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Convenzione di negoziazione assistita dall’avvocato

24 Settembre 2014
Convenzione di negoziazione assistita dall’avvocato

Ecco una guida pratica sul nuovo istituto introdotto dalla riforma della Giustizia: negoziazione obbligatoria e facoltativa, procedura e casi particolari.

A seguito delle novità introdotte dal decreto legge sulla giustizia civile [1] chi vuole risolvere una controversia avente ad oggetto diritti disponibili può (e in alcuni casi deve obbligatoriamente) ricorrere alla “convenzione di negoziazione assistita dall’avvocato”. Vediamo di cosa si tratta e quali sono le regole procedurali.

1 | COS’È LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA?  

La convenzione di negoziazione [2] consiste in un accordo tra le parti volto a risolvere una controversia in via amichevole. Per il raggiungimento dell’accordo è necessaria l’assistenza di uno o più avvocati iscritti all’albo, con il quale le parti convengono di cooperare in lealtà e buona fede. Nella maggior parte dei casi la parte può scegliere se stipulare tale convenzione oppure adire direttamente le vie giudiziarie portando la lite davanti al giudice. Tuttavia, vi sono altri casi in cui la negoziazione è obbligatoria: la parte interessata deve invitare la controparte a stipulare la convenzione e se non procede a tale invito non potrà poi proporre domanda giudiziale. Se la negoziazione è obbligatoria, il suo mancato esperimento comporta l’improcedibilità della domanda giudiziale.   Tale improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto in giudizio, a pena di decadenza, oppure rilevata d’ufficio dal giudice non oltre la prima udienza. In tal caso, il giudice fissa la successiva udienza assegnando alle parti un termine di 15 giorni per la comunicazione dell’invito.   La disciplina si applica dal 13 settembre 2014 per la negoziazione assistita facoltativa. Mentre quella per la negoziazione assistita obbligatoria, decorsi 90 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione della riforma della giustizia.

2 | QUANDO E’ FACOLTATIVA E QUANDO OBBLIGATORIA

La negoziazione assistita è obbligatoria per le azioni riguardanti il risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per le domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme, purché non eccedenti 50.000 euro e non riguardanti controversie assoggettate alla disciplina della c.d. “mediazione obbligatoria”. La negoziazione facoltativa è possibile ogni volta che la lite non abbia ad oggetto diritti indisponibili. La procedura in ogni caso non preclude il ricorso a procedimenti obbligatori di conciliazione o mediazione previsti dalle leggi speciali [3], la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari e la trascrizione della domanda giudiziale [4].

3 | OBBLIGHI E COMPENSO DELL’AVVOCATO

L’avvocato riveste un ruolo di primaria importanza nella negoziazione assistita al punto che la legge gli attribuisce obblighi informativi, di assistenza e di riservatezza.

Obblighi informativi

Innanzitutto l’avvocato, all’atto di conferimento dell’incarico da parte del proprio cliente, l’avvocato ha l’obbligo di informare quest’ultimo della possibilità o dell’obbligo di ricorrere alla negoziazione assistita. Solo così il cliente sarà messo nella condizione di scegliere, nel caso della facoltativa, se ricorrere o meno alla negoziazione assistita. La legge, tuttavia, non prevede una sanzione a carico dell’avvocato nel caso di omessa informativa; l’obbligo in questione viene considerato comunque un dovere deontologico.  

Obblighi di assistenza e riservatezza

L’assistenza dell’avvocato è requisito essenziale della convenzione di negoziazione. Ma questi non deve prestare assistenza solo al momento della stipula bensì nel corso dell’intera procedura ed è per legge tenuto a comportarsi secondo lealtà [5].

L’avvocato, così come la parte, ha l’obbligo di mantenere riservate le informazioni e le dichiarazioni acquisite nel corso del procedimento di negoziazione. Queste ultime, anche in virtù del citato principio di lealtà, non possono essere utilizzate nel successivo giudizio che abbia, anche in parte, lo stesso oggetto della negoziazione.   Gli avvocati che hanno assistito alla negoziazione non sono tenuti a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite [6] e godono delle garanzie di libertà del difensore in materie di perquisizioni e ispezioni [7].

Inoltre i legali non sono tenuti a segnalare le operazioni sospette in tema di antiriciclaggio per le informazioni che ricevono dai loro clienti tramite la negoziazione assistita.

Compenso dell’avvocato

L’avvocato ha diritto al compenso per la prestazione effettuata. Nei casi di negoziazione assistita obbligatoria, la parte che si trova nelle condizioni può essere ammessa al gratuito patrocinio e non deve pagare il compenso all’avvocato.

Incompatibilità

Gli avvocati che hanno assistito le parti nella procedura di negoziazione non possono essere nominati arbitri [8] nelle controversie aventi lo stesso oggetto o ad essa connesse. Gli avvocati che sottoscrivono l’accordo raggiunto dalle parti a seguito della negoziazione assistita devono trasmettere una copia dell’accordo stesso al Consiglio dell’ordine del luogo ove l’accordo è stato raggiunto oppure al Consiglio dell’ordine in cui uno degli avvocati è iscritto. Il Consiglio dell’ordine deve provvedere con cadenza annuale a monitorare le procedure di negoziazione assistita e trasmettere i relativi dati al Ministero della giustizia.

