del diritto alla dignità, al decoro e alla salute di chi è stato tradito.

Attenzione, però: la richiesta di risarcimento non vale soltanto per il coniuge che tradisce ma anche per l’amante.

Mario tradisce la moglie con Maria e questa si vanta nel quartiere di avere conquistato un uomo sposato e di avere con lui una relazione intima, magari mostrando delle conversazioni in chat o delle foto che dimostrano la liaison. La notizia vola in men che non si dica e finisce di pubblico dominio. La moglie di Mario potrebbe chiedere all’amante del marito il risarcimento del danno patito per la violazione del diritto alla dignità e la lesione alla reputazione e al decoro. Senza escludere che lo scandalo può comportare un danno alla salute psicofisica della donna tradita.

Tuttavia, per ottenere il risarcimento, occorre provare sia il comportamento dell’amante volto a diffondere la relazione extraconiugale per ledere la reputazione del coniuge tradito sia il danno subìto.


note

[1] Trib. Vibo Valentia sent. n. 307/2022 del 21.04.2022.


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