Allarme Oms: casi di morbillo in aumento

27 Aprile 2022
Allarme Oms: casi di morbillo in aumento

Nei primi 2 mesi, oltre 17mila casi, erano stati meno di 10mila nello stesso periodo del 2021.

Sono aumentati del 79% i casi di morbillo segnalati nel mondo nei primi mesi del 2022 rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2021. Si tratta di “un segnale preoccupante di aumento del rischio di diffusione di malattie prevenibili con il vaccino”, avvertono l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef, secondo cui ci sono “le condizioni per una ‘tempesta perfetta’”. Il timore è che si inneschino focolai più grandi di morbillo, complici le interruzioni di servizi legate alla pandemia, le crescenti disuguaglianze nell’accesso ai vaccini e la distrazione di risorse dall’attività di immunizzazione di routine. Fattori che “stanno lasciando troppi bambini senza protezione contro il morbillo e altre patologie”.

I dati diffusi da Oms e Unicef mostrano che oltre 17.300 casi di morbillo sono stati segnalati a livello globale a gennaio e febbraio 2022, rispetto ai 9.665 dei primi due mesi del 2021. Il rischio di grandi focolai “è aumentato poiché le comunità allentano le pratiche di distanziamento sociale e altre misure preventive per Covid”, è aumentato “con i milioni di persone sfollate a causa di conflitti e crisi, dall’Ucraina all’Etiopia, Somalia e Afghanistan, la mancanza di acqua pulita e servizi igienici, il sovraffollamento”, elencano gli esperti. “Poiché il morbillo è molto contagioso, i casi tendono a manifestarsi rapidamente quando i livelli di vaccinazione diminuiscono. Le agenzie temono anche che i focolai di morbillo possano essere una ‘spia’, un campanello d’allarme che lascerebbe presagire “focolai” futuri anche “di altre malattie che non si diffondono così rapidamente”.

La maggior parte dei casi di morbillo, illustrano gli esperti, “si verifica in contesti che hanno affrontato difficoltà sociali ed economiche dovute a Covid-19, conflitti o altre crisi e hanno infrastrutture del sistema sanitario cronicamente deboli”. Il morbillo, avverte Catherine Russell, direttore esecutivo dell’Unicef, “è più di una malattia pericolosa e potenzialmente mortale. È anche una prima indicazione che ci sono lacune nella nostra copertura vaccinale globale, lacune che i bambini vulnerabili non possono permettersi. È incoraggiante che le persone in molte comunità inizino a sentirsi sufficientemente protette dal Covid per tornare ad attività più sociali. Ma farlo in luoghi in cui i bambini non ricevono la vaccinazione di routine crea la tempesta perfetta per la diffusione di una malattia come il morbillo”.

Nel 2020, 23 milioni di bambini hanno ‘perso’ i vaccini di base per l’infanzia, il numero più alto dal 2009 e 3,7 milioni in più rispetto al 2019. Ad aprile 2022, le agenzie segnalano 21 focolai di morbillo “di grandi dimensioni e dirompenti” in tutto il mondo negli ultimi 12 mesi. La maggior parte dei casi sono stati segnalati in Africa e nella regione del Mediterraneo orientale. Le cifre sono probabilmente più alte poiché la pandemia ha interrotto i sistemi di sorveglianza a livello globale, con una potenziale sottostima.

I paesi con i maggiori focolai di morbillo dall’anno scorso includono Somalia, Yemen, Nigeria, Afghanistan ed Etiopia. L’insufficiente copertura vaccinale contro il morbillo è la ragione principale dei focolai, ovunque si verifichino. “Per molte altre malattie, l’impatto di queste interruzioni dei servizi di immunizzazione si farà sentire per i decenni a venire”, afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “Ora è il momento di rimettere in sesto l’immunizzazione essenziale e lanciare campagne di recupero in modo che tutti possano avere accesso a questi vaccini salvavita”.

Al 1 aprile 2022, 57 campagne di malattie prevenibili con vaccino in 43 paesi che avrebbero dovuto svolgersi dall’inizio della pandemia sono ancora rinviate, con un impatto su 203 milioni di persone, la maggior parte delle quali sono bambini. Di queste, 19 sono campagne contro il morbillo, che mettono a rischio 73 milioni di bambini per le iniezioni scudo mancate. In Ucraina, il recupero di queste vaccinazioni è stato interrotto prima per la pandemia, poi per la guerra. L’obiettivo ora deve essere “assicurarsi che non si ripetano focolai come successe nel 2017-2019, quando si contarono oltre 115.000 casi di morbillo e 41 decessi nel Paese, e fu l’incidenza più alta in Europa”. Per proteggere i bambini da questa malattia è importante raggiungere una copertura pari o superiore al 95% con due dosi del vaccino.



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