4 | PROCEDURA DELLA NEGOZIAZIONE ASSISTITA OBBLIGATORIA

Il primo atto della negoziazione assistita obbligatoria è rappresentato dall’invito a stipulare la convenzione di negoziazione rivolto da una parte, a mezzo del proprio avvocato, all’altra. L’invito a stipulare deve contenere: – l’indicazione dell’oggetto della controversia; – l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro 30 giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice al fine di decidere sulle spese di giustizia, sulla responsabilità aggravata [9] e sulla concessione della provvisoria esecutorietà [10]; – la firma autografa della parte certificata dall’avvocato che formula l’invito.   Dal momento in cui l’invito è comunicato alla controparte, si producono si interrompe la prescrizione e si impedisce la decadenza (anche se per una sola volta).

Mancata adesione all’invito

La controparte che ha ricevuto l’invito può decidere se aderirvi o meno, inviando una risposta in tal senso entro 30 giorni dalla sua ricezione. L’assenza di risposta della controparte nel termine suindicato equivale all’espresso rifiuto di aderire all’invito. La parte deve quindi proporre la domanda giudiziale entro il medesimo termine di decadenza decorrente dal rifiuto o dalla mancata accettazione nel termine. Si precisa che la mancata adesione o il rifiuto esplicito di aderire può essere valutato dal giudice nel successivo giudizio al fine di decidere: – sulle spese di giustizia; – sull’applicazione della responsabilità aggravata [9]; – sulla concessione della provvisoria esecutorietà [10].  

Adesione all’invito

La controparte può invece decidere di aderire all’invito e deve farlo entro 30 giorni dalla sua ricezione. In questa ipotesi le parti stipulano una convenzione di negoziazione con la quale si obbligano a cooperare per raggiungere, entro un determinato termine da loro stabilito, un accordo che risolva in modo bonario la controversia.   La convenzione di negoziazione deve essere redatta in forma scritta, a pena di nullità, con l’assistenza obbligatoria di uno o più avvocati. La convenzione deve contenere: a) il termine, non inferiore ad 1 mese, che le parti concordano di concedersi per svolgere la procedura (ossia, per negoziare); b) l’oggetto della controversia; c) la sottoscrizione autografa delle parti certificata dagli avvocati che hanno partecipato alla sua conclusione sotto la propria responsabilità professionale.

 Esito della negoziazione

All’esito della negoziazione, le parti possono raggiungere o meno un accordo oppure raggiungerne uno parziale.  In ogni caso, indipendentemente dal risultato, il procedimento di negoziazione assistita si considera esperito quando, entro 30 giorni, la controparte non ha aderito all’invito o ha rifiuto l’invito oppure quando è decorso il termine concordato dalle parti per l’espletamento della procedura (non inferiore ad 1 mese).

Raggiungimento dell’accordo

Se viene raggiunto l’accordo, gli avvocati redigono un verbale di accordo che sottoscrivono insieme alla parti. Gli avvocati certificano l’autografia delle firme e la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. L’accordo così sottoscritto costituisce titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Quando l’accordo ha ad oggetto uno degli atti soggetti a trascrizione [12], quest’ultima può essere eseguita solo se il verbale di accordo è stato autenticato da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. L’avvocato non può impugnare l’accordo che ha redatto altrimenti commette un illecito deontologico.  

Mancato raggiungimento dell’accordo

Se le parti non raggiungono un accordo gli avvocati devono redigere una dichiarazione di mancato accordo e devono certificarla.   La parte deve quindi proporre la domanda giudiziale entro il medesimo termine di decadenza decorrente dalla dichiarazione di mancato accordo.

5 | PROCEDURA DELLA NEGOZIAZIONE ASSISTITA FACOLTATIVA

La negoziazione assistita facoltativa segue la stessa procedura stabilita per la negoziazione assistita obbligatoria. Tuttavia, a differenza di quanto accade nella negoziazione obbligatoria, la parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al gratuito patrocinio deve comunque pagare il compenso all’avvocato per la prestazione svolta. Si ricorda che in ogni caso la negoziazione facoltativa non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale quindi la parte può decidere di esperirla o meno senza incorrere in alcuna preclusione processuale.

6 | CASI PARTICOLARI di NEGOZIAZIONE ASSISTITA FACOLTATIVA

Procedimento di separazione e divorzio

I coniugi possono ricorrere ad una convenzione di negoziazione assistita per definire le condizioni di separazione e divorzio solo quando non hanno figli o hanno figli maggiorenni capaci, non portatori di handicap grave ed economicamente autosufficienti. L’accordo raggiunto sostituisce e produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali che definiscono la separazione giudiziale, la cessazione degli effetti civili del matrimonio, lo scioglimento del matrimonio e le modifiche delle condizioni di separazione e divorzio. A tal fine, la convenzione è annotata negli archivi informatici dello stato civile, sull’atto di nascita di ciascun coniuge e sull’atto di matrimonio.

note

[1] DL 132/2014.

[2] Disciplinata dagli artt. 2 a 11 DL 132/2014.

[3] Art. 3 c. 5 DL 132/2014.

[4] Art 3 c. 4 DL 132/2014.

[5] Art. 9 c. 2 DL 132/2014.

[6] Ai sensi dell’art. 200 cod. proc. pen.

[7] Art. 103 cod. proc. pen.; art. 9 c. 3 e 4 DL 132/2014.

[8] Ai sensi dell’art. 810 cod. proc. civ.

[9] Ai sensi dell’art. 96 cod. proc. civ.

[10] Ai sensi dell’art. 642 c. 1 cod. proc. civ.

[11] Ai sensi dell’art. 200 cod. proc. pen.

[12] Ai sensi dell’art. 2643 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


2 Commenti

  1. è possibile rendere la tabella sulla negoziazione assistita obbligatoria/facoltativa scaricabile?

